Test sul Dna fetale può individuare la sindrome di DeGeorge?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 02/11/2015 Aggiornato il 02/11/2015

La sindrome di DeGeorge potrebbe essere individuata già durante le prime settimane di gravidanza grazie al nuovo test sul Dna fetale. Ecco i dettagli

Test sul Dna fetale può individuare la sindrome di DeGeorge?


Negli ultimi mesi si è parlato molto di un nuovo esame di screening prenatale: il test sul Dna fetale. La comunità scientifica, infatti, si sta ancora interrogando sulla sua reale attendibilità e utilità . Per questo non mancano studi in proposito. Uno dei più recenti sembra avvalorare la posizione di chi lo considera uno strumento prezioso nel panorama delle indagini di diagnostica e screening eseguibili durante la gravidanza per esaminare le condizioni di salute del feto. Infatti, è giunto alla conclusione che questo test possa essere utile per riconoscere una malattia rara, la sindrome di DeGeorge, già nelle prime settimane di attesa.

Un test di ultima generazione

Il test sul Dna fetale è un test di screening che consiste in un semplice prelievo di sangue materno. Il campione viene poi lavorato in laboratorio con metodiche innovative allo scopo di separare i frammenti liberi di Dna placentare da quello materno. Infatti, occorre sapere che il sangue della mamma contiene parte del Dna della placenta, che in genere è quasi uguale a quello fetale. L’analisi di questi frammenti permette di calcolare il rischio che il bambino sia affetto da alcune anomalie cromosomiche, di cui la più nota e frequente è la sindrome di Down.

Che cos’è la sindrome di DiGeorge

La Sindrome di DiGeorge è una malattia causata da una mutazione (microdelezione) a carico di una porzione del cromosoma 22 e può provocare varie conseguenze, a livello del cuore, del timo, delle paratiroidi e del volto. La manifestazione più comune, comunque, è rappresentata da una malformazione cardiaca congenita. Si tratta di una malattia più diffusa di quanto si creda: l’incidenza è di 1 su 2.000/4.000 bambini nati vivi, del tutto paragonabile a quella della fibrosi cistica.

Lo studio del Sant’Orsola Malpighi di Bologna

Lo studio che ha dimostrato l’utilità del test sul Dna fetale per la diagnosi della sindrome di DiGeorge è stato condotto da un gruppo di ricercatori italiani, dell’Università di Bologna, e pubblicato sulla rivista internazionale Case Reports in Obstetrics and Gynecology. Ha riguardato una donna incinta, seguita fin dalle prime settimane di gravidanza presso l’U.O. di Genetica Medica del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. I primi controlli ecografici di routine cui era stata sottoposta non avevano mostrato nulla di anomalo. Il test genetico eseguito alla 12a settimana di gestazione, invece, ha rivelato un alto rischio per la malattia rara. Di conseguenza, la futura mamma è stata invitata a seguire un iter diagnostico prenatale, con esecuzione di un’amniocentesi e un’ecocardiografia fetale morfologica, che hanno confermato la diagnosi.

Un risultato importante

Gli autori hanno spiegato che si tratta di una scoperta fondamentale. “Allo stato attuale possiamo affermare che solo la tecnica non invasiva su Dna fetale (NIPT) consente di identificare già nel primo trimestre di gravidanza questo tipo di patologie. Le normali tecniche invasive di routine non ricercano le microdelezioni, se non in casi particolari, e comunque intorno alla 20a settimana. Per questo motivo in futuro il ruolo della diagnosi prenatale non invasiva sarà sempre più importante e la ricerca in questo ambito contribuirà ad aumentare il grado di conoscenza e consapevolezza anche delle future mamme” hanno spiegato gli autori.

 

 

 
 
 

In breve

NON SOSTITUISCE GLI ESAMI TRADIZIONALI

Il test sul DNA fetale, per quanto utile, non sostituisce gli esami diagnostici conclusivi tradizionali, come amniocentesi e villocentesi. Per questo, è importante che la coppia decida come procedere con l’aiuto del ginecologo ed eventualmente del genetista.

 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti