Perdite bianche in gravidanza: primo e secondo trimestre, cosa fare?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 19/04/2023 Aggiornato il 22/02/2024

Le perdite bianche in gravidanza spesso sono segno della salute vaginale. È bene fare attenzione, invece, se hanno cattivo odore e se compare anche prurito o bruciore. Vediamo insieme cosa indicano e quando chiamare il ginecologo.

in gravidanza le perdite bianche sono fisiologiche

Le perdite bianche in gravidanza sono una manifestazione abbastanza frequente, che non sempre deve preoccupare. Nella maggior parte dei casi, infatti, sono l’espressione dell’assetto ormonale tipico della gestazione. Se non compaiono dolore o bruciore e se le perdite bianche hanno una consistenza piuttosto liquida, sono del tutto normali. Le perdite bianche in gravidanza nel primo e secondo trimestre rientrano nei cambiamenti che il corpo ha durante la gestazione ma vediamo nel dettaglio perché compaiono queste secrezioni e che cosa significano. 

Come sono le perdite quando si è incinta e perché compaiono?

Le perdite bianche durante i nove mesi, chiamate anche leucorrea gravidica, sono il segnale di un buon funzionamento dell’apparato genitale della donna. Ma perché compaiono le perdite bianche in gravidanza? Se non sono accompagnate da dolore o bruciore e hanno una consistenza piuttosto liquida, sono del tutto normali. L’aumento di secrezioni ha un ruolo di “spazzino”, per eliminare germi, piccoli corpi estranei o pulviscolo provenienti dall’ambiente esterno. Questi, risalendo dalla vulva alla vagina, potrebbero causare infezioni e infiammazioni in grado di raggiungere anche il feto. Sotto la spinta delle variazioni ormonali, le ghiandole presenti sulla parete di collo uterino e vagina aumentano la produzione di muco, che defluendo porta via le sostanze estranee. Per questo possono comparire perdite vischiose e incolori. Il colore biancastro è dovuto all’azione dei lattobacilli presenti nell’ambiente vaginale, che aumentano di numero in gravidanza. Mantengono un pH basso, circa di 4.5, per combattere possibili infezioni. 

Che significa se esce muco bianco?

Anche le secrezioni di muco bianco in gravidanza non devono preoccupare perché sono normali. Attenzione, però, se sono particolarmente abbondanti, se sono accompagnate da bruciore e prurito intimo e somigliano piuttosto a ricotta o latte cagliato. In questo caso non si tratta di normale leucorrea gravidica, ma potrebbe essere infezione da Candida albicans. Questo fungo, che vive normalmente nell’ambiente vaginale, in alcune situazioni può aumentare di numero. Succede per esempio dopo un ciclo di antibiotici, in seguito a un periodo di stress, al caldo umido e, appunto, in gravidanza. È importante rivolgersi al ginecologo, che raggiunge la diagnosi corretta sia con la visita e l’esame delle secrezioni vaginali, sia con la diagnosi di laboratorio dopo aver eseguito un tampone. La donna per curare la candidosi deve applicare localmente prodotti antimicotici, indicati dallo specialista. È opportuno non assumere cure per bocca.

Quanto durano le perdite bianche in gravidanza?

Le perdite bianche solitamente compaiono nelle prime settimane di gestazione e possono durare anche per tutta la gravidanza. All’avvicinarsi della data del parto, possono essere confuse con liquido amniotico soprattutto se sono particolarmente fluide, trasparenti e abbondanti. Per distinguerle è bene tenere presente che il liquido amniotico ha un colore giallastro ed esce come un getto, una perdita o un rivolo. Può comparire dalla 34° settimana in poi. Se non si è sicure o si è preoccupate è bene parlarne con il medico.

Quando rivolgersi a un ginecologo?

Nel caso in cui le perdite bianche in gravidanza assumano una colorazione grigiastra, con odore sgradevole, può trattarsi di vaginosi batterica, dovuta a un batterio chiamato Gardnerella. È un problema che viene spesso sottovalutato, perché questa infezione non provoca altri sintomi a parte le perdite sgradevoli e bianco-grigiastre. Per questo si tende a trascurarla, ma se il batterio risale fino al feto può perfino aumentare il rischio di un parto prematuro. Per questo motivo è bene rivolgersi al ginecologo per la diagnosi e per seguire le cure che prescriverà.

Quali sono le perdite preoccupanti in gravidanza?

Verso la fine della gestazione è bene prestare attenzione se si nota, sugli slip, una piccola perdita mucosa piuttosto densa, di colore rosa o rosso chiaro. Potrebbe essere il tappo mucoso, una membrana che si forma durante la gravidanza nella cervice uterina per difendere il feto. Significa che il parto si sta avvicinando. È bene contattare al più presto il proprio ginecologo se in gravidanza compaiono perdite rosse accompagnate da dolore al basso ventre. Potrebbe essere un distacco di placenta. Se invece sono incolori, a goccia, possono essersi rotte le acque “alte”. Anche in questo caso è bene contattare il medico.

 

 
 
 

In sintesi

Le perdite bianche in gravidanza sono normali se sono fluide, lattiginose e non causano disturbi. Servono anzi a tenere lontane possibili infezioni. Se invece sono bianche ma dense, con prurito e bruciore, o addirittura rossastre, è bene contattare il ginecologo

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Dopo 4 maschietti arriverà la bambina?

16/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Non è assolutamente detto che dopo quattro figli maschi il quinto sarà una femminuccia perchè a ogni gravidanza si ripresentano le stesse probabilità di aver concepito un maschio o una bambina.   »

Placenta bassa in 16^ settimana: si può prendere l’aereo?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una sospetta inserzione bassa della placenta va confermata con l’ecografia transvaginale a partire dalla 20^ settimana, quindi circa un mese prima di questa data è prematuro diagnosticarla: proprio per questo un viaggio in aereo si può affrontare senza rischi.   »

Dopo tre cesarei si può partorire naturalmente?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Al travaglio di prova dopo un parto cesareo, noto con l'acronimo TOLAC dall'inglese trial of labour after cesarean, possono essere ammesse solo le mamme che abbiano già affrontato l'intervento solo una, massimo due volte.   »

Manovre effettuate durante l’ecografia: possono causare danno al feto?

04/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giovanni Battista Nardelli

Nessuna delle manovre manuali esterne effettuate dal medico per poter svolgere l'ecografia nel migliore dei modi può esporre il feto a rischi.   »

Bimbo di 4 anni con una tosse che non passa nonostante l’antibiotico

02/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

È un'eventualità frequente che i bambini della scuola materna passino più tempo a tossire che il contrario. Posto questo, l’antibiotico andrebbe usato quanto la tosse con catarro persiste per più di un mese senza tendenza alla remissione.  »

Fai la tua domanda agli specialisti