Il parto prematuro aumenta i rischi di Adhd nei bambini?

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 03/10/2022 Aggiornato il 03/10/2022

Ogni settimana di età gestazionale in più verso il termine della gravidanza è associata a punteggi inferiori del 6% per l'iperattività e del 5% per l'Adhd. Al contrario il parto prematuro aumenta il rischio. Cosa è emerso

parto prematuro e adhd: nuovi studi


I bambini nati con parto prematuro tra la 37a e la 38a settimana gestazionale hanno un rischio aumentato di sviluppare il disturbo da deficit di attenzione/iperattività  (Adhd, dall’inglese Attention deficit hyperactivity disorder) rispetto ai bimbi nati a 39-41 settimane. La notizia arriva da uno studio pubblicato sul Journal of Pediatrics dalla Rutgers University di New Brunswick (New Jersey, Stati Uniti), il cui obiettivo era stimare l’eventuale associazione, tra i bambini nati a termine (38-41 settimane), tra età gestazionale alla nascita e sintomi correlati al disturbo da deficit di attenzione e iperattività all’età di 9 anni.

I ricercatori hanno monitorato circa 1400 bambini statunitensi all’interno dello studio Fragile Families and Child Wellbeing che all’età di 9 anni sono stati valutati dai loro insegnanti relativamente a eventuali sintomi legati a iperattività, Adhd, comportamento oppositivo e problemi cognitivi/disattenzione.

Dall’incrocio dei dati è emerso che ogni settimana di età gestazionale a termine era associata a punteggi di iperattività inferiori del 6% e a punteggi di Adhd e problemi cognitivi/disattenzione inferiori del 5% e che rispetto ai parti avvenuti a 39-41 settimane le nascite anticipate anche di poche settimane (37-38 settimane) risultano associate a punteggi di iperattività più alti del 23% e a punteggi di Adhd più alti del 17%. Non sono invece state evidenziate associazioni significative tra parto prematuro e comportamento oppositivo. “I nostri risultati – scrivono i ricercatori – si aggiungono alle attuali raccomandazioni di ritardare i parti programmati ad almeno 39 settimane, e suggeriscono che vengano effettuati screening regolari per i sintomi dell’Adhd per i bambini nati tra le 37 e le 38 settimane di gestazione”.

Cosa è l’Adhd?

L’Adhd può essere definita come “una situazione/stato persistente di disattenzione e/o iperattività e impulsività più frequente e grave di quanto tipicamente si osservi in bambini di pari livello di sviluppo”. I sintomi chiave di questa condizione sono la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività, presenti per almeno 6 mesi e comparsi prima dei sette anni di età. I bambini con Adhd:

  • hanno difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione
  • sembrano non ascoltare nulla di quanto gli viene detto
  • sono eccessivamente vivaci, corrono o si arrampicano, saltano sulle sedie
  • si distraggono molto facilmente
  • parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di ascoltare tutta la domanda
  • non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro
  • possono manifestare serie difficoltà di apprendimento che rischiano di farli restare indietro rispetto ai compagni di classe, con danni emotivi.
     

 

 
 
 

In sintesi

Come comportarsi con un bambino con Adhd?

Possiamo riassumere in cinque regole il corretto comportamento da attuare con un bambino con questa condizione: non accogliere mai eventuali sfide ponendoci sul suo stesso piano; non essere punitivi; non usare la violenza verbale e fisica; non essere confusivi nella comunicazione e incoerenti nel comportamento: non deve esserci discrepanza tra ciò che si dice e ciò che si fa.

 

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