Paura di partorire: ecco quali sono i dubbi della futura mamma

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 01/02/2013 Aggiornato il 01/02/2013

Con l’avvicinarsi della nascita del bebè è normale che la donna si faccia prendere dall'apprensione e che abbia paura di partorire. Ecco le risposte alle domande più frequenti

Paura di partorire: ecco quali sono i dubbi della futura mamma

Si avvicina il parto e hai paura di partorire. È una cosa del tutto normale. Ma devi stare tranquilla perché il parto è un evento naturale. Ecco le risposte ad alcuni degli interrogativi più comuni che possono attenuare la paura di partorire.

Saprò riconoscere i segnali del travaglio?

Si tratta di un timore per lo più infondato poiché il momento della nascita del bebè è preannunciato con largo anticipo da alcuni eventi inconfondibili: contrazioni ravvicinate, “perdita delle acque”, perdita del tappo mucoso.

In quali casi devo andare subito in ospedale?

Dall’inizio delle contrazioni “vere” al parto stesso trascorrono, in genere, alcune ore. Occorre, però, recarsi subito in ospedale, anche in assenza di contrazioni “vere”, se si verifica la rottura del sacco amniotico o si presenta una emorragia.

Quanto durerà il parto?

In linea generale la fase iniziale (dilatazione) che va dalle prime contrazioni alla dilatazione del collo dell’utero dura di solito 8-10 ore nelle primipare (cioè le donne al primo figlio) e circa 7 nei parti successivi. La seconda fase (espulsiva) dura all’incirca un’ora nelle primipare e mezz’ora nei parti successivi. L’ultima e terza fase, quella del secondamento, dura più o meno 20 minuti per tutte.

Sopporterò il dolore?

Alla base della paura di partorire c’è senz’altro la paura del dolore. L’intensità del dolore delle contrazioni, però, è soggettiva e ogni donna ne ha una percezione diversa. Oggi giorno è, comunque, possibile avvalersi di alcune tecniche che aiutano a ridurre il dolore delle contrazioni, come per esempio l’analgesia epidurale o il parto in acqua.

Mi faranno l’episiotomia?

Si tratta di una pratica molto in uso nel nostro Paese: consiste in un taglietto eseguito sulla cute nella zona del perineo, cioè tra l’ano e la vagina, per facilitare l’uscita del bambino dalla vagina ed evitare lacerazioni spontanee dei tessuti della mamma, più difficili da rimarginare.

Espellerò le feci durante le spinte?

Può succedere, anche se in realtà è una situazione piuttosto rara, dovuta allo sforzo impiegato per spingere.

Mi sentirò in imbarazzo?

I medici e le ostetriche che quotidianamente svolgono questo lavoro sono abituati a tale evento. La futura mamma, inoltre, sarà sicuramente talmente concentrata sulla nascita del suo bambino che al momento dimenticherà anche l’eventuale imbarazzo nel farsi vedere seminuda.

Andrà tutto bene per il piccolo?

Temere che il bambino possa avere qualche problema durante il parto è assolutamente normale, anche nel caso in cui la gravidanza si sia svolta senza alcun particolare problema. La futura mamma deve, però, cercare di tranquillizzarsi perché non viene mai lasciata sola durante il parto, bensì è costantemente assistita dal personale medico, pronto a intervenire in caso di necessità. Non solo: nella maggior parte dei casi prima del parto la donna valuta insieme al ginecologo o alle ostetriche che tipo di parto svolgere in base al suo benessere e a quello del piccolo.

Che cosa succede se il bambino tarda a nascere?

Nel caso in cui la gravidanza si protragga oltre il termine previsto senza che il travaglio si sia avviato spontaneamente e quindi il bambino tardi a nascere, si utilizzano alcuni farmaci per indurre il parto, cioè per provocare l’avvio delle contrazioni. 

In breve

Quanti timori legati al parto!

Saprò riconoscere i segnali del travaglio? In quali casi dovrò andare subito in ospedale? Quanto durerà il parto? Dovrò fare l’episiotomia? Questi sono alcuni dei dubbi che assalgono le donne in attesa poco prima di partorire.
 

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