Regolo ostetrico: cos’è e come si usa per calcolare la data del parto

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 20/10/2023 Aggiornato il 22/02/2024

Il regolo ostetrico serve per capire quale sarà la data presunta del parto. È uno strumento utile che molto spesso viene dato dal ginecologo al primo controllo. Anche detta rotella ostetrica, questo strumento aiuta a stabilire il calendario di visite di controllo ed esami da fare nel corso della gravidanza.

Regolo ostetrico: cos’è e come si usa per calcolare la data del parto


Una volta scoperto di essere in dolce attesa ci sono molte cose a cui i futuri genitori cominciano a pensare per la salute e il benessere del bimbo in arrivo. Una delle prime cose a cui pensare è quella di fissare una visita ginecologica entro 8-12 settimane dall’interruzione del ciclo mestruale per accertarsi che tutto vada bene e per stabilire la data presunta del parto. Per farlo ci sono diversi metodi, tra cui anche quello con il regolo ostetrico. Vediamo di cosa si tratta e come funziona esattamente!


Perché è importante stabilire la data del parto presunta?

Individuare la data del parto presunta non è solo per soddisfare una curiosità dei genitori e prepararsi a meglio per l’arrivo del piccolo, ma è importante per programmare la giusta sequenza di visite e di esami in momenti precisi della gravidanza in modo da poter monitorare la salute di mamma e bambino e controllare che il piccolo cresca regolarmente e senza problemi. Dopo aver effettuato un primo controllo ostetrico, quindi, il medico farà qualche domanda per poter raccogliere le informazioni utili a stabilire l’epoca gestazionale, cioè la fase della gravidanza in cui ci si trova.


Cos’è il regolo ostetrico?

Il regolo ostetrico è uno strumento usato da ostetrici e ginecologi: si tratta di un calendario specifico che associ ad a ogni giorno dell’anno la data presunta del parto calcolata secondo un metodo abbastanza semplice. Si presenta come due dischi di cartoncino sovrapposti che possono girare l’uno sull’altro grazie ad un occhiello che li tiene uniti al centro. La ruota inferiore, cioè quella più grande, è suddivisa in 12 sezioni, una per ogni mese dell’anno; ognuna di queste sezioni a sua volta si suddivide in 30 sezioni più piccole, che indicano i giorni del mese. Sul disco superiore, leggermente più piccolo, sono invece segnate le 40 settimane di gravidanza, suddivise in tre trimestri. Facendo ruotare un disco sull’altro in base alle informazioni ottenute dal medico si possono ricavare l’epoca gestazionale e la data presunta del parto, di solito indicata sul regolo ostetrico da una freccia.

Regolo ostetrico bimbisaniebelli

A cosa serve il regolo ostetrico

Il regolo ostetrico è uno strumento utile per:

  • conoscere in quale epoca gestazionale si trova la futura mamma;
  • programmare visite ed esami di controllo in momenti precisi della gravidanza;
  • controllare la crescita regolare del feto e il suo sviluppo secondo le tappe previste dal procedere della gestazione;
  • calcolare la data presunta del parto a termine;
  • stabilire la probabile data del concepimento, seppure con un possibile margine di errore.

Come calcolare la data del parto con il regolo ostetrico

A partire dalla data d’inizio dell’ultimo ciclo mestruale della futura mamma vanno calcolate 40 settimane: secondo le statistiche, infatti, la durata media di una gravidanza equivale a 38 settimane cui ne vanno aggiunte due, tenendo conto che l’ovulazione (cioè la fase fertile del ciclo), durante la quale si dovrebbe verificare il concepimento dell’uovo materno da parte dello spermatozoo paterno, avviene circa 14 giorni dopo l’avvio delle mestruazioni.

Per individuare la data presunta del parto con il regolo ostetrico è quindi sufficiente inserire nella riga superiore del regolo il primo giorno dell’ultima mestruazione; nella riga immediatamente sottostante si evidenzierà l’indicazione del giorno in cui il bimbo dovrebbe nascere.

Uno scarto di 15 giorni rispetto al giorno calcolato viene ritenuto normale: se 40 settimane corrispondono alla durata standard di una gravidanza infatti, un parto che si svolge tra la 38esima e la 42esima settimana è comunque ritenuto “a termine”. Viene invece considerato “pre termine” se si verifica prima della 38esima settimana e “post termine” dopo la 42esima. Questa datazione viene definita anamnestica (dal greco “anamnesi”, cioè “memoria”), in quanto viene ricostruita sulla base di un ricordo della futura mamma, che potrebbe quindi non essere esattamente corrispondente ma solo indicativo di quel primo giorno di ciclo.


Si tratta di una stima precisa?

Il calcolo effettuato con il regolo ostetrico è indicativo e presenta comunque un margine di errore; va poi ricordato che la durata media della gravidanza è di 40 settimane, ma il parto a termine può avvenire senza problemi tra la 38esima e la 40esima settimana di gravidanza. Per avere una maggiore precisione è utile conoscere il giorno esatto dell’inizio dell’ultima mestruazione, aggiungendo anche la data della presunta ovulazione e la data del presunto concepimento, anche se queste ultime due non sono informazioni fondamentali per poter effettuare il calcolo. In ogni caso, è bene considerare il regolo ostetrico come un punto di partenza per il calcolo, da confermare poi con altri esami come ad esempio l’ecografia del primo trimestre, chiamata anche ecografia di datazione, che consente di valutare le dimensioni dell’embrione e quindi di confermare o correggere la stima iniziale.

 
 
 

In breve

I metodi per stabilire la data presunta per il parto c’è anche il regolo ostetrico, uno strumento usato dai ginecologi dal funzionamento molto semplice. Per usarlo correttamente è sufficiente conoscere il primo giorno dell’ultima mestruazione.

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