Con il cerchiaggio si evita il parto prematuro

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 10/12/2012 Aggiornato il 23/03/2015

Il cerchiaggio è un intervento che chiude il collo dell’utero per impedire che si dilati prima del tempo, mettendo a rischio il nascituro

Con il cerchiaggio si evita il parto prematuro

Per rafforzare la tenuta dell’utero

Il cerchiaggio è un piccolo intervento chirurgico cui la futura mamma può essere sottoposta per rafforzare la tenuta del collo dell’utero che dovrebbe iniziare a dilatarsi solo quando la gravidanza è a termine (a partire, cioè, dalla 38a settimana) per effetto delle contrazioni. Prima di questa scadenza è invece necessario che rimanga ben chiuso per evitare il rischio che il bebè nasca prima del tempo.

Si pratica se c’è una precoce dilatazione del canale cervicale

Il cerchiaggio può essere prescritto dal ginecologo nel caso in cui la gestante abbia un problema d’incontinenza cervicale o “beanza del collo”, una complicanza che si associa proprio alla dilatazione precoce del canale cervicale: in pratica esso risulta essere troppo debole per “reggere” il peso del contenuto del pancione (feto, placenta, liquido amniotico e altri annessi fetali) e inizia a dilatarsi prima del tempo. Tra le cause del disturbo può esserci un’anomalia congenita del canale cervicale, un problema causato da un precedente intervento (per esempio, un raschiamento o un parto traumatico che ha danneggiato le pareti interne dell’utero) oppure una pressione particolarmente intensa sul collo dell’utero dovuta a un carico eccessivo della cavità uterina (in caso, per esempio, di gemelli).

I segnali cui prestare attenzione

I segnali d’allarme dell’eventuale “incontinenza” sono: l’eccessivo o precoce accorciamento e ammorbidimento del canale cervicale, la presenza di contrazioni anche lievi, la comparsa di perdite vaginali rosate. Tutti questi segnali potrebbero significare un avvio del processo dilatatorio del collo dell’utero. In questo caso il ginecologo prescrive alla donna farmaci specifici per ridurre l’attività contrattiva dell’utero (per esempio la vasosuprina) e riposo totale. Solo se questi rimedi non sono efficaci si procede con il cerchiaggio. L’intervento si esegue non prima della 12a settimana e, in genere, non oltre la 24a.

Come si svolge l’operazione

L’intervento, che di solito viene effettuato in ospedale in anestesia spinale, è semplice e dura al massimo 15 minuti. Il ginecologo “infila” una sorta di nastro sintetico della larghezza di circa 5 millimetri in più punti attraverso il bordo del canale cervicale con una tecnica definita “a borsa di tabacco” (un tipo di sutura in cui si esegue una cucitura intorno al bordo di un’apertura circolare che viene chiusa tirando e annodando il filo). Il nastro viene poi stretto e annodato per chiudere saldamente il collo dell’utero e impedire che si riavvii la dilatazione.

Dopo la donna può fare una vita normale

Dopo l’intervento, la donna può condurre una vita normale senza rischi. È, però, consigliabile non fare sforzi eccessivi come sollevare borse e oggetti troppo pesanti, non andare in bicicletta ed evitare attività sportive che possano procurare urti al pancione. Il medico può decidere di prescrivere riposo alla futura mamma anche nella fase successiva all’intervento fino al parto.

Poi si effettua la rimozione del nastro

Al termine della 35a settimana di attesa – quando lo sviluppo del feto risulta completo – il nastro viene rimosso per permettere che il canale cervicale avvii i processi di accorciamento e dilatazione indispensabili a predisporlo all’espulsione del piccolo. La rimozione si esegue senza anestesia e non provoca particolari disagi o dolore alla futura mamma.

 
 
 

In breve

Un intervento semplice per tenere l’utero chiuso

Il cerchiaggio è un’operazione che viene effettuata per aumentare la tenuta del collo dell’utero nel caso in cui la gestante manifesti un problema d’incontinenza. Viene praticato, infatti, se c’è una dilatazione precoce del canale cervicale. Si svolge in anestesia spinale e dura al massimo 15 minuti. Viene inserito una sorta di nastro stretto e annodato al collo dell’utero che verrà poi tolto al termine della 35a settimana per consentire il parto.

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