Parto cesareo: non è favorito dal parto indotto!

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/06/2014 Aggiornato il 12/06/2014

Il rischio di parto cesareo diminuisce del 12% con il parto indotto. Sono i risultati controcorrente di un nuovo studio inglese

Parto cesareo: non è favorito dal parto indotto!

Si è sempre creduto che il parto cesareo fosse favorito dal parto indotto. Ora uno studio mette in discussione questa ipotesi, anzi la ribalta.

Studio su più di 30mila parti

I ricercatori hanno analizzato 157 studi che includevano più di 30mila parti, per determinare se sussisteva un rischio maggiore di parto cesareo associato al parto indotto. I risultati hanno mostrato che il rischio di cesareo era significativamente più basso (12% in meno) nel parto indotto rispetto alle altre tipologie di parto (in particolare, quella che prevede di seguire l’andamento naturale del travaglio, secondo la modalità “aspettare e vedere”). Lo studio è opera della Queen Mary University of London (Regno Unito) ed è stato pubblicato sulla rivista Canadian Medical Association Journal.

Quando serve indurre il parto

Un tempo si credeva che le tecniche di induzione del travaglio favorissero poi il ricorso al parto cesareo. Invece sembra proprio no. Il parto viene indotto in circa il 20% delle donne incinte, per diverse ragioni. È previsto per esempio quando il termine previsto per il parto viene superato ma il travaglio non inizia in modo spontaneo, se le membrane si rompono ma dopo 24 ore le contrazioni non sono ancora iniziate, se la placenta non funziona più in maniera ottimale, se il liquido amniotico è scarso oppure se gli esami indicano che il bambino non si sta più sviluppando, ma è pronto per nascere.

Prostaglandine o ossitocina

Il parto indotto può avvenire applicando un gel a base di prostaglandine  in vagina oppure somministrando l’ossitocina per via endovenosa. Se dopo 8-12 ore il travaglio non è avviato, il medico potrebbe decidere per il parto cesareo.

In breve

ATTENZIONE ALLE COMPLICAZIONI DELLA GRAVIDANZA

Anche alcune complicazioni della gravidanza, come la pre-eclampsia o il diabete gravidico, o malattie croniche della madre preesistenti alla gravidanza possono imporre un’accelerazione dei tempi, che possono portare al parto cesareo.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Vaccinazione in bimba di 5 anni: ci sono pericoli se la mamma è incinta?

04/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Durante la gravidanza non ci sono rischi se si sottopone il primogenito alla vaccinazione contro difterite-tetano-pertosse-poliomielite.  »

A 9 mesi legumi sì o no?

03/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I legumi possono essere introdotti nell'alimentazione del bambino a partire dal sesto mese di vita, a patto che siano decorticati.   »

Bimba di due anni problematica: ma lo è davvero?

27/07/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ci sono casi in cui non è il bambino a essere particolarmente difficile da gestine, ma i genitori a nutrire aspettative sul suo comprotamento che lui, per via della sua età, non può (ancora) soddisfare.  »

Fai la tua domanda agli specialisti