Parto prematuro: è tutta colpa di un singolo batterio?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 15/07/2013 Aggiornato il 15/07/2013

Spesso il parto prematuro è dovuto alla vaginosi batterica. Due nuovi studi rivelano che questa malattia è causata da un singolo batterio e non da più tipi come si è sempre creduto

Parto prematuro: è tutta colpa di un singolo batterio?

Alla base di un parto prematuro potrebbe esserci un singolo batterio che infetta la vagina della gestante. È quanto sostengono due studi condotti da alcuni ricercatori statunitensi della Washington University di Saint Louis, pubblicati su “Plos One” e sul “Journal of Biological Chemistry”.

Un’infezione della vagina

Il parto prematuro può essere scatenato da tante cause diverse. Fra queste, una abbastanza comune è la vaginosi, ossia un’infezione vaginale a opera di alcuni batteri. Questi ultimi, infatti, possono risalire verso l’utero e rappresentare un pericolo per la salute del bambino e il proseguimento della gestazione. E provocare un parto prematuro.

Le cause non sono ancora certe

A oggi, non si sa ancora con certezza quali possano essere i batteri che scatenano la vaginosi e, in caso di gravidanza, anche parti prematuri. Fra gli esperti è in corso da tempo un dibattito per stabilire i responsabili. Prima d’ora, però, non era stata vagliata l’ipotesi che tutto possa dipendere dall’opera di un singolo batterio. I due nuovi studi potrebbero aiutare a fare chiarezza.

Tutta colpa della Garnerella vaginalis

I ricercatori hanno condotto delle analisi su campioni di fluido vaginale e alcuni test sui topi. Hanno così scoperto che la causa più probabile di vaginosi è rappresentata dall’azione di un singolo batterio: la Gardnerella vaginalis. Secondo gli autori “Questo studio è il primo passo per capire come eliminare questa patologia, che colpisce una donna ogni tre, e gli effetti gravi che provoca”. A volte, infatti, per evitare un parto prematuro non basta nemmeno il riposo assoluto. 

In breve

NON TRASCURARE I SINTOMI

Che dipenda da un singolo batterio o da più germi, la vaginosi batterica non va mai trascurata in gravidanza perché può portare a parti prematuri. In caso si avvertano sintomi come bruciori, dolori e perdite maleodoranti, è bene andare subito dal ginecologo. 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Contatto indiretto con carne cruda: sono a rischio Toxoplasmosi?

16/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.   »

Fai la tua domanda agli specialisti