Papà in sala parto: uno su due è distratto da tablet e smartphone

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/01/2013 Aggiornato il 17/01/2013

Secondo gli esperti, sono sempre più numerosi i papà in sala parto che, invece di sostenere la compagna, armeggiano con le tecnologie digitali

Papà in sala parto: uno su due è distratto da tablet e smartphone

 

Dovrebbero incoraggiare la compagna, rassicurandola se è agitata o spronandola se è stanca. Invece, molti papà in sala parto preferiscono dedicarsi a tablet e smartphone, perdendosi le fasi clou della nascita del figlio. Lo sostiene Maurizio Gnazzi, segretario regionale Lazio dell’Associazione italiana ostetriche (Aio) e ostetrico dell’ospedale Cristo Re di Roma.

Per vincere l’ansia, per fare foto e per dipendenza

Secondo l’esperto, almeno un papà su due, in sala parto, è distratto dagli strumenti tecnologici che ha portato con sé. In alcuni casi, si tratta di un espediente per combattere l’ansia del momento e vincere la paura. In altri casi, invece, chattare, navigare in internet e giocare ai videogiochi sono esigenze irrinunciabili: l’uomo patito del mondo digitale non riesce a rinunciarvi nemmeno in frangenti così delicati e speciali. Ci sono, poi, i papà in sala parto “ossessionati” di foto e video, che non si staccano da videocamere e telefonini, cercando di “fissare” ogni attimo del travaglio e della nascita.

I rischi principali

Indipendentemente dalla ragione, l’uso eccessivo di questi strumenti in sala parto comporta alcuni svantaggi. Innanzitutto, chi è troppo preso da tablet e telefonini, spesso, finisce con il non vivere fino in fondo l’esperienza magica della nascita del figlio. In secondo luogo, non è in grado di sostenere la compagna durante il travaglio e il parto. Addirittura può infastidirla: avere accanto un uomo che non fa altro che guardare altrove o filmare ogni smorfia di dolore e ogni spinta, spesso, aumenta l’ansia e il malessere provati. È importante, invece, che il papà sia una presenza confortante per la mamma. La può aiutare fisicamente, per esempio facendole un massaggio o sostenendola se vuole camminare. Ma anche psicologicamente, distraendola con racconti divertenti, incoraggiandola, lodandola.

Meglio non esagerare

Come comportarsi dunque? La

tecnologia  non è vietata in assoluto, ma va usata con buon senso. “Un travaglio può durare anche 12 ore. Trascorrere, quindi, qualche minuto al telefono per comunicare con i parenti o per distrarsi non è certo un male. E anche fare video o foto della nascita è un modo, per i papà, di difendersi dalla visione diretta di un evento che è comunque, per molti, traumatico” suggerisce Gnazzi. È importante, però, non esagerare e, soprattutto, mettere le esigenze della donna al primo posto. 

In breve

LA DONNA VA SEMPRE ACCONTENTATA

In sala parto è la donna che “comanda”. Visto che è lei che soffre e fatica, è giusto che il papà assecondi tutte le sue richieste. 

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