Sintomi del parto: dalle prime contrazioni alla perdita delle acque

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 21/05/2012 Aggiornato il 09/04/2015

Ecco i sintomi del parto che annunciano che il grande giorno è arrivato. Dalle prime contrazioni, però, la strada perché il bambino venga alla luce è ancora lunga

Sintomi del parto: dalle prime contrazioni alla perdita delle acque

Alcuni sintomi del parto si annunciano con alcune settimane di anticipo. È molto facile quindi avere una serie di fastidi o disturbi: tensione e dolori addominali simili a quelli mestruali; bisogno di urinare più spesso (a causa del peso del feto che si sta posizionando e preme sulla vescica); nausea e vomito e difficoltà a digerire (perché il bimbo ha dimensioni tali da premere su stomaco e intestino; dolori alla schiena.

Altri sintomi del parto sono le cosiddette false contrazioni (di Braxton-Hicks) che si possono presentare anche durante tutto l’ultimo trimestre di gravidanza, soprattutto verso sera o comunque più volte al giorno. Si manifestano a intervalli irregolari, non sono dolorose, durano circa 30 secondi e sono assolutamente inefficaci per il parto, perché non hanno la capacità di dilatare e modificare il collo dell’utero.

La perdita del tappo mucoso

Un altro tra i più comuni sintomi del parto è la perdita del tappo mucoso che durante l’attesa chiude il canale cervicale per proteggere il feto nel pancione dai batteri che si trovano nell’ambiente vaginale: si tratta di una secrezione vischiosa, talvolta striata di rosa o di bruno. Talvolta ci si accorge della perdita del muco quando si è in bagno, ma spesso passa inosservata. Questo sintomo indica che il collo (cioè la parte inferiore) dell’utero si sta modificando per prepararsi al parto.

Le “vere” contrazioni

Con l’avvicinarsi del parto, poi, le contrazioni si fanno più frequenti e regolari. Hanno inizio così quelle “vere”, nel senso che sono efficaci per modifocare e dilatare l’utero. A questo punto entriamo nella prima delle tre fasi del parto. Le contrazzioni si contraddistinguono per la progressiva frequenza (da 10 a 3 minuti circa tra l’una e l’altra), intensità (sono sempre più forti) e durata (aumentano da 20 a 60 secondi circa). Dal momento in cui le contrazioni si presentano a intervalli inferiori ai 10 minuti, occorre misurarle con un orologio: l’intervallo tra le contrazioni si misura dall’inizio di una contrazione all’inizio di quella successiva. Man mano che le contrazioni diventano più intense, dolorose ed efficaci il collo dell’utero inizia ad appianarsi e dilatarsi, passando da un minimo di mezzo centimetro a 9-10 centimetri. Per combattere il dolore, si può fare ricorso all’epidurale.

La perdita delle acque

Di solito, a questo punto si è già avuta la rottura del sacco amniotico (la cosiddetta perdita delle acque): in alcuni casi la perdita è minima e si può confondere con una perdita di urina o di secrezioni dalla vagina. In altri, invece, si verifica uno sgocciolamento continuo dai genitali. Se a questo punto il sacco amniotico è ancora integro, il personale medico procede all’amnioressi, cioè la rottura artificiale del sacco amniotico, per favorire l’avvio delle contrazioni efficaci per il parto.

A volte le contrazioni si indeboliscono

Durante il travaglio è possibile che i progressi vengano intervallati da “passi indietro”, che, comunque, non devono scoraggiare la partoriente, in quanto sono assolutamente normali. In alcuni casi, però, si possono verificare dei rallentamenti potenzialmente dannosi per la futura mamma o per il nascituro e, in questo caso, il ginecologo può decidere di intervenire con il parto pilotato.

PER TUTTE LE INFORMAZIONI SUL PARTO CLICCA QUI!

 
 
 

In breve

Sintomi del parto: a cosa prestare attenzione

Dalle false contrazioni che possono verificarsi nell’ultimo trimestre alla perdita del tappo mucoso fino ad arrivare alle contrazioni vere e proprie che man mano si fanno più frequenti e più regolari.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

E’ gemellare la mia gravidanza?

29/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Arianna Prada

Per sapere se la gravidanza è gemellare nonché per capire se, eventualmente, è in evoluzione favorevole è necessario attendere che il tempo trascorra. Continuare a sottoporsi a controlli troppo presto non serve a ottenere risposte (ma ad aumentare l'ansia sì).   »

Pancione: quali traumi (urti, colpi, pressioni) possono danneggiare il bambino?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Qualsiasi trauma addominale che provoca dolore deve essere sottoposto velocemente all'attenzione di un medico del pronto soccorso ostetrico.   »

Bimbo “atopico”: quali accorgimenti per controllare l’eczema?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

La detrmatite atopica è una malattia cronica che va trattata con i farmaci (in particolare, creme cortisoniche) e controllata mettendo in pratica alcune strategie relative allo stile di vita.  »

Feto con un ventricolo cerebrale lievemente più grande

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Se le dimensioni dei ventricoli cerebrali sono maggiori dell'atteso, ma non superiori ai quelle ritenute normali non si è autorizzati a pensare a una patologia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti