L’esposizione agli ftalati aumenta il rischio di parto prematuro

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 10/01/2014 Aggiornato il 10/01/2014

Un recente studio dimostra che nelle future mamme esposte agli ftalati le probabilità di avere un parto prematuro sono maggiori

L’esposizione agli ftalati aumenta il rischio di parto prematuro


Alla base di un parto prematuro possono esserci tante cause diverse, non tutte conosciute e certe. Fra queste potrebbe esserci anche l’esposizione agli ftalati. Questo, perlomeno, è quanto rivela uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani della University of Michigan School of Public Health di Ann Arbor, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Jama Pediatrics.

Possono causare vari danni

Gli ftalati sono prodotti chimici di sintesi impiegati, in particolare, per ammorbidire la plastica e i materiali plastificati (come le magliette con le stampe plastificate). Le principali fonti di esposizione per l’uomo sono il cibo e l’acqua contaminata, la plastica e alcuni cosmetici e detersivi. Se presenti in grandi quantità, gli ftalati possono causare danni all’organismo. Numerose ricerche hanno dimostrato che possono alterare i livelli degli ormoni prodotti dalla tiroide. Un’esposizione prolungata a dosi elevate di ftalati, inoltre, si associa a un rischio aumentato di endometriosi, cancro alla mammella e infertilità. Ora il nuovo studio suggerisce anche un ruolo importante nello scatenare un parto prematuro. 

La ricerca su campioni di urine

Lo studio ha riguardato 132 donne che avevano avuto un parto prematuro e 352 donne che avevano portato a termine la gravidanza nei tempi previsti. Tutte, nel corso della gestazione, erano state invitate a raccogliere dei campioni di urine per misurare la concentrazione dei metaboliti (prodotti del metabolismo) degli ftalati. Dall’analisi dei risultati, è emerso che nelle donne con un’alta concentrazione di alcuni metaboliti degli ftalati nelle urine le percentuali di nascite pretermine erano più elevate rispetto alle altre donne. Gli autori hanno perciò concluso che le donne incine hanno una probabilità maggiore di avere un parto prematuro se sono esposte agli ftalati.

 

 

In breve

QUANDO IL PARTO È PREMATURO

Si parla di parto prematuro quando il bambino viene alla luce prima della 37a settimana di gestazione. Non necessariamente questa condizione si associa a problemi e rischi per mamma e bebè, anche se i pericoli per il bambino aumentano in base al grado di prematurità.

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti