Acido folico in gravidanza contro il rischio di autismo?

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 21/02/2018 Aggiornato il 12/05/2020

Gli integratori di acido folico in gravidanza sono raccomandati per prevenire alcune malformazioni, ma potrebbero avere un beneficio aggiuntivo.

Acido folico in gravidanza contro il rischio di autismo?

Assumere acido folico in gravidanza riduce il rischio di autismo. È quanto ipotizza uno studio norvegese dell’ospedale universitario di Haukeland. Partendo dal presupposto che le mamme che assumono farmaci antiepilettici durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di avere figli con disturbi dello spettro autistico, i ricercatori hanno incrociato i dati dei bambini esposti a questi farmaci in utero con quelli relativi all’assunzione di acido folico in gravidanza ed è emersa un’associazione inversa tra le concentrazioni di folato nel sangue materno e il grado di tratti autistici nei bimbi di 3 anni.

Più pericoli se la mamma soffre di epilessia

I figli nati da donne trattate con terapie antiepilettiche che non avevano preso acido folico durante la gestazione hanno mostrato più elevate probabilità di soffrire di autismo rispetto a quelli le cui madri avevano assunto questa vitamina. I rischi invece erano solo leggermente maggiori tra le donne senza epilessia che non assumevano acido folico durante la gestazione. Hanno dunque concluso che assumere acido folico in gravidanza riduce il rischio di autismo.

Gli altri benefici dell’acido folico

L’acido folico, o vitamina B9, concorre alla sintesi del Dna, delle proteine, alla formazione dell’emoglobina ed è importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come i tessuti embrionali. È essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, e forse anche di altri difetti e malformazioni congenite, come la labio-palatoschisi e alcuni difetti cardiaci congeniti.

Quanto ne serve

Come raccomandato dal Network italiano promozione acido folico per la prevenzione primaria di difetti congeniti, una donna in età fertile, che preveda o non escluda una gravidanza, dovrebbe assumere una quantità aggiuntiva di 0,4 mg al giorno, a partire almeno da un mese prima del concepimento fino al terzo mese di gravidanza. Una riduzione dell’assorbimento di acido folico e un conseguente aumento del fabbisogno possono derivare dall’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici ed estroprogestinici), da un elevato consumo di alcol, dal diabete, dalla celiachia, da malattie da malassorbimento e da alcune varianti di geni coinvolti nel metabolismo dei folati.

 
 
 

Lo sapevi che?

Le donne che rientrano in gruppi ad alto rischio, come quelle affette da epilessia, potrebbero avere bisogno di quantità maggiori di acido folico in gravidanza rispetto a quelle raccomandate in generale.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Una gravidanza dopo aver smesso l'”anello”: quanto ci vuole?

13/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

La possibilità di rimanere incinta dopo aver smesso la contraccezione ormonale varia da donna a donna: generalizzare non si può.  »

Mi aiutate a togliergli il pannolino?

07/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Pazienza, perseveranza, leggerezza, disponibilità servono tutte quando arriva il momento di aiutarlo a dire addio al pannolino (anche per la cacca).   »

Timore per la vaccinazione antimeningite: è fondato?

05/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

La possibilità di poter vaccinare i propri bambini contro le malattie che potrebbero causare la loro morte è un enorme privilegio, purtroppo non sempre compreso in quanto in Italia vi è una cultura sanitaria insufficiente, nonostante il nostro SSN sia tra i migliori del mondo.  »

Fai la tua domanda agli specialisti