Rimanere incinta con la pillola, si può?

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 05/02/2024 Aggiornato il 05/02/2024

Davvero rimanere incinta con la pillola è impossibile? E se ci si dimentica di prenderla? Quando si corrono dei rischi? Ecco una risposta alle domande più comuni sul rischio di gravidanza indesiderate durante l’utilizzo della pillola anticoncezionale.

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La pillola è uno dei metodi anticoncezionali più utilizzati dalle donne in età fertile, anche da quelle giovani. In effetti, offre tanti vantaggi, comodità e sicurezza in primis. Ma è efficace al 100%? Una delle prime domande che si fanno le donne che intendono iniziare a prenderla è proprio se offra una garanzia totale e se davvero sia impossibile rimanere incinta con la pillola. “Si può stare tranquille. Se utilizzato in maniera corretta, questo farmaco ha un’efficacia del 99%, quindi, può essere considerato un contraccettivo sicuro e affidabile” assicura la dottoressa Marta Parma, ginecologa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Perché la pillola impedisce di rimanere incinta

La pillola anticoncezionale è un farmaco a contenuto ormonale impiegato per evitare gravidanze e indicato nel trattamento di alcune malattie (come endometriosi o sindrome dell’ovaio policistico). Ne esistono di due tipi. La più comune e diffusa è quella combinata o estroprogestinica, che contiene ormoni estrogeni e progestinici. C’è poi la cosiddetta “mini-pillola”, che contiene solo progesterone e viene impiegata perlopiù in casi particolari, per esempio nelle donne che non possono assumere estrogeni e in quelle che stanno allattando.

“Se assunta nel modo corretto, la pillola combinata blocca l’ovulazione, ossia la fase del ciclo ovarico in cui l’ovocita viene espulso dalle ovaie e potrebbe essere fecondato dagli spermatozoi maschili: infatti inibisce la secrezione delle gonadotropine FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante), fondamentali proprio per il processo di ovulazione” spiega l’esperta. In aggiunta, agisce addensando il muco e quindi ostacolando il cammino degli spermatozoi verso le tube di Falloppio (dove avviene la fecondazione), sfavorendo l’impianto dell’ovulo a livello dell’utero e interferendo con le contrazioni muscolari che giocano un ruolo fondamentale durante il processo di fecondazione. In sostanza, dunque, non si può rimanere incinta con la pillola perché essa inibisce l’ovulazione: quindi, anche nel caso in cui la donna abbia rapporti sessuali non può esserci la fecondazione.

Rimanere incinta con la pillola senza dimenticanze

Perché sia efficace e sicura, la pillola va usata nel modo corretto. Come? “Bisogna prenderla ogni giorno alla stessa ora, per 21 giorni consecutivi. Al termine del blister, si fanno 7 giorni di stop, e all’ottavo giorno si inizia una nuova confezione” spiega la ginecologa. Nella settimana di sospensione in genere compaiono le mestruazioni, chiamate emorragia da sospensione, ma alcune donne potrebbero anche non avere sanguinamenti. In ogni caso, i 7 giorni vanno calcolati a partire dalla data di fine della confezione e non dal giorno di comparsa delle perdite. Quella con interruzione comunque non è l’unica modalità di assunzione possibile. La pillola può essere presa in modo continuativo: in pratica, in questo caso, terminato un blister se ne inizia subito un altro, senza interruzioni. Di solito, questo utilizzo viene consigliato in presenza di patologie, come dismenorrea ed endometriosi, e per ragioni di comodità in donne che già fanno uso della pillola, per esempio per non avere sanguinamento da sospensione durante le vacanze o una gara. “Se utilizzata in questo modo, senza dimenticanze, la pillola è un metodo sicuro, che protegge da gravidanze indesiderate” conferma la dottoressa Parma.

L’assunzione della pillola può essere interrotta in qualsiasi momento della vita, ma occorre sempre aspettare la fine del blister.

Cosa succede se si dimentica la pillola

Rimanere incinta con la pillola è più probabile se non si assume il farmaco in maniera corretta e in particolare se si salta qualche dose. Cosa fare dunque in caso di dimenticanze? Se ci si accorge dell’errore entro le 24 ore successive, bisogna prendere subito la pillola saltata e poi continuare il normale schema di assunzione, anche se questo significa dover prendere due compresse contemporaneamente. Per esempio, se si assume la pillola il mattino alle 9 e un giorno ci si rende conto alle 22 di sera di avere saltato una dose, occorre prendere subito la pasticca, e il mattino successivo alle 9 prendere un’altra pillola e continuare normalmente. In questo modo si sarà coperte. “Se invece non si pone rimedio alla dimenticanza entro 24 ore, arriveranno le mestruazioni. La donna deve comunque continuare a prendere la pillola alla solita ora fino alla fine del blister, ma quel mese non sarà coperta, per cui per evitare gravidanze indesiderate dovrà usare anche altri metodi contraccettivi o evitare i rapporti” avverte l’esperta. Attenzione anche nel caso in cui si sia soggette a vomito, gastroenterite o si stia seguendo una cura antibiotica: sono tutti fattori che possono ridurre l’assorbimento dei farmaci (e quindi anche della pillola). Per non rischiare, dunque, meglio non fare affidamento esclusivamente sulla pillola, ma evitare rapporti o usare precauzioni extra come il preservativo.

Le donne che non hanno mai preso la pillola o ricominciano a prenderla dopo un certo periodo di tempo, devono assumere la prima compressa il primo giorno del flusso mestruale. Nei primi tre mesi possono comparire alcuni effetti collaterali, come spotting (perdite fra una mestruazione e l’altra), ritenzione idrica e cefalea, ma questo non significa necessariamente che non si tratti dal farmaco giusto per sé. “Meglio aspettare tre mesi prima di valutare un cambio di farmaco, per dare modo all’organismo di adattarsi. Spesso, dopo questo lasso di tempo i sintomi scompaiono perché il corpo si è abituato” chiarisce l’esperta. Durante il primo mese di assunzione, per precauzione, meglio astenersi dai rapporti sessuali o ricorrere a metodi contraccettivi aggiuntivi perché si potrebbe non essere completamente coperte.

Quando fare test di gravidanza con la pillola

Rimanere incinta con la pillola dunque è alquanto improbabile, a meno che non si siano commessi degli errori. Se si ha il dubbio di non aver assunto correttamente il farmaco e per questo di rischiare una gravidanza, si consiglia di non essere precipitose, ma di procedere con razionalità. Non necessariamente, infatti, un errore di assunzione porta a una fecondazione, l’esito dipende da tanti fattori, come il numero di sbagli commessi e il periodo in cui sono avvenute eventuali dimenticanze. Nel momento in cui ci si rende conto di aver sbagliato, correre subito ai ripari, ricominciando a prendere la pillola nel modo corretto e, se serve, ricorrendo a precauzioni aggiuntive (vedi paragrafo sopra). “Se al termine del blister non si hanno le mestruazioni quando invece di solito si ha il flusso, allora si può fare il test di gravidanza per trovare una risposta ai propri dubbi” suggerisce la ginecologa del San Raffaele. Meglio fare il test anche nel caso in cui si abbia il sanguinamento ma si sospetti comunque una gravidanza per un’errata assunzione della pillola, perché potrebbe trattarsi di false mestruazioni”, ossia di perdite che in realtà non sono da flusso mestruale.

In copertina foto di GabiSanda da Pixabay. 

 
 
 

In breve

Una delle prime domande che si fanno le donne quando devono scegliere quale contraccettivo usare è se davvero sia impossibile rimanere incinta con la pillola. In linea di massima, si può stare tranquille. Se utilizzato in maniera corretta, questo farmaco ha un’efficacia del 99%, quindi può essere considerato un contraccettivo sicuro e affidabile. Solo se si commettono dimenticanze nell’assunzione, se si seguono cure particolari per esempio con antibiotici, se si è soggette a vomito o gastroenterite si potrebbero correre dei rischi.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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