Il G-test scopre i problemi del feto

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 09/03/2016 Aggiornato il 09/03/2016

Per le donne in gravidanza arriva una grande opportunità: il G-test per scoprire le anomalie genetiche del feto senza per forza ricorrere all’amniocentesi

Il G-test scopre i problemi del feto


È tutto italiano e il più efficace al mondo il G-test, basato su un prelievo di sangue, che garantisce una bassissima percentuale di “falsi allarmi”, superando, così, quattro aziende mondiali che eseguono il test non invasivo prenatale (Nipt). il G-test, messo a punto dai ricercatori del Bioscience genomics, spin off dell’Università di Roma Tor Vergata, è risultato, infatti,  il migliore screening prenatale. L’affidabilità è data dal fatto che la nuova metodica è stata testata, verificando i risultati ottenuti attraverso un loro monitoraggio. Sono stati eseguiti oltre 600 mila test, molti pubblicati su note riviste scientifiche.

L’alternativa all’amniocentesi

Le percentuali di affidabilità del test sono molto alte: 99,17% per la Trisomia 21 (più nota come sindrome di Down) e addirittura 100% per la Trisomia 13. Si registra una bassissima percentuale di falsi positivi (0,05% e 0,04%) che evita alle donne incinte di sottoporsi inutilmente a esami invasivi come l’amniocentesi. Il G-test, inoltre, permette l’analisi delle variazioni nel numero e i cromosomi sessuali, delle Trisomie 9, 16 e 22, e di altre 9 sindromi.

Non solo problemi ereditari

“È importante conoscere tempestivamente la presenza di condizioni genetiche che non vengono ereditate da uno dei due genitori ma che si verificano in maniera casuale e che possono colpire chiunque nella popolazione generale – spiega il professor Giuseppe Novelli, rettore dell’Università e specialista in Genetica umana -. Nella maggior parte dei casi si tratta di malattie associate a disabilità mentali o fisiche, immunodeficienze, anomalie cardiache, convulsioni, disturbi ormonali”.

Dalla decima settimana di gravidanza

Il G-test può essere effettuato a partire dalla decima settimana di gravidanza. “Nel giro degli ultimi due anni il numero delle amniocentesi è crollato del 70% – spiega Massimo Giovannini, direttore del Dipartimento materno infantile della Asl Roma 3 – e , a differenza del G-test, l’amniocentesi è possibile solo dopo la 15-18a settimana”.

 

 

 
 
 

da sapere!

Il referto del G-Test è disponibile in 7-9 giorni. Il costo di 680 euro è totalmente a carico della paziente.

 

 

 

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