Acido folico in gravidanza contro il rischio di autismo?

Roberta Camisasca Pubblicato il Aggiornato il 09/08/2018

Gli integratori di acido folico in gravidanza sono raccomandati per prevenire alcune malformazioni, ma potrebbero avere un beneficio aggiuntivo: prevenire l’autismo

Assumere acido folico in gravidanza riduce il rischio di autismo. È quanto ipotizza uno studio norvegese dell’ospedale universitario di Haukeland. Partendo dal presupposto che le mamme che assumono farmaci antiepilettici durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di avere figli con disturbi dello spettro autistico, i ricercatori hanno incrociato i dati dei bambini esposti a questi farmaci in utero con quelli relativi all’assunzione di acido folico in gravidanza ed è emersa un’associazione inversa tra le concentrazioni di folato nel sangue materno e il grado di tratti autistici nei bimbi di 3 anni.

Più pericoli se la mamma soffre di epilessia

In particolare i bambini le cui madri erano state trattate per l’epilessia e non avevano assunto acido folico in gravidanza hanno mostrato più probabilità di avere tratti autistici rispetto a quelli le cui madri avevano assunto l’acido folico nei nove mesi. I rischi invece erano solo leggermente maggiori tra le donne senza epilessia che non assumevano acido folico in gravidanza.

Gli altri benefici dell’acido folico

L’acido folico, o vitamina B9, concorre alla sintesi del Dna, delle proteine, alla formazione dell’emoglobina ed è importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come i tessuti embrionali. È essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, e forse anche di altri difetti e malformazioni congenite, come la labio-palatoschisi e alcuni difetti cardiaci congeniti.

Quanto ne serve

Come raccomandato dal Network italiano promozione acido folico per la prevenzione primaria di difetti congeniti, una donna in età fertile, che preveda o non escluda una gravidanza, dovrebbe assumere una quantità aggiuntiva di 0,4 mg al giorno, a partire almeno da un mese prima del concepimento fino al terzo mese di gravidanza. Una riduzione dell’assorbimento di acido folico e un conseguente aumento del fabbisogno possono derivare dall’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici ed estroprogestinici), da un elevato consumo di alcol, dal diabete, dalla celiachia, da malattie da malassorbimento e da alcune varianti di geni coinvolti nel metabolismo dei folati.

 
 
 

Lo sapevi che?

Le donne che rientrano in gruppi ad alto rischio, come quelle affette da epilessia, potrebbero avere bisogno di quantità maggiori di acido folico in gravidanza rispetto a quelle raccomandate in generale.

 

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