Sesso in gravidanza: i luoghi comuni da sfatare

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/06/2013 Aggiornato il 13/06/2013

L’attesa non di rado influisce sulla vita intima di una coppia. In realtà, molti timori legati al sesso in gravidanza non hanno un reale fondamento. Scopriamo perché

Sesso in gravidanza: i luoghi comuni da sfatare

 

È sempre meglio evitarlo

È ancora abbastanza diffusa l’opinione che sia meglio non avere rapporti sessuali. In realtà, se tutto procede tranquillamente, non vi sono controindicazioni al sesso in gravidanza. Capita, però, che i partner si allontanino, perché lei non si sente più desiderabile e lui si inibisce davanti al pancione. È bene invece superare questi imbarazzi e conservare una buona intesa.

La penetrazione è rischiosa

Il sesso in gravidanza, e in particolare la penetrazione, non comporta rischi per il feto, perché è immerso nel liquido e protetto dal sacco amniotico all’interno dell’utero, ben separato dalla vagina e dalla cervice, che fa da ulteriore barriera grazie al muco in esso contenuto.

Il rapporto fa male al bambino

Anche il timore che il rapporto sessuale e le contrazioni dovute all’orgasmo siano dannosi per il feto è sbagliato: il bambino non percepisce affatto i movimenti del pene nella vagina, dal momento che si trova in un organo che non è coinvolto dal rapporto stesso.

L’orgasmo è meno intenso

I cambiamenti fisici che avvengono nel corpo della donna non modificano in modo particolare il suo piacere. In realtà, le difficoltà che spesso si presentano durante il sesso in gravidanza sono quasi sempre dovute alle tensioni psicologiche che, in questo periodo, sono più difficili da tenere sotto controllo.

Aumentano le infezioni

In gravidanza la zona genitale è più vulnerabile alle aggressioni dei microbi, ma il rischio di trasmettere un’infezione con il rapporto è basso. È vero, infatti, che il maggior afflusso di sangue alla vagina favorisce la proliferazione dei germi nocivi, ma, in realtà, in un rapporto stabile ci si “abitua” ai microrganismi dell’altro, rendendoli innocui.

In breve

IL SECONDO TRIMESTRE È IL PIÙ FAVOREVOLE

Le preoccupazioni del parto sono ancora lontane, mentre i genitali diventano più sensibili per l’afflusso di sangue. La coppia può allora provare anche modi diversi di fare l’amore (che non comprimano il pancione ovviamente!).

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

E’ gemellare la mia gravidanza?

29/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Arianna Prada

Per sapere se la gravidanza è gemellare nonché per capire se, eventualmente, è in evoluzione favorevole è necessario attendere che il tempo trascorra. Continuare a sottoporsi a controlli troppo presto non serve a ottenere risposte (ma ad aumentare l'ansia sì).   »

Pancione: quali traumi (urti, colpi, pressioni) possono danneggiare il bambino?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Qualsiasi trauma addominale che provoca dolore deve essere sottoposto velocemente all'attenzione di un medico del pronto soccorso ostetrico.   »

Bimbo “atopico”: quali accorgimenti per controllare l’eczema?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

La detrmatite atopica è una malattia cronica che va trattata con i farmaci (in particolare, creme cortisoniche) e controllata mettendo in pratica alcune strategie relative allo stile di vita.  »

Feto con un ventricolo cerebrale lievemente più grande

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Se le dimensioni dei ventricoli cerebrali sono maggiori dell'atteso, ma non superiori ai quelle ritenute normali non si è autorizzati a pensare a una patologia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti