Radiazioni in gravidanza: tutto quello che c’è da sapere

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 14/07/2014 Aggiornato il 14/07/2014

Meglio evitarle, ma in caso di necessità non bisogna temere. Se si adottano delle precauzioni, le radiazioni in gravidanza non sono pericolose. Ecco perché

Radiazioni in gravidanza: tutto quello che c’è da sapere

Se ridurre l’esposizione ai fattori potenzialmente nocivi per la salute è sempre importante, diventa essenziale durante la gravidanza. Uno di questi “nemici” è rappresentato sicuramente dalle radiazioni. Non sempre, però, è possibile evitarle. Che cosa fare, per esempio, se la futura mamma cade e deve sottoporsi a una Tac oppure deve eseguire una mammografia per sospetta malattia al seno? Molti pensano che si debba necessariamente aspettare la nascita del bambino. Invece non sempre è così.

Più rischi a inizio gestazione

Attorno alle radiazioni in gravidanza esiste molta confusione. È vero che si tratta di agenti potenzialmente dannosi, ma occorre sapere che i rischi sono proporzionati a una serie di variabili. Innanzitutto, molto varia in relazione all’epoca della gestazione. I pericoli sono maggiori nelle primissime settimane. In particolare, per l’International commission on radiological protection (ICRP), nei primi 15 giorni dal concepimento è possibile andare incontro a un aborto. Per tutto la fase dello sviluppo in cui si formano gli organi (fino alle 12 settimane circa), invece, possono comparire malformazioni.

Nessun pericolo con dosi basse

Anche la dose di radiazioni gioca un ruolo essenziale. “Gli effetti nocivi si verificano solo per dosi che sono molto più elevate (da 10 a 100 volte) di quelle che un embrione o un feto possono ricevere per gli esami radiologici o medico nucleari eseguiti a scopo diagnostico” ha spiegato Lorenzo Bianchi, coordinatore regionale Lombardia dell’Associazione italiana di fisica medica. 
E, infatti, l’ICRP sostiene che l’interruzione volontaria di gravidanza per dosi fino a 10 volte maggiori di quelle assorbite con un esame normale non ha senso. Per questo, gli esperti dell’Aifm raccomandano sempre alle donne incinta di valutare con il medico il rapporto rischi/benefici, prima di rinunciare a un esame che comporta l’uso di radiazioni. 

In breve

COME COMPORTARSI

Se la donna sospetta di essere incinta o ha già la certezza di avere una gravidanza in corso, prima di sottoporsi a eventuali esami che usano radiazioni, come radiografie, Tac, mammografie, deve farlo presente al medico.

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti