Parti gemellari in aumento: come prevenire i rischi in caso di fecondazione assistita

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 25/05/2021 Aggiornato il 25/05/2021

Secondo gli esperti i parti gemellari sono in aumento con tutti i rischi connessi. Ma oggi è possibile effettuare il trasferimento di un solo embrione in caso di procreazione medicalmente assistita

Parti gemellari in aumento: come prevenire i rischi in caso di fecondazione assistita

Al giorno d’oggi, un neonato su 42 ha un gemello e si calcola che si verifichino circa 1,6 milioni di nascite gemellari all’anno, con una tendenza in crescita che ha iniziato a manifestarsi a partire dagli anni Ottanta. Secondo le ricerche, da allora, i parti gemellari sono aumentati di un terzo, passando da 9 a 12 ogni mille nascite. Insomma, i parti gemellari sono in aumento sempre di più, per diverse ragioni.

Ecco perché ci sono più gemelli

Si tratta dell’incidenza più alta non solo degli ultimi quarant’anni, ma probabilmente di tutta la storia dell’umanità. È quanto certificato da numeri raccolti su oltre un centinaio di Paesi dagli esperti che lavorano presso l’Università di Oxford, l’Istituto francese di studi demografici (Ined) e l’università olandese di Radboud. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Human Reproduction. Le cause sono diverse. Da una parte, i parti gemellari sono in aumento perché si alza l’età media in cui la donna cerca una gravidanza. Nei Paesi in via di sviluppo, come alcune regioni dell’Africa, sono presenti caratteristiche genetiche che determinano numerosi parti derivanti da due ovociti diversi. Inoltre, un numero sempre maggiore di persone ricorre alla fecondazione assistita() per avere un bambino. Nella Procreazione medicalmente assistita è possibile che si verifichino gravidanze gemellari se non vengono adottate strategie sul numero di embrioni da trasferire, che riduca al minimo il rischio di complicanze.

I rischi delle gravidanze gemellari

In Italia, la situazione della Procreazione medicalmente assistita è cambiata nel 2009, quando una sentenza della Corte costituzionale ha abrogato gli obblighi relativi al numero di ovociti da trattare e agli embrioni da impiantare. Secondo la legge 40 del 2004, sui trattamenti di Pma, era obbligatorio trattare solo 3 ovociti per volta e impiantare in utero tutti gli embrioni ottenuti. La conseguenza fu un aumento di gravidanze gemellari tra il 2004 e il 2009.
Le gestazioni plurime sono più a rischio rispetto a quelle singole, perché aumenta la possibilità che si debba ricorrere al parto cesareo, c’è una incidenza maggiore di ipertensione nella madre, rottura prematura delle membrane, minaccia di parto prematuro o emorragie post parto. La gestazione multipla può essere accompagnata da prematurità (molto comune in questo tipo di gravidanza), difetti congeniti, ritardo della crescita del feto, basso peso alla nascita.

La risposta della Procreazione assistita

A fronte del fatto che i parti gemellari sono in aumento, alcune tecniche di Procreazione medicalmente assistita rispondono per limitare il più possibile i rischi. Il Centro Pma di Ivi Roma, per esempio, per garantire la miglior riuscita del trattamento e la massima sicurezza di mamme e nascituri, prevede il cosiddetto Set, il Single Embryo Transfer. Significa trasferire un singolo embrione alla volta, ove possibile, per ridurre la possibilità di parti gemellari e quindi evitare alla futura madre e al nascituro tutte le complicazioni che possono derivare da una gravidanza e un parto gemellare.
La tecnica Set prevede una normale stimolazione ormonale della donna, con trattamento di più ovociti. La coppia disporrà di diversi embrioni crioconservati che potranno essere utilizzati qualora il primo tentativo di impianto non vada a buon fine, oppure nel caso in cui la coppia in futuro decida di cercare un’altra gravidanza. Questo è molto importante per la tutela della donna, che sarà sottoposta a una sola stimolazione ormonale.

 

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Le gravidanze gemellari sono più frequenti in età “avanzata” perché, dopo i 35 anni, le donne rilasciano più di un ovocita maturo al mese. In caso di rapporto sessuale, possono essere fecondati entrambi gli ovociti e questo dà luogo alla gestazione di due bambini.

 

Fonti / Bibliografia

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