Parto pretermine: l’acido acetilsalicilico previene la gestosi?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/05/2014 Aggiornato il 22/05/2014

Un recente studio dimostra che, nelle donne a rischio, l’uso di acido acetilsalicilico riduce le probabilità di gestosi e anche di parto pretermine

Parto pretermine: l’acido acetilsalicilico previene la gestosi?


Fino a oggi si è sempre pensato che la gestosi non potesse essere prevenuta in maniera mirata, se non con una dieta povera di sale e un limitato aumento di peso. Una recente metanalisi, invece, suggerisce una strategia più specifica: l’uso dell’acido acetilsalicilico a partire dal secondo trimestre della gravidanza.

Esaminati 19 studi

La metanalisi è stata condotta da un team di ricercatori americani, dell’US Preventive Services Task Force, e pubblicata sulla rivista Annals of Internal Medicine.  Le metanalisi sono ricerche rigorose che combinano i risultati di vari studi clinici e, con appositi metodi statistici, producono risultati “riassuntivi”. In questo caso, sono stati considerati 19 studi. Lo scopo era capire se l’uso dell’acido acetilsalicilico in gravidanza potesse in qualche modo influire sul rischio di gestosi.

Risultati confortanti

Dall’analisi condotta è emerso che, nella casistica considerata, il ricorso a basse dosi di acido acetilsalicilico, da 50 a 160 milligrammi al giorno, ha ridotto del 24% il rischio di gestosi. Non solo. L’uso del farmaco durante la gestazione si è associato anche a una diminuzione delle probabilità di parto pretermine e di complicanze che causano un ritardo nella crescita del bambino, rispettivamente del 14% e del 20%.

Dal secondo trimestre

Nonostante gli studi considerati non abbiano riportato effetti collaterali legati all’uso di piccole quantità di acido acetilsalicilico, gli autori raccomandano l’impiego del farmaco solo nelle donne ad alto rischio, a partire dal secondo trimestre di gravidanza. Ricordiamo che i principali fattori che aumento le probabilità di sviluppare gestosi sono:

– prima gravidanza;

– gravidanza gemellare;

– precedente gravidanza con preeclampsia;

– presenza di ipertensione o di altre malattie, come diabete, obesità,
– disturbi al fegato o ai reni;

– età molto giovane o piuttosto avanzata (prima dei vent’anni o dopo i quaranta);

– tendenza a stare molto in piedi;

– dieta troppo ricca di sodio.

In breve

NON VA SOTTOVALUTATA

Agli stadi iniziali, la gestosi non causa particolari problemi. Tuttavia, va affrontata perché se trascurata può progredire, determinando varie conseguenze, come un aborto, ritardo nell’accrescimento del feto o distacco della placenta.  

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti