Episiotomia: cos’è e quando viene praticata

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 26/01/2012 Aggiornato il 26/01/2012

L’episiotomia è un’incisione eseguita nella zona del perineo durante il parto per aiutare il bambino a nascere. È più frequente soprattutto tra le primipare

Episiotomia: cos’è e quando viene praticata

Per episiotomia s’intende l’incisione chirurgica della cute e dei piani muscolari del perineo nella parte posteriore della vagina. Viene effettuata durante il parto per allargare l’apertura vaginale, così da facilitare l’uscita della testa del bambino e prevenire lacerazioni spontanee dei tessuti della mamma, più difficili da rimarginare. È più frequente nelle primipare (cioè nelle donne al primo figlio) rispetto alle pluripare (che hanno già partorito per via naturale), in quanto i tessuti sono meno elastici.

Utile anche in questi casi

L’episiotomia è indicata anche in caso di sofferenza fetale o se c’è il rischio di traumi alla testa del feto, cioè se il bambino è particolarmente grosso o scende con difficoltà lungo il canale del parto. Questa incisione viene praticata anche in caso di parto prematuro, per abbreviare il più possibile la durata del parto e ridurre la pressione della testa del bambino. Di solito, la partoriente cui viene eseguita l’episiotomia non avverte dolore durante l’incisione, perché il perineo, sotto la spinta della testa del bambino si tende parecchio, schiacciando tutte le terminazioni nervose della zona e rendendo la parte quasi insensibile al dolore. Nel caso, poi, alla donna sia stata già praticata l’analgesia epidurale si annulla del tutto la percezione anche di piccoli fastidi al momento dell’incisione.

La procedura corretta

Per essere efficace, l’episiotomia deve essere praticata in un preciso momento, cioè durante una contrazione uterina e uno sforzo espulsivo, quando il perineo è sottoposto alla massima tensione.
Il taglietto viene richiuso previa anestesia (solo se non è stata praticata l’epidurale) dal ginecologo dopo il secondamento, cioè l’espulsione della placenta (organo che ha nutrito e ossigenato il feto) e degli annessi fetali. In genere, si usano punti riassorbibili, quindi non c’è poi la necessità di toglierli.
Di solito, l’incisione del perineo si risolve senza complicazioni quando il corpo della neomamma torna alla condizione di normalità. Non ci sono controindicazioni per eseguire l’episiotomia in eventuali parti successivi.

Può essere di tre tipi

– Mediana: si esegue con un taglio dritto tra la vagina e l’apertura anale.
– Medio-laterale: in questo caso il taglio è obliquo, punta cioè verso destra o sinistra, in direzione della coscia.
– Laterale: l’incisione è ancora più spostata lateralmente rispetto alla precedente. 

 

In breve

Un’incisione che agevola la nascita del bambino

L’episiotomia è un taglietto che viene fatto per allargare l’apertura vaginale in modo da facilitare l’uscita della testa del bambino. Questa pratica viene effettuata anche nel caso di sofferenza fetale.

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