Come si dona sangue del cordone?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 09/01/2015 Aggiornato il 09/01/2015

Il sangue del cordone ombelicale (il funicolo attraversato da vasi sanguigni che collega il nascituro all’organismo materno per mezzo della placenta) è una sostanza molto preziosa: è, infatti, ricco di cellule staminali emopoietiche, da cui si sviluppano i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine che compongono il sangue

Cordone ombelicale: molte mamme lo conservano per uso privato

Anche se la maggior parte delle staminali è contenuta nel midollo osseo (la sostanza presente nelle ossa in cui si forma il sangue), molte di esse vengono rilasciate nella circolazione sanguigna fetale dopo lo stress del parto e per questa ragione si trovano nel sangue della placenta e del cordone al momento della nascita: proprio appena terminato il parto sarebbe, quindi, importante prelevarle ed evitare che tale risorsa venga dispersa.

Una sostanza molto preziosa

Le staminali del sangue placentare del cordone sono cellule immature e per questo ancora in grado di trasformarsi nelle diverse componenti del sangue in base alle esigenze dell’organismo: ecco perché possono essere utilizzate per curare malattie ematologiche e immunologiche in età pediatrica quali la leucemia, il linfoma, l’anemia. Tramite un prelievo effettuato al termine del parto, queste cellule possono essere conservate e congelate per poi venire trapiantate attraverso un’infusione in un organismo malato dove appunto cominciano a moltiplicarsi, formando sangue sano. Per questo motivo tale pratica dovrebbe essere incentivata tra tutte le donne che stanno per partorire.

Come si procede

Le donne interessate alla donazione possono rivolgersi al proprio ginecologo che ne valuterà la storia clinica e fornirà loro tutte le indicazioni necessarie a partire da quella di dover scegliere un ospedale accreditato al prelievo (in Italia sono oltre 300). Il prelievo si effettua spremendo il sangue dal cordone ombelicale appena viene tagliato dopo la nascita del bambino: il sangue viene raccolto in una sacca che va etichettata e spedita a una banca pubblica di raccolta dove verrà congelata e conservata a 190° C sotto zero. È un intervento molto semplice e indolore, non provoca disagio o altri effetti alla neomamma e si può effettuare anche in caso di parto cesareo.

Non si può donare il sangue del cordone ombelicale in questi casi

Premesso che chi decide di donare deve essere in buone condizioni di salute, esistono alcune specifiche condizioni che rendono il sangue “non idoneo”, come per esempio:

  • gestazione inferiore alle 34 settimane;
  • febbre della madre superiore ai 38° C al momento del parto;
  • rottura delle membrane più di 12 ore prima della nascita;
  • malformazioni congenite del feto;
  • stress fetale.

Che cosa dice la legge italiana

In Italia è consentito donare il sangue del cordone ombelicale a scopo solidaristico (“allogenico”) mentre non è permesso conservarlo per uso personale (“autologo”) tranne in caso di malattie per la cui cura sia riconosciuto clinicamente valido e appropriato l’utilizzo delle cellule staminali presenti nel sangue placentare:

  • in atto nel neonato
  • tra i consanguinei del nascituro
  • per le quali la famiglia del neonato sia valutata “a rischio”.

In tal caso (“donazione dedicata”) il sangue viene conservato gratuitamente in banche pubbliche italiane, a esclusiva disposizione della persona/famiglia cui è stato “dedicato”.

È inoltre possibile esportare presso strutture estere campioni di sangue da cordone ombelicale per uso personale per i soggetti interessati che ne fanno richiesta se autorizzati dal ministero della Salute. È importante, però, sapere che anche quando si dona a scopo solidaristico, se necessario, in quasi la totalità dei casi, si può tornare in possesso delle proprie cellule staminali, che hanno caratteristiche particolari, uniche e rintracciabili, e comunque si può ricorrere alle altre unità compatibili disponibili presso una delle 19 banche di sangue cordonale italiane.

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Piccolo distacco: la tosse può peggiorarlo?

08/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Tossire, andare al lavoro, svolgere una vita normale oppure stare a riposo non influisce minimamente sul decorso della gravidanza che, se è destinata a evolvere felicemente, arriva a termine.   »

Bimba di 3 anni morsa da una zecca (rimossa rapidamente)

08/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Quanto prima si rimuove la zecca dalla pelle tanto più diminuisce il rischio che possa trasmettere le infezioni di cui è veicolo: la TBE e la malattia di Lyme.   »

Fontanella centrale chiusa precocemente: c’è da preoccuparsi?

08/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La fontanella centrale anteriore si chiude in media tra i 10 e i 18 mesi di vita, se avviene molto prima è necessario tenere sotto controllo la misura della circonferenza cranica.   »

Perdite di sangue a inizio gravidanza: perché succede?

30/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le perdite ematiche all'inizio della gravidanza hanno più possibili spiegazioni e solo nel tempo si chiarisce la loro natura precisa. A volte si tratta di una lieve minaccia di aborto, che poi rientra senza conseguenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti