Nascite in Italia? Poche, con cesareo e da mamme anziane

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 23/12/2015 Aggiornato il 23/12/2015

Il Rapporto del Ministero della Salute evidenzia in Italia una situazione non rosea: diminuzione delle nascite, innalzamento dell'età della mamma e ricorso frequente al cesareo

Nascite in Italia? Poche, con cesareo e da mamme anziane

Com’è la mamma italiana? L’età è sempre più avanzata, partorisce di meno e principalmente in ospedali pubblici, con accanto a sé il padre del bambino, è istruita, in un quinto dei casi straniera e dà alla luce suo figlio troppo spesso con il parto cesareo. È la fotografia della mamma del nostro Paese scattata dal Rapporto annuale sull’evento nascita, a cura dell’Ufficio Statistica del Ministero della Salute, che prende in esame i dati relativi ai Certificati di Assistenza al Parto (CeDAP) del 2013. A preoccupare sono soprattutto la diminuzione delle nascite (23.000 bambini in meno rispetto al 2012) e l’utilizzo ancora troppo frequente del parto cesareo,  con oltre un terzo delle partorienti sottoposte all’operazione. 

Mamme più anziane e straniere

Le mamme che partoriscono in Italia sono sempre più avanti con l’età e nel 20% dei casi straniere. L’età media della madre è di 32,7 anni per le italiane, mentre scende a 29,7 anni per le immigrate, principalmente provenienti dall’Europa (26%), dall’Africa (25%) e dall’Asia (18%). L’età media al primo figlio è per le italiane, in quasi tutte le Regioni, superiore a 31 anni. Le donne straniere, invece, partoriscono il primogenito a quasi 28 anni. Una mamma su 5, dunque, non è italiana. Tale fenomeno è più diffuso al Centro-Nord dove oltre il 25% dei parti avviene da madri immigrate, in particolare in Emilia Romagna e Lombardia, dove si arriva al 30% delle nascite.

Sempre meno bambini

Le nascite continuano a diminuire, così come il numero di figli per donna (1,39, rispetto a 1,46 del 2010, anno in cui il calo ha avuto inizio). Le regioni in assoluto meno prolifiche  sono Sardegna, Basilicata e Molise, mentre quelle più virtuose sono a Nord, le Province Autonome di Trento e Bolzano, e al Sud, Campania e Sicilia. L’88% dei parti avviene negli Istituti di cura pubblici o convenzionati, il 12% nelle case di cura private e solo lo 0,1% in casa. L’8,6% dei parti ha luogo invece in strutture che accolgono meno di 500 nascite annue, soglia minima, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, affinché mamma e bambino possano essere considerati al sicuro.

Troppi cesarei

Si conferma il ricorso eccessivo al taglio cesareo: il 35,5% dei parti avviene per via chirurgica, con notevoli differenze regionali. Il 54% delle operazioni si svolge nelle case di cura accreditate contro il 33% negli ospedali pubblici. Il parto cesareo è più frequente nelle donne italiane rispetto alle straniere.

Papà presente

Delle donne che hanno partorito nel 2013, il 44% ha una scolarità medio alta, il 30% medio bassa e il 26% ha conseguito la laurea. Fra le straniere prevale invece una scolarità medio bassa (48%). Oltre la metà delle madri ha un lavoro, mentre quasi il 30% è casalinga, con un circa 10% di disoccupate. Ma qualunque sia la sua condizione socio-economica, la futura mamma, al momento del parto, vuole sempre accanto a sé il papà del bambino (quasi nel 92% dei casi), mentre solo il 7% sceglie un familiare o un’altra persona di fiducia (circa l’1%).

 

 
 
 

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