Epidurale in piedi: la nuova tecnica che permette di muoversi

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 30/03/2026 Aggiornato il 30/03/2026

Grazie all’impiego di dosi ridotte di analgesico, più mirate, diminuisce il dolore delle contrazioni, ma non la capacità di movimento, quindi la donna può camminare e scegliere la posizione più confortevole.

Epidurale in piedi: la nuova tecnica che permette di muoversi

L’epidurale in piedi, o walking epidural (epidurale camminando), è una variante dell’analgesia epidurale classica. Esiste già da alcuni anni, ma è ancora poco nota, soprattutto nel nostro Paese, anche se i centri di maternità più attrezzati stanno iniziando a proporla alle partorienti.

In pratica, permette di muoversi e di camminare durante il travaglio mentre si sta effettuando l’analgesia epidurale. Si impiegano farmaci analgesici a dosaggi inferiori, in modo che la donna mantenga un certo grado di mobilità e autonomia, pur beneficiando dell’effetto analgesico in travaglio.

Epidurale in piedi: cosa cambia

L’analgesia epidurale è una pratica seguita da molti anni. Consiste nell’introdurre un catetere tra i tessuti della dura madre, il tessuto che avvolge la colonna vertebrale, all’altezza dei lombi.

Il catetere resta in sede durante il parto, lasciando defluire lentamente piccole quantità di un analgesico che rende insensibile la zona del bacino, riducendo il dolore della contrazione, ma non la contrazione stessa. Agisce insomma sulla sensazione del dolore senza annullare le contrazioni. La donna mantiene la sensazione delle “spinte” e, assecondandole, partecipa in modo attivo al parto.

L’epidurale eseguita in modo tradizionale prevede che la partoriente resti a letto, solitamente sdraiata su un fianco, oppure seduta, mentre viene eseguito il monitoraggio del travaglio.

L’epidurale in piedi, invece, permette alla donna di alzarsi, di muovere alcuni passi (da qui la definizione di walking epidural), di assumere la posizione che avverte più comoda per partecipare al travaglio e per favorire la discesa del bambino.

Questa libertà di movimento è resa possibile grazie all’impiego di analgesici meno aggressivi, ugualmente efficaci nel ridurre la percezione del dolore, ma che limitano meno la motilità degli arti inferiori. Quello che cambia, insomma, è che si tratta di un’analgesia che permette al travaglio di svolgersi secondo modalità dinamiche e non più statiche come avviene secondo la prassi tradizionale.

Come si pratica

L’epidurale in piedi inizia come quella di tipo tradizionale. Quando la partoriente raggiunge una dilatazione di circa due o tre centimetri della cervice uterina, l’anestesista pratica una leggera anestesia locale a livello delle vertebre della zona lombare.

Quindi introduce il catetere tra i due foglietti che costituiscono la dura madre, la membrana che protegge il midollo spinale. Il catetere eroga l’analgesico, sotto controllo dell’anestesista, fino alla fase espulsiva, quando il bambino viene alla luce.

Vengono utilizzati farmaci analgesici di diverso tipo rispetto al passato, che riducono la sensazione dolorosa delle contrazioni, ma non limitano la capacità di movimento degli arti inferiori. In questo modo la donna, pur avvertendo sollievo dal dolore, può sedersi sul letto, alzarsi in piedi, muovere alcuni passi per la stanza, utilizzare dispositivi come il seggiolino o la palla da parto.

Può piegarsi in avanti, porsi in ginocchio, trovare la posizione più adatta per sentirsi comoda nel favorire le spinte che derivano dalle contrazioni.

Si potrà scegliere?

Attualmente, l’epidurale in piedi è offerta da alcuni centri di maternità altamente specializzati, per esempio la Mangiagalli di Milano, mentre altri, come il Policlinico Gemelli di Roma o il Sant’Anna di Torino si stanno attrezzando il tal senso.

È infatti necessario un doppio tipo di cambiamento, sia tecnico sia culturale, per poter offrire alle gestanti questo tipo di innovazione. Dal punto di vista tecnico, è importante che gli anestesisti siano preparati e continuamente aggiornati per saper calibrare la dose del farmaco, in modo da assicurare sollievo dal dolore delle contrazioni ma anche possibilità di movimento.

Inoltre, le strutture ospedaliere devono essere dotate di dispositivi all’avanguardia, anche di tipo wireless, per effettuare il monitoraggio del feto anche senza costringere la donna a restare immobile a letto. È inoltre importante informare le gestanti delle nuove possibilità per vivere il travaglio in modo più consapevole e attivo. Per sapere se l’ospedale prescelto per la nascita del proprio bambino è attrezzato per proporre questo tipo di analgesia per il parto, si può chiedere al ginecologo o alle ostetriche, anche durante i corsi pre-parto.

Cosa cambia e quali vantaggi ci sono

La possibilità di scegliere l’epidurale in piedi, quando questo metodo sarà diffuso in un maggior numero di centri di maternità, potrebbe portare con sé diversi vantaggi.

Meno dolore

Una ricerca pubblicata sul Journal of Medical Science and Research ha provato che la donne sottoposte ad epidurale in piedi hanno sperimentato un dolore significativamente inferiore rispetto alle partorienti che hanno eseguito l’epidurale tradizionale. Anche la durata media del travaglio è stata in media più corta, mentre è stata maggiore la soddisfazione globale dell’esperienza del parto.

Spinte più efficaci

Le posizioni del parto in piedi sono più naturali e intuitive. Sembrano favorire la discesa del bambino nel canale del parto, assecondando i premiti, ossia le pressioni che la testolina del piccolo esercita sui tessuti materni.

La donna ha una migliore percezione dei movimenti fetali e, stando seduta oppure in piedi, può assumere di volta in volta le posizioni che le danno più sollievo e aiutano la discesa del piccolo.

Maggiore partecipazione 

Non dovendo restare immobile, la partoriente assume un ruolo più attivo, divenendo protagonista dell’evento parto insieme con il suo bambino, imparando quindi a conoscerlo e ad avviare da subito una buona relazione madre-figlio. Questo contribuisce a far vivere l’evento del parto in modo più completo e gratificante.

Esperienza personalizzata

La possibilità di muoversi, che permette una maggiore partecipazione al parto, consente anche alle donne di scegliere le modalità di parto che preferiscono, sentendosi più libere. Alcune si limitano a trovare la posizione più comoda restando sedute a letto, altre camminano, altre ancora collaborano con le ostetriche che le seguono durante il travaglio.

L’epidurale in piedi è insomma una modalità che sembra essere molto vicina all’esigenza delle donne di ascoltare il proprio corpo durante il travaglio.

Come succede per l’epidurale tradizionale, non facilita il ricorso al cesareo, ma rende più rapido un eventuale passaggio a questo, aumentando la dose di analgesico, qualora le circostanze lo rendano necessario.

Photo by Alina Matveycheva for pexels

 
 
 

In breve

L’epidurale in piedi o walking epidural permette alla donna in travaglio di muoversi, camminare, scegliere la posizione che sente più affine a sé per assecondare la nascita del bambino. Alcuni ospedali si stanno già attrezzando per proporla alle gestanti

 

 

Fonti / Bibliografia

  • Anestesia epidurale: quando si usa e come si svolge? - ISSaluteL’anestesia epidurale, o peridurale, elimina la sensibilità al dolore di una zona del corpo attraverso un’iniezione nella schiena (spazio epidurale). Consente di controllare efficacemente il dolore nel travaglio e nel parto, nonché durante e dopo diversi tipi di interventi chirurgici, compreso il taglio cesareo
  • Evaluating the Efficacy and Outcomes of Walking Epidural in Labor Analgesia<p>Introduction: Labor pain is one of the deepest and most challenging sensations a person can endure, shapingboth the physical and emotional perspective of childbirth, often requiring effective management to ensure apositive childbirth experience. The goal of labor analgesia is to provide sufficient pain relief while minimizingadverse effects on the mother and fetus. Methods: This prospective observational comparative study wasconducted at Holy Family Red Crescent Medical College Hospital, Dhaka, and Popular Medical CollegeHospital, Dhaka, Bangladesh; the study spanned 2.5 years from December 2022 to July 2024. Result: Theaverage pain score, measured on a scale from 0 to 10, indicates that patients in the walking epidural groupexperienced significantly less pain (2.5 &plusmn; 1.2) than those in the traditional epidural group (3.8 &plusmn; 1.5). Womenwho received the Walking Epidural (n=40) had a statistically significantly shorter average labor duration (8.5hours &pl...

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