Parto in acqua: tanti benefici per mamma e piccolo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 15/05/2013 Aggiornato il 15/05/2013

Il parto in acqua regala benessere alla mamma e al bimbo e riduce il ricorso all’epidurale. In Italia sono più di cento i centri abilitati. In alcuni casi però è controindicato

Parto in acqua: tanti benefici per mamma e piccolo

Mettere al mondo il piccolo in acqua ha tante buone ragioni. E le mamme che l’hanno provato sanno bene cosa significhi partorire “dolcemente”. Gli esperti parlano di veri e propri vantaggi e anche di un certo benessere di cui beneficiano sia il piccolo sia la futura mamma. Già, perché l’acqua può essere di grande aiuto al momento del parto e i suoi benefici effetti sono diversi e allo stesso tempo emozionali. Eccone alcuni: rilassa, riduce la percezione del dolore, aiuta a muoversi e accoglie in modo dolce e naturale il bambino. I centri dove la donna può richiedere il parto in acqua in Italia sono più di cento distribuiti tra nord, centro e sud. 

I benefici dell’acqua

Il parto in acqua è stato introdotto all’inizio degli anni Novanta. Si parla in questo caso di parto dolce proprio perché l’acqua, attraverso le sue proprietà calmanti e rilassanti, è in grado di liberare la mente e permette di affrontare il parto con più tranquillità. L’acqua, infatti, alleggerisce il peso del corpo e di conseguenza l’ingombro del pancione viene avvertito di meno, lasciando più libertà di movimento e di assumere le posizioni che favoriscono il parto, come quella di “squatting” (accovacciata). Appena viene alla luce, il bambino viene portato in superficie in modo da avere bocca e naso fuori dall’acqua. In alcuni centri viene fatto in acqua il solo travaglio e al momento dell’espulsione la mamma viene messa sul lettino; in altri casi, invece, la donna entra in acqua solo quando è ben dilatata.

Tanti altri vantaggi

Ma sono tanti altri i vantaggi che derivano dalla scelta di affrontare il travaglio o il parto in acqua. Per esempio: maggior comfort, mobilità e privacy: in acqua gli operatori sono “fuori”, gli interventi sanitari si riducono notevolmente; minor dolore: l’acqua modifica la percezione del dolore grazie alla maggiore intimità, alla possibilità di assumere la posizione preferita, alla diminuzione della pressione addominale, al calore e stimolazione tattile, alla produzione di endorfine (sostanze naturali dall’effetto analgesico) e al rilassamento generale; maggiore elasticità cutanea: la percentuale di lacerazioni della zona perineale è minore grazie all’effetto emolliente dell’acqua calda. Per il bambino, impatto meno traumatico con l’ambiente esterno (luci, rumori, temperatura).

Quando è sconsigliato

II parto in acqua viene sconsigliato in alcune situazioni come, per esempio: il parto prematuro, cioè prima della 37a settimana di gestazione; se la gravidanza ha superato il limite delle 42 settimane; quando il feto dà segni di sofferenza e bisogna farlo nascere urgentemente (l’acqua può aumentare la durata del parto); se il feto non è in posizione cefalica (la più idonea per il parto naturale), ma di faccia, di spalla, di piedi o di sederino (podalico); in caso di parto gemellare.

Informarsi in tempo

Quando la mamma decide di mettere al mondo il bambino in acqua, deve informarsi prima con ginecologo e con l’ostetrica di fiducia riguardo la possibilità di potere effettuare questo tipo di parto. Inoltre, il personale medico deve descrivere alla donna le caratteristiche, i vantaggi e le eventuali controindicazioni di questa modalità di parto.

In breve

UN AMBIENTE NATURALE PER IL PICCOLO

Per il neonato, venire al mondo in una vasca d’acqua tiepida, riduce lo stress della nascita, in quanto è più naturale il passaggio dall’ambiente caldo e acquatico in cui ha “fluttuato” per nove mesi a quello analogo della vasca per il parto. Non c’è poi nessun rischio che ingoi dell’acqua grazie all’innato “diving reflex”.

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