Parto in ipnosi: come aiuta durante il travaglio?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 09/03/2022 Aggiornato il 09/03/2022

Il parto in ipnosi è ritenuta una modalità di parto “dolce”, in quanto aiuta il rilassamento e a controllare meglio il dolore delle contrazioni. Ecco come aiuta durante il travaglio

Parto in ipnosi: come aiuta durante il travaglio?

Dare alla luce il proprio bambino in piena consapevolezza, ma riuscendo a raggiungere un rilassamento fisico e mentale profondo, in grado di far avvertire meno il dolore. Chi ha provato il parto in ipnosi sostiene che è proprio quello che avviene. All’estero è più noto e applicato rispetto a noi. È stato sperimentato con successo perfino da Kate Middleton e da Meghan Markle, spose dei reali inglesi. Da noi stenta ad affermarsi come pratica di parto indolore, ma qualche timido passo in avanti si sta facendo. L’ospedale Mauriziano di Torino e l’ospedale di Cirié sono tra i pochi che lo propongono in Italia. Ma vediamo come avviene un parto in ipnosi e, soprattutto, come ci si prepara.

Parto in ipnosi: in che cosa consiste?

Questa metodica non prevede neanche l’utilizzo di farmaci. Si basa essenzialmente su rilassamento e potenziamento della volontà. Si tratta di una tecnica che aumenta molto la fiducia nelle proprie capacità di gestione del dolore e aiuta anche a combattere la comprensibile paura del parto. Il parto in ipnosi vede una maggiore presa di consapevolezza delle proprie energie, che vengono aumentate grazie al respiro e al rilassamento, in modo da raggiungere più autocontrollo e ridurre il dolore in sala parto. L’autoipnosi è la gestione consapevole e volontaria di risorse straordinarie, che appartengono alla nostra mente e al nostro corpo. Rappresenta una condizione di potenziamento della persona, rendendola più efficiente e performante del solito.

Cosa bisogna fare prima di andare a partorire?

Prima di una seduta, le operatrici spiegano innanzitutto che quella dell’ipnosi è una condizione assolutamente naturale. Ciascuno di noi entra di frequente in uno stato di ipnosi quando compie gesti ripetitivi, come chiudere a chiave la porta di casa uscendo oppure guidare fino al lavoro, percorrendo strade ben note. Queste azioni si compiono a livello inconscio in modo corretto. Non si pensa a questi gesti perché ormai si compiono in modo automatico.

Con l’ipnosi, è la persona stessa che diviene in grado di gestire questo “pilota automatico”, inserendolo quando è necessario – quindi, nel caso di una partoriente, prima dell’inizio del travaglio – e riuscendo a estraniarsi dalla sensazione dolorosa attraverso il profondo rilassamento muscolare. Per raggiungere lo stato di trance ipnotico, però, è necessario essere seguite da un professionista sanitario che conosca la tecnica specifica per poterla riprodurre ogni volta che se ne presenta la necessità.

Come si svolge una seduta di ipnosi?

Durante la seduta le ostetriche forniscono alla partoriente gli strumenti per utilizzare la tecnica quando vogliono e se lo desiderano. Vengono insegnate tecniche di rilassamento muscolare, visualizzazioni e controllo della respirazione.

Una seduta dura circa venti minuti ed è la donna stessa che – dopo aver seguito gli insegnamenti e dopo aver effettuato alcune prove anche nella propria abitazione – decide se e quando ricorrervi. La tecnica è utile anche prima del parto: può aiutare la futura mamma a rilassarsi, a pensare positivo quando viene colta dalle normali paure riguardo il parto. Inoltre l’autoipnosi può anche essere utilizzata la sera, per combattere l’insonnia che non è rara in gravidanza, oppure prima di un controllo medico che mette un po’ d’ansia.

Insomma, l’ipnosi è una tecnica finalizzata sì al parto, ma può rivelarsi utile in qualsiasi situazione della propria vita. Può essere, per esempio, utilizzata dopo la nascita del bambino, quando ci si sente un po’ stanche e si avverte la necessità di un momento di relax. Una volta imparata la tecnica, la persona è del tutto autonoma e non ha bisogno di essere condotta alla situazione di rilassamento.

I tre punti principali del parto in ipnosi sono:

La visualizzazione. Si insegna alla gestante a fissare nella mente un’immagine piacevole: un paesaggio, una situazione, un ricordo visivo associato a una situazione di benessere. Si lascia la più totale libertà nella scelta, l’importante è che la visualizzazione sia fonte di serenità e relax.

Il rilassamento. Si raggiunge progressivamente uno stato di rilassamento muscolare che poco per volta si ripercuote anche sulla mente.

Il respiro. Ci si concentra sul proprio respiro, sulle fasi che lo costituiscono, cioè inspirazione ed espirazione, cercando di arrivare alla consapevolezza del proprio corpo che si può avvertire come più pesante oppure come leggerissimo. Dipende dalla percezione di ciascuna donna, perché c’è chi – attraverso il rilassamento raggiunto con l’ipnosi – si sente pesante come prima del sonno e chi ha l’impressione di galleggiare nell’aria.

Come entrare in ipnosi?

La maggior parte della popolazione è ipnotizzabile, ma non tutta. Circa il 60 per cento risponde positivamente e il 20 per cento può raggiungere addirittura uno stato ipnotico così profondo da poter subire un intervento chirurgico senza l’utilizzo di tecniche anestesiologiche. Ma c’è un restante 20 per cento che non risponde alle tecniche ipnotiche.

Nel caso della gravidanza, l’ipnosi viene consigliata quando la donna è in salute e non ha sofferto di problemi depressivi che abbiano richiesto l’assunzione di farmaci.

Inoltre, va detto che il trattamento è efficace se ci si crede e si è disposte a collaborare. Non sono infatti adatte all’ipnosi le persone che diffidano di questo tipo di tecniche o che non sono disponibili a lasciarsi andare o che optano per i sistemi tradizionali di analgesia (come l’epidurale).

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Cosa si può fare con l’ipnosi?

per la mamma. La sensazione dolorosa viene ridotta grazie al rilassamento profondo che coinvolge il corpo e la mente. A livello mentale, la partoriente riesce a staccarsi dal corpo e quindi a percepire meno la sensazione dolorosa. Le contrazioni del travaglio continuano, portando avanti il processo che farà nascere il bambino, ma la donna le avverte in modo meno drammatico. Il rilassamento riduce la rigidità muscolare legata agli ormoni dello stress intenso che si sta vivendo e anche questo allevia il dolore. Cortisolo e adrenalina si riducono e i tessuti rilassati si dilatano: secondo gli esperti spesso sotto autoipnosi il travaglio si riduce della metà.L’autoipnosi si può associare anche ad altre tecniche di rilassamento come il travaglio in acqua.

per il bebè. Alcuni studi hanno rilevato che durante il rilassamento profondo dell’ipnosi vi è un maggiore afflusso di sangue alla placenta e che di conseguenza l’ossigenazione fetale migliora. Il bimbo viene al mondo più rilassato, con una migliore ossigenazione e spesso si crea anche un rapporto mamma-figlio più solido.

Dove si impara l’ipnosi?

Sono numerosi i centri che offrono corsi per l’autoipnosi. L’ipnosi presso l’ospedale Mauriziano, per esempio,  viene proposta a tutte le gestanti che si rivolgono alla struttura, già in fase di diagnosi prenatale. Successivamente, anche nell’ambito dei corsi di accompagnamento alla nascita, è possibile prenotare la seduta di autoipnosi per il controllo del dolore durante il travaglio.

In tempi di pandemia di coronavirus, infine, sono stati previsti anche corsi online per apprendere la tecnica dell’autoipnosi per il controllo del dolore in travaglio di parto: si svolgono esattamente come le lezioni in presenza.

 

 

Fonti / Bibliografia

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