Fettuccia parto indotto: cos’è, come funziona e quando si usa?

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 12/10/2022 Aggiornato il 21/10/2022

Andiamo a vedere cos’è la fettuccia per il parto indotto e quando è necessario utilizzarla

donna in parto indotto con fettuccia


Tutte le future mamme sognano di avere un parto veloce e senza complicazioni. Non sempre, però, tutto va come dovrebbe e in alcuni casi può essere necessario intervenire per stimolare e/o accelerare il travaglio. Fra i metodi più usati per il parto indotto c’è quello del ricorso alla fettuccia. Vediamo di che cosa si tratta e come funziona.

Che cos’è la fettuccia parto?

Esistono vari metodi per il parto indotto e fra questi uno dei più diffusi è la fettuccia. Si tratta di un dispositivo medico con la forma di un nastro imbevuto di ormoni che sono in grado di favorire il travaglio. Il dispositivo viene inserito dal personale sanitario nella vagina in modo che entri in contatto diretto con il collo dell’utero e svolga la sua azione. Nel dettaglio, rilascia in modo graduale il dinoprostone sintetico, una tipologia di prostaglandine, che sono gli ormoni che vengono rilasciati spontaneamente dell’organismo della donna in concomitanza con il parto e che hanno un ruolo chiave per la maturazione della cervice uterina e il travaglio. La fettuccia agisce favorendo sia la contrazione dei muscoli dell’utero sia la dilatazione della cervice. L’introduzione della fettuccia parto non provoca dolori, anche se alcune donne potrebbero avvertire un lieve fastidio.

Cosa è la fettuccia in ginecologia?

Il parto indotto con la fettuccia è una procedura che ha l’obiettivo di stimolare un travaglio attivo. Si rende necessaria in alcuni specifici casi, e in particolare quando lo staff che si occupa della donna in attesa e del suo bambino ritiene che sia meglio procedere con una stimolazione esterna piuttosto che attendere l’insorgenza spontanea del travaglio di parto. Per esempio, si può decidere di ricorrere alla fettuccia parto quando la gravidanza si prolunga oltre le 41-42 settimane, c’è una rottura delle acque senza comparsa nelle 24 ore successive di un’attività contrattile spontanea, la donna soffre di diabete gestazionale o di altre malattie (come aumento della pressione al termine della gestazione), si verifica un rallentamento della crescita del bambino o una crescita eccessiva.
In linea generale, si procede con il parto indotto con la fettuccia quando si pensa che i benefici saranno maggiori dei rischi. Occorre sapere, infatti, che la fettuccia parto presenta sia pro sia contro. I benefici sono appunto facilitare il travaglio in determinate situazioni. I rischi principali? Si potrebbe verificare un aumento del pericolo di perdite di sangue dopo il parto e di sofferenza fetale. Inoltre, occorre considerare che non sempre la procedura funziona, per cui potrebbe rendersi necessario il ricorso al taglio cesareo.

Per favorire il travaglio si consiglia di muoversi e camminare molto.

 

 

 

 
 
 

In sintesi

 

Quanto tempo ci vuole per partorire con la fettuccia?

In genere, si partorisce entro le 24, massimo 48 ore successive, ma ogni caso è a sé.

A cosa serve la fettuccia per partorire?

Si tratta di un metodo che facilita l’avvio del travaglio di parto grazie all’utilizzo di farmaci.

 

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