Parto prematuro: curare le gengive riduce il rischio

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 28/11/2018 Aggiornato il 28/11/2018

Le infezioni batteriche orali possono determinare la disseminazione di microbi al punto da innescare contrazioni uterine precoci e il parto prematuro

Parto prematuro: curare le gengive riduce il rischio

Il benessere delle gengive della futura mamma incide sulla salute del nascituro, riducendo in particolare il rischio di parto prematuro. A porre l’accento sulla connessione tra salute orale materna e rischio di nascita pretermine sono le nuove raccomandazioni cliniche dell’American Academy of Periodontology (AAP) e della European Federation of Periodontology (EFP), secondo cui curare i problemi gengivali della gestante può contribuire a ridurre il rischio di un parto prima della 37a settimana di gestazione.

Quaranta settimane

La durata della maggior parte delle gravidanze fisiologiche è di circa 40 settimane. Tutti i parti che avvengono tra la 37a settimana di gestazione e la 42a sono considerati “a termine”, mentre i bambini che vengono alla luce prima della 37a settimana vengono definiti prematuri. Nel nostro Paese ogni anno nascono in questa condizione il 7% di tutti i nuovi nati, circa 30-35mila bambini. Le cause all’origine di un parto prematuro sono diverse: fattori genetici, ambientali e stili di vita come l’uso di alcol e di tabacco possono influire molto. Così come alcune condizioni di salute della futura mamma, tra cui lo stato di benessere del cavo orale: è stata, infatti, evidenziata una possibile correlazione tra parto prematuro e infiammazioni gengivali nella futura mamma.

Microbi e contrazioni uterine

A spiegare il legame tra problemi parodontali materni e parto prematuro è il vicepresidente della Società italiana di parodontologia (Sidp), Nicola Marco Sforza: “Un’infiammazione causata da un’infezione batterica, come avviene per la parodontite, può determinare, attraverso il circolo del sangue, una disseminazione periferica di microbi, provocando il rilascio di globuli bianchi e di mediatori chimici dell’infiammazione deputati alla difesa dell’organismo dall’invasione batterica. Si ipotizza che tali fenomeni possano determinare contrazioni uterine precoci e quindi facilitare il parto pretermine”.

Quando farsi curare

Pubblicate in concomitanza sulle riviste mediche Journal of Periodontology e Journal of Clinical Periodontology, le nuove raccomandazioni cliniche forniscono indicazioni per la diagnosi e il trattamento della malattia parodontale nelle donne in gravidanza. “Dopo i primi 3 mesi, periodo delicato per la salute del feto – spiega Nicola Marco Sforza – la futura mamma può essere sottoposta alle medesime procedure non chirurgiche che riceve la maggior parte dei pazienti con problemi parodontali”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Nei neonati prematuri la percentuale di sopravvivenza cresce all’aumentare del numero delle settimane trascorse nel grembo materno: per i piccoli che nascono a 23-25 settimane la sopravvivenza stimata è del 10-50%; per quelli che nascono a 25-26 settimane è del 50-80%, mentre si ha una prognosi generalmente buona nel caso di bambini nati pretermine dopo la 26a settimana di gravidanza compiuta.

 

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