Primo contatto col neonato

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 09/01/2015 Aggiornato il 26/01/2015

A volte si approfitta delle due ore in cui la neomamma deve rimanere sotto controllo per lasciarla un po’ insieme con il bambino: il neonato, ormai lavato e ripulito, viene appoggiato sul seno della mamma per un primo, fondamentale contatto

mano contatto bambino

Il contatto precoce è molto utile per favorire il legame psicofisico tra la mamma e il bambino, che comunque è già molto forte. Inoltre, il primo contatto può essere l’occasione per effettuare un tentativo di attaccamento al seno. Anche se questa prima prova non dovesse svolgersi nel modo ottimale, serve comunque a stimolare la montata lattea (l’avvio della produzione di latte, che in genere avviene dopo 3-4 giorni) e le contrazioni dell’utero, che sono favorite anche dai movimenti di suzione. Alcune strutture ospedaliere consentono alla neomamma, sempre che se la senta e lo desideri, di spostarsi camminando dalla sala parto all’area post parto e da questa alla camera, accompagnata da qualcuno che la sorregga in caso di debolezza o mancamenti (in genere, il compagno o l’infermiera). È, infatti, molto importante che la neomamma eviti di rimanere a letto per troppo tempo e che tenti invece di camminare al più presto possibile. Nonostante la donna si possa sentire un po’ intorpidita dal parto e gli eventuali punti dell’episiotomia possano dare fastidio, è consigliabile riprendere a muoversi prima possibile, perché il movimento (bastano anche pochi passi) favorisce la circolazione del sangue e aiuta a riprendersi più rapidamente dalla fatica del parto.

Nursery o rooming in?

Sono ormai molto numerosi gli ospedali che consentono di scegliere, al momento del ricovero, fra una normale degenza, con la mamma in camera e il bimbo alla nursery, o il rooming-in, con mamma e bimbo nella stessa stanza.

La nursery: in questo caso il bimbo “risiede” in un’ampia stanza (il “nido”) dotata di culle, che ospita tutti i neonati. L’accesso a questa sala è consentito solo al personale sanitario, mentre i parenti possono guardare il bebè attraverso un’ampia finestra di vetro (a mamma e papà, in genere, è permesso l’accesso in ogni momento). La mamma rimane in una camera separata, in cui le viene portato il piccolo 5-6 volte al giorno per le poppate. Terminato l’allattamento, il bimbo viene ricondotto nella nursery.

Il rooming-in: in questo caso la culla del neonato si trova nella camera insieme alla mamma, che se ne prende cura fin dal primo giorno. In genere, di notte il bebè viene portato nella nursery, per consentire alla mamma di riposare almeno qualche ora. Nel caso di rooming-in l’allattamento non avviene a orari fissi, ma a richiesta del bebè e la neomamma ha la possibilità di fare subito pratica nella cura del bimbo.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Dubbio sull’intervallo di somministrazione dei vaccini

11/11/2019 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

Per ogni vaccino, compreso l'anti-meningococco B, è stato individuato l'intervallo tra la somministrazione delle dosi che assicura la migliore risposta del sistema di difesa naturale e, quindi, la migliore protezione.   »

Ovulazione: può verificarsi anche se si prende la pillola?

31/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Ci sono casi in cui, nonostante l'assunzione del contraccettivo orale, la donna continua a essere fertile: accade, per esempio, se è in sovrappeso.   »

Svezzamento: quali regole seguire?

30/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

le linee guida relative allo svezzamento sono molto cambiate rispetto ad alcuni anni fa: oggi vi è molta più libertà d'azione, da usare però secondo i criteri dettati dal buon senso. Ma se si vuole andare "alla vecchia", nulla lo vieta.   »

Fai la tua domanda agli specialisti