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Una delle domande che tipicamente si pongono le future mamme è se possano scegliere fra parto naturale o cesareo. In realtà, la decisione dovrebbe essere abbastanza automatica: se tutto procede per il meglio, l’opzione preferibile è il parto per via vaginale.
Il taglio cesareo, infatti, è un vero e proprio intervento chirurgico e come tale va riservato a casi selezionati, quando il parto naturale potrebbe essere rischioso per la mamma, per il bambino o per entrambi.
Conoscere differenze, benefici, possibili rischi e indicazioni permette di affrontare il momento del parto con aspettative realistiche e maggiore serenità.
Parto naturale: cosa aspettarsi
Nella maggior parte delle gravidanze fisiologiche il parto avviene naturalmente per via vaginale, ossia attraverso il canale del parto. Se non ci sono controindicazioni, si tratta dell’opzione più sicura sia per la madre sia per il neonato.
Il parto naturale si sviluppa attraverso quattro fasi che possono avere una durata molto variabile da donna a donna. Tutto inizia dalla fase prodromica, in cui il corpo della mamma si prepara alla nascita del bebè con contrazioni brevi e irregolari. Poi inizia il travaglio vero e proprio, durante il quale le contrazioni diventano progressivamente più regolari e intense e il collo dell’utero si dilata. Segue la fase espulsiva, con la nascita del bambino, e infine il secondamento, cioè l’espulsione della placenta.
Se le condizioni di mamma e bebè e l’organizzazione dell’ospedale lo consentono, durante il travaglio la donna può decidere come muoversi e posizionarsi per gestire meglio il dolore. Per esempio, potrebbe praticare tecniche di respirazione o di rilassamento. Da qualche anno, infatti, si punta sempre più a un parto rispettato, in cui la donna viene coinvolta nelle decisioni e viene sostenuta nel vivere l’esperienza nel modo più positivo possibile.
Durante la gravidanza, spesso può essere predisposto un piano del parto, nel quale la futura mamma esprime desideri e preferenze, per esempio riguardo alla gestione del dolore, alla presenza del partner, al contatto pelle a pelle o all’allattamento. Tuttavia, va ricordato che se durante il travaglio emergono complicanze, il team sanitario potrebbe modificare il programma per tutelare la sicurezza di entrambi.
I vantaggi del parto naturale
Quando non esistono controindicazioni, il parto vaginale offre numerosi benefici. Innanzitutto, permette un recupero generalmente più rapido, un minore rischio di complicanze chirurgiche e una degenza ospedaliera più breve. Inoltre, si associa a un avvio più precoce dell’allattamento al seno e a un minore rischio di problemi nelle gravidanze future legati alle cicatrici uterine. I vantaggi sono anche per il bambino: il passaggio attraverso il canale del parto favorisce l’adattamento alla vita extrauterina e contribuisce all’eliminazione dei liquidi presenti nei polmoni.
Di contro, il parto naturale può comportare dolore durante il travaglio, lacerazioni del perineo o necessità di episiotomia in casi selezionati. Sebbene raramente, può causare complicanze come emorragie o sofferenza fetale che possono richiedere un cesareo urgente. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i benefici superano i rischi quando la gravidanza procede regolarmente.
Si può scegliere tra parto naturale e cesareo?
Molte donne credono di poter decidere autonomamente se partorire con parto naturale o con taglio cesareo. In realtà, non è propriamente così. Le due tipologie di parto, infatti, non rappresentano due alternative equivalenti e interscambiabili.
Entrambe hanno indicazioni, benefici e possibili complicanze. Per questo motivo la scelta non dipende soltanto dalle preferenze della futura mamma, ma soprattutto dalla valutazione ostetrica- ginecologica.
Nelle gravidanze fisiologiche, le linee guida nazionali e internazionali raccomandano il parto vaginale perché è generalmente associato a un recupero più rapido e a un minor rischio di complicanze rispetto a un intervento chirurgico.
Il parto cesareo è indicato quando esistono determinate condizioni oppure quando, durante il travaglio, insorgono complicanze che rendono necessario interrompere il parto naturale.
Se la richiesta del taglio cesareo nasce da situazioni particolari, per esempio da precedenti esperienze traumatiche o da una marcata paura del parto, il personale sanitario dovrebbe fornire ancora più supporto alla donna e accogliere le sue preoccupazioni. Tuttavia, anche in questi casi la decisione viene valutata insieme, tenendo conto dei benefici e dei possibili rischi.
In pratica, la modalità di parto nasce da una valutazione condivisa, basata prima di tutto sulle condizioni cliniche della mamma e del bambino.
Parto cesareo: quando si fa, cosa sapere
Il parto cesareo è un intervento chirurgico durante il quale il bambino viene fatto nascere attraverso un’incisione sull’addome e sull’utero della madre. Si tratta di una procedura salvavita quando il parto vaginale comporterebbe rischi per la mamma, il bambino o entrambi.
Il parto cesareo può essere programmato, quando esistono indicazioni già note durante la gravidanza. Invece, è urgente o d’emergenza, quando durante la gravidanza o il travaglio si verificano problemi che rendono necessario far nascere rapidamente il bambino.
Tra le principali indicazioni al cesareo ci sono:
- placenta previa
- presentazione podalica o trasversa in alcune situazioni
- sofferenza fetale
- distacco di placenta
- prolasso del funicolo
- alcune gravidanze gemellari
- alcune patologie materne
- precedenti interventi sull’utero che aumentano il rischio di rottura uterina.
Avere già avuto un cesareo non significa necessariamente doverne affrontare un altro: in molte situazioni è possibile valutare un parto vaginale dopo cesareo (VBAC), purché siano presenti specifici requisiti di sicurezza.
In breve
Molte future mamme si chiedono se sia possibile scegliere come far nascere il proprio bambino. In realtà, il parto vaginale è la modalità raccomandata nelle gravidanze fisiologiche, mentre il taglio cesareo è un intervento chirurgico riservato a casi selezionati.
Fonti / Bibliografia
- Visualizzatore - Uninapattern library e styleguide per Unina
- Parto cesareo: differenze tra clinico e programmatoIl parto cesareo, o taglio cesareo, è un intervento chirurgico praticato in caso di ostacoli per il parto naturale.
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