Parto indotto: può aumentare il rischio di autismo?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 26/08/2019 Aggiornato il 27/08/2019

In circa il 20% delle future mamme, l’avvio del travaglio non avviene naturalmente, ma viene provocato dai medici, dando il via a un parto indotto. Ora sembra che ci sia un legame tra parto indotto e autismo. Occorrono però ancora altri dati

Parto indotto: può aumentare il rischio di autismo?

Secondo uno studio americano, il parto indotto potrebbe avere un importante effetto collaterale: aumenterebbe il rischio di autismo nel bambino.  La ricerca è opera di scienziati della Duke Medicine e della University of Michigan (Stati Uniti): ha rivelato che le donne cui viene indotto il travaglio per mezzo di interventi medici (scollamento e rottura artificiale delle membrane) o farmacologici (somministrazione di prostaglandina in gel o di ossitocina per via endovenosa) hanno un maggior rischio di partorire bambini affetti da un disturbo dello spettro autistico.

Studio su 600mila bambini

I ricercatori hanno preso in esame circa 600 mila bambini nati nel Nord Carolina: hanno confrontato i dati relativi alla loro nascita con quelli riguardanti l’incidenza di autismo. Hanno così scoperto che vi era l’1,3% di casi di autismo tra i maschi e lo 0,4% di casi tra le femmine. Tra questi, il numero di mamme a cui era stato indotto il travaglio era maggiore, rispetto a quelle che avevano partorito naturalmente. I maschi avevano un rischio maggiore del 35% di sviluppare l’autismo.

Causalità o casualità?

La scoperta di questo legame (già suggerito da indagini precedenti) servirà da base per ulteriori approfondimenti. Tuttavia, non bisogna allarmarsi, perché fino a questo momento non è dimostrato che l’induzione del travaglio sia una causa di autismo. Potrebbe trattarsi anche di una semplice casualità.

Tante le cause di un travaglio che non parte da solo

Può succedere perché la gravidanza è al termine, ma il bambino non dà segnali di voler nascere, oppure perché, a distanza di molte ore dalla rottura delle membrane, le contrazioni non sono ancora iniziate. In altri casi, la data presunta del parto non è stata ancora superata, ma i medici ritengono necessario procedere al parto pilotato per diverse ragioni: la placenta non funziona più in modo efficiente, il liquido amniotico è scarso, oppure la mamma soffre di malattie che impongono un’accelerazione dei tempi.

Manovra a tutela di mamme e bebè

Il travaglio indotto è indispensabile in determinate situazioni, per evitare di mettere a rischio la salute della mamma e del bambino. Ma è anche una manovra non esente da rischi, non solo nell’immediato, ma anche a lungo termine.

 

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In breve

ETÀ DELLA MADRE E PARTO PREMATURO

L’effetto del parto indotto sullo sviluppo dell’autismo è ancora tutto da verificare. Sono invece noti fattori di rischio l’età avanzata della madre e i parti prematuri (prima delle 34 settimane di gravidanza).

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