Scollamento delle membrane in gravidanza: fa male? Come funziona e che rischi ci sono

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 08/05/2026 Aggiornato il 08/05/2026

Si tratta di una manovra che favorisce il travaglio perchè libera sostanze che stimolano le contrazioni e che è percepita come fastidiosa e, il più delle volte, dolorosa.

Scollamento delle membrane in gravidanza: fa male? Come funziona e che rischi ci sono

Lo scollamento delle membrane è una manovra manuale che viene eseguita, dopo la 40a settimana di gravidanza, quando il travaglio non è ancora iniziato spontaneamente ma il ginecologo o l’ostetrica, durante una visita di controllo, si rendono conto che il collo dell’utero si è già appiattito e ha iniziato a dilatarsi.

Consiste nel separare le membrane del sacco amniotico dal segmento inferiore dell’utero, nel corso di una visita vaginale interna.

Questa manovra stimola il rilascio di sostanze che inducono le contrazioni uterine. Di conseguenza, lo scollamento delle membrane può indurre il parto senza che si debba ricorrere a farmaci.

Come funziona

Lo scollamento delle membrane avviene manualmente, nel corso di una visita ginecologica oppure ostetrica. Per effettuarla, il collo dell’utero deve essere già dilatato di almeno un centimetro per consentire di introdurre uno o due dita tra il collo dell’utero stesso e le membrane che costituiscono il sacco amniotico.

Si esegue poi una manovra circolare che compie un movimento intorno alla testa del feto. La durata di questa manovra varia da pochi secondi a un minuto circa e la sensazione di fastidio può essere più o meno intensa a seconda della dilatazione della cervice, della morbidezza dei tessuti e dell’abilità dell’operatore.

Al termine, la donna può tornare a casa perché non è detto che le contrazioni del travaglio compaiano (secondo gli esperti, questo si verifica in due casi su dieci circa).

Se questo accade, può succedere in momenti variabili e non con tempi e modalità identici in tutte le donne.

La manovra può causare un po’ di fastidio e, in alcuni casi, di dolore. La percezione è però molto soggettiva e varia da donna a donna.

Alcune infatti hanno la sensazione di un semplice disagio, altre avvertono una sensazione dolorosa più o meno intensa, soprattutto se si è alla prima gravidanza.

Si tratta quindi di un’esperienza molto personale e infatti sarebbe opportuno parlarne sempre prima con la gestante, per spiegarle di che cosa si tratta ed essere sicuri che la accetti con serenità.

Se la donna rifiuta la manovra (cosa che può fare se non è convinta) non si procede. È importante ricordare che, alla fine di questa manovra, si può verificare qualche perdita di sangue e a volte la rottura delle acque. Il dolore, se presente, si attenua e scompare al termine della manovra stessa.

Dopo quanto si partorisce?

È difficile prevedere se e quando la donna entrerà in travaglio per partorire, dopo lo scollamento delle membrane. Quando succede, nella donna primipara, ossia che è al primo parto, le contrazioni possono insorgere nell’arco della giornata e sono solitamente irregolari, presentandosi a volte per pochi minuti, in altri casi per ore o giorni.

Queste contrazioni sono definite prodromiche perché preparano l’organismo femminile al travaglio. L’attività contrattile che si presenta è dovuta al fatto che la manovra stimola la produzione di ossitocina e di prostaglandine che inducono un ulteriore abbassamento del collo dell’utero. Poiché il travaglio non insorge immediatamente, non è necessario restare in ospedale. È possibile tornare a casa e avvertire il ginecologo nel caso in cui le contrazioni si facessero più intense e regolari o se si rompono le acque.

In generale, sembra che a 40 settimane ci sia il 20% di possibilità di partorire nel giro di tre giorni e comunque entro i successivi 14 giorni.

Se questo non succede, probabilmente non è ancora giunto il momento del parto ed è opportuno attendere che la natura faccia il suo corso, sempre tenendo al corrente il ginecologo dell’evolversi della situazione.

Se invece il medico, secondo le Linee guida della gravidanza, valuta la necessità di procedere in altro modo (per esempio perché c’è sofferenza fetale) è possibile ricorrere ad altri sistemi di induzione del parto, per esempio con l’applicazione di gel alle prostaglandine o altri sistemi.

Scopri qui quali sono i modi per indurre il parto

Quali rischi si corrono

Un rischio può essere la comparsa di infezioni, visto che la manovra si esegue con la visita interna.

Si tratta in realtà di una possibilità remota, perché gli operatori osservano tutte le misure igieniche opportune.

Un’altra complicanza, in realtà davvero rara, è la rottura delle membrane amniotiche, che può verificarsi nel momento stesso della manovra oppure entro le 24 ore successive. Compaiono allora perdite di sangue abbondanti ed è necessario recarsi subito in un pronto soccorso ostetrico.

Ecco perché è essenziale che la donna accetti la manovra di scollamento delle membrane in piena consapevolezza.

 

In breve

Lo scollamento delle membrane è una manovra che, senza l’impiego dei farmaci, può indurre l’avvio del travaglio di parto quando si avvicina il termine della gravidanza o se il ginecologo ritiene che è il momento di far nascere il bambino

 

 

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