Parto anonimo: più tutele per i figli abbandonati alla nascita?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 26/08/2015 Aggiornato il 26/08/2015

Se il Senato dirà sì, le donne che scelgono il parto anonimo, dopo 18 anni, se lo vorranno, potranno essere rintracciate dai figli abbandonati. Ecco come

Parto anonimo: più tutele per i figli abbandonati alla nascita?

Potrebbe presto subire un’importante modifica la legge che regola il parto anonimo in Italia. Nelle scorse settimane, infatti, la Camera ha approvato una revisione che riconosce maggiori diritti ai figli abbandonati alla nascita, in particolare riguardo alla rintracciabilità della madre biologica. Ora si attende il via libera del Senato.

Che cos’è il parto anonimo

Pochi lo sanno, ma in Italia è possibile optare per il parto anonimo. Il DPR 396/2000, infatti, offre a tutte le donne che partoriscono e non riescono, per qualsiasi motivo, a far fronte all’esperienza della maternità la possibilità di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale dove è nato. Fino a ora, la legge stabiliva che il nome della madre dovesse rimanere per sempre segreto e che nell’atto di nascita del bambino venisse scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”. Indubbiamente, una tutela per la mamma, ma non per il bambino che praticamente non aveva alcuna possibilità di rintracciare la madre biologica. Per questo, da anni alcune associazioni, fra cui il “Comitato per il diritto alle origini biologiche”, si stanno battendo affinché la situazione cambi e i diritti dei bambini abbandonati siano riconosciuti. Ora hanno vinto la loro prima battaglia.

Che cosa cambierà

Nelle scorse settimane, infatti, la Camera ha espresso parere positivo a una modifica sostanziale della legge. In pratica, la nuova norma prevede che i figli non riconosciuti, una volta raggiunta la maggiore età, potranno rivolgersi a un tribunale per chiedere alle madri se vogliono revocare l’anonimato e dunque incontrarli. Ciascuna donna sarà libera di decidere cosa fare. In caso di risposta negativa la donna non potrà più essere contattata e la sua identità resterà segreta. Inoltre, la nuova legge stabilisce che, a differenza di quanto avviene oggi, anche la madre stessa potrà chiedere di rimuovere la segretezza sul suo nome, fornendo indicazioni sul luogo e data del parto.

Un difficile equilibrio

Ora la legge dovrà essere approvata anche in Senato, dove è probabile che il dibattito sarà molto accesso. Occorre considerare, infatti, che il parto anonimo costituisce un argomento molto delicato. Da una parte, occorre tener conto dei sentimenti dei figli e del loro diritto a conoscere l’identità di chi li ha messi al mondo. Dall’altro, però, è importante tutelare anche le madri che decidono di rimanere “segrete”: in caso contrario, il rischio è che aumentino gli aborti, i parti in casa, gli abbandoni di neonati nei cassonetti o in altri luoghi pericolosi.

 

 

 
 
 

In breve

 CHE COSA SUCCEDE IN CASO DI RICONOSCIMENTO

Al momento, secondo la “vecchia” legge, le donne che scelgono il parto anonimo possono anche decidere di riconoscere i figli. In questo caso, i figli, una volta compiuti i 25 anni possono chiedere di conoscere il nome della madre.

 

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