Fase di transizione durante il travaglio: cos’è e cosa succede

Angela Bruno A cura di Angela Bruno Pubblicato il 19/04/2026 Aggiornato il 29/04/2026

Una delle più faticose e debilitanti, in quanto le contrazioni si fanno sempre più frequenti.

Fase di transizione durante il travaglio: cos’è e cosa succede


La fase di transizione, ovvero quella conclusiva del travaglio attivo (8-10 cm), è la più breve ma anche la più impegnativa, con contrazioni lunghe e ravvicinate che lasciano poco spazio al recupero.

È il momento in cui la fatica fisica si unisce a tremori e nausea, portando spesso la donna a sentirsi esausta o sopraffatta. Segna il passaggio cruciale verso il periodo espulsivo, annunciato dal “premito”, l’irresistibile e istintivo bisogno di spingere.

Cosa avviene in questa fase

Le contrazioni si susseguono ogni 2-3 minuti e durano circa 60-90 secondi, con picchi molto intensi che durano per la maggior parte del tempo. La futura mamma può avere l’impressione che le contrazioni non cessino mai del tutto e di non riuscire a rilassarsi completamente tra l’una e l’altra.

In genere, la dilatazione del collo dell’utero raggiunge i 10 centimetri di diametro. La donna può cominciare ad avvertire a questo punto lo stimolo a spingere, in quanto la testa del bambino (che ormai è sceso completamente nel canale del parto) inizia a premere sul tratto finale del canale stesso.

La partoriente ora percepisce una forte pressione alla parte bassa della schiena e nella zona del perineo (la zona muscolare compresa tra la vagina e l’ano), talvolta accompagnata dallo stimolo a spingere oppure a defecare.

Mentre continua il monitoraggio cardiotografico fetale, l’ostetrica si accerta del livello della dilatazione dell’utero e, se la partoriente lo desidera, può sorseggiare piccole quantità di liquidi.

Nel frattempo, permangono le perdite vaginali di liquido miste a sangue, via via che si rompono i capillari del collo dell’utero. La futura mamma, in questa fase del travaglio, può anche avvertire dei crampi (contrazioni involontarie dei muscoli) alle gambe, nausea e vomito e, in genere, si sente molto stanca e spossata.

Seguire le indicazioni dell’ostetrica

In questo momento la partoriente non deve ancora seguire l’impulso di spingere, ma continuare a respirare profondamente: spingere contro il collo dell’utero quando questo non è ancora del tutto dilatato, può produrre, infatti, lacerazioni del collo stesso.

Tra una contrazione e l’altra è bene rilassarsi con una respirazione lenta e regolare, mettendo in pratica quanto appreso in occasione dei corsi preparto o seguendo le indicazioni dell’ostetrica.

Scopri qui le 4 fasi del travaglio di parto

 

 
 
 

In breve

La fase di transizione (8-10 cm) è il momento più intenso del travaglio, segnato da contrazioni serrate e dal forte stimolo a spingere. Rappresenta il passaggio cruciale verso il periodo espulsivo, in cui è fondamentale controllare il premito per evitare lacerazioni. In questa fase, la guida dell’ostetrica e la respirazione aiutano a gestire la fatica e a completare la dilatazione in sicurezza.

 

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