Rottura prematura delle membrane: sintomi, cause e conseguenze

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 16/06/2026 Aggiornato il 16/06/2026

Più è precoce e più aumentano i rischi per mamma e bambino. Esistono, però, diverse strategie per gestire la situazione, dal monitoraggio all'induzione del parto, dal riposo all'uso di antibiotici, fino al ricovero

Rottura prematura delle membrane: sintomi, cause e conseguenze

La rottura prematura delle membrane o PROM (dall’inglese Prelabour Rupture of the Membranes) è una condizione che si verifica quando il sacco amniotico che protegge il bambino durante la gravidanza si rompe prima dell’inizio del travaglio.

Il sintomo principale è la perdita di liquido amniotico, che può essere improvvisa e facilmente riconoscibile oppure lenta e continua. Le cause non sono sempre identificabili, ma tra i principali fattori di rischio ci sono infezioni, gravidanze gemellari, fumo e precedenti episodi della stessa condizione.

Se la gravidanza è a termine, dopo la rottura delle membrane il travaglio può iniziare spontaneamente o sotto induzione. Se invece l’evento avviene prima della 37ª settimana, aumenta il rischio di complicanze come infezioni e parto prematuro, per questo si rendono necessari interventi specifici per proteggere la salute di mamma e bambino.

Sintomi

Il sintomo principale della rottura prematura delle membrane è la fuoriuscita di liquido amniotico dalla vagina, che però non è sempre così evidente come si potrebbe pensare in apparenza.

In alcuni casi, infatti, soprattutto nelle rotture di piccole dimensioni, la perdita è lenta e continua. La donna può semplicemente avvertire una sensazione persistente di bagnato. In altri casi, invece, si verifica una fuoriuscita abbondante e improvvisa di liquido chiaro e caldo, facilmente riconoscibile anche dalla futura mamma come rottura delle acque.

Talvolta, si assiste anche a un aumento delle secrezioni vaginali o a una perdita acquosa insolita che non si interrompe.

Altri segnali associati

A seconda della situazione clinica, potrebbero comparire anche:

  • contrazioni uterine
  • pressione pelvica
  • dolore lombare
  • febbre, in caso di infezione
  • alterazioni della frequenza cardiaca fetale.

Distinguere il liquido amniotico dalle normali secrezioni vaginali o da piccole perdite urinarie non è sempre facile. Per questo, se la donna si accorge anche semplicemente di avere gli slip umidi è sempre consigliabile che si rivolga al ginecologo o si rechi in ospedale per una valutazione.

Cause

Le cause della rottura prematura delle membrane non sono sempre identificabili. Tuttavia, esistono diversi fattori che possono aumentare il rischio

1) Infezioni

Le infezioni vaginali, cervicali o delle vie urinarie possono indebolire le membrane fetali e favorirne la rottura.

2) Gravidanza multipla

In genere, nelle donne che aspettano gemelli o più bambini, si verifica una maggiore distensione uterina, una condizione che può aumentare la pressione sulle membrane.

3) Precedenti episodi di RPM

Le donne che hanno già avuto una rottura prematura delle membrane in una gravidanza precedente sono più a rischio di andare nuovamente incontro alla stessa eventualità.

4) Fumo di sigaretta

Fumare durante la gravidanza è un comportamento che si associa a un maggior rischio di indebolimento delle membrane amniotiche.

4) Procedure invasive

Alcuni esami diagnostici e procedure particolari, come l’amniocentesi e la manovra di rivolgimento fetale, possono aumentare lievemente il rischio di rottura delle membrane, sebbene in una rarissima percentuale di casi.

5) Alterazioni del collo dell’utero

Anomalie della cervice, come dilatazione e indebolimenti, possono favorire la comparsa della condizione.

6) Polidramnios

In alcune gravidanze si verifica un accumulo eccessivo di liquido amniotico (in termini medici si parla di polidramnios), una condizione che determina una maggiore tensione sulle membrane, aumentando il rischio di rottura.

Diagnosi

Per diagnosticare la rottura prematura delle membrane si può procedere con una visita ginecologica, una valutazione clinica e/o specifici accertamenti. Tra gli esami più utilizzati ci sono:

  1. test biochimici per identificare il liquido amniotico
  2. ecografia ostetrica per valutare la quantità di liquido amniotico
  3. monitoraggio del benessere fetale.

Possibili complicanze

Le principali complicanze associate alla rottura prematura delle membrane sono:

  • infezione delle membrane e del liquido amniotico (corioamnionite)
  • parto prematuro
  • sofferenza fetale
  • distacco di placenta
  • compressione del cordone ombelicale
  • riduzione del liquido amniotico (oligoidramnios).

In genere, il rischio di complicazioni varia in relazione alla settimana di gravidanza al momento della rottura: più la rottura è precoce e più i rischi sono alti.

Cosa succede dopo

La gestione della rottura prematura delle membrane dipende principalmente dall’epoca gestazionale in cui avviene e dalle condizioni materno-fetali.

Se la gravidanza è a termine

Quando la rottura si verifica dopo la 37ª settimana, nella maggior parte dei casi il travaglio inizia spontaneamente nelle ore successive. Se ciò non accade o in presenza di determinate condizioni, il ginecologo può valutare di ricorrere all’induzione del parto per ridurre il rischio di infezioni.

Se la gravidanza è pretermine

La situazione è più complessa quando la rottura si verifica prima della 37ª settimana. In questi casi, è fondamentale bilanciare il rischio di parto prematuro con quello di infezione. A seconda dei casi, si può procedere con:

  • il ricovero ospedaliero
  • il monitoraggio materno e fetale
  • il riposo della mamma
  • una terapia antibiotica
  • la somministrazione di corticosteroidi per favorire la maturazione dei polmoni del feto
  • la somministrazione di farmaci specifici in base alla situazione clinica.

Quando rivolgersi immediatamente al medico

Se si sospetta una rottura precoce delle acque è sempre consigliabile rivolgersi al ginecologo o recarsi al pronto soccorso ostetrico. Se si verifica una di queste condizioni, meglio farlo con una certa urgenza:

  • febbre
  • il liquido che fuoriesce non è chiaro
  • contrazioni regolari
  • diminuzione dei movimenti fetali
  • perdite maleodoranti
  • sanguinamento vaginale.

Un intervento tempestivo può contribuire a prevenire complicanze e migliorare gli esiti della gravidanza.

 
 
 

In breve

La rottura prematura delle membrane si verifica quando il sacco amniotico si rompe prima dell’inizio del travaglio. Il sintomo principale è la perdita di liquido amniotico, che può essere improvvisa e visibile oppure lenta e continua. Se la gravidanza è a termine, spesso il travaglio inizia spontaneamente. Se invece la rottura avviene prima della 37ª settimana, aumenta il rischio di complicanze, per questo è necessaria una gestione attenta della situazione. 

 

Fonti / Bibliografia

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