Antibiotici in gravidanza, possibili rischi per il neonato

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 10/04/2020 Aggiornato il 10/04/2020

Uno studio inglese rivela che alcuni antibiotici, se assunti nel primo trimestre di gravidanza, possono essere dannosi per la salute del neonato. Ecco quali

Antibiotici in gravidanza, possibili rischi per il neonato

Uno studio dell’University College di Londra, pubblicato sul British Medical Journal, ha rivelato come alcuni antibiotici comunemente prescritti, come claritromicina ed eritromicina (e tutti gli altri appartenenti alla classe dei macrolidi), possano essere associati a un rischio di importanti difetti congeniti nel neonato, in particolare malformazioni cardiache, se assunti durante i primi tre mesi di gravidanza.

Non tutti gli antibiotici sono sicuri nei 9 mesi

Gli scienziati hanno monitorato per circa sei anni la salute di più di 104mila bambini nati nel Regno Unito tra il 1990 e il 2016, le cui madri avevano ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, macrolidi o penicillina durante la gravidanza. L’interesse era rivolto in modo particolare alle malformazioni più importanti alla nascita e a quattro disturbi del neurosviluppo (paralisi cerebrale, epilessia, Adhd e disturbo dello spettro autistico). 
Nello studio sono stati coinvolti come gruppo di controllo anche 82mila bambini le cui madri avevano ricevuto una prescrizione di antibiotici (macrolidi o penicillina) prima della gravidanza e i 54mila fratelli del gruppo sperimentale. 
Dall’analisi dei dati è emerso che nel gruppo delle madri cui erano stati prescritti macrolidi si sono registrati 186 casi di malformazioni neonatali su 8.632 bambini (21,55 per 1.000), mentre nel gruppo delle donne che avevano assunto penicillina i casi di malformazioni sono stati 1.666 su 96mila bambini (17,4 per 1.000). 

Il primo trimestre è il periodo più a rischio

Il periodo di maggior rischio si è rivelato essere il primo trimestre di gravidanza: il rischio di malformazioni alla nascita era di 28 per 1.000 rispetto a 18 per 1.000 nel gruppo della penicillina. L’impatto maggiore si è avuto sul cuore: nel gruppo delle mamme che avevo preso i macrolidi, i neonati con malformazioni cardiache erano 10 su mille (in confronto a 6 su 1.000 dell’altro gruppo). Non è invece stata trovata alcuna associazione tra l’uso dei macrolidi e l’incidenza dei quattro disturbi del neurosviluppo che erano stati presi in considerazione all’inizio della ricerca.
Ruth Gilbert, tra gli autori dello studio, ha spiegato che i macrolidi dovrebbero essere usati con cautela durante la gravidanza e se esistono antibiotici alternativi andrebbero scelti questi, in attesa di ulteriori ricerche.

 

 
 
 

Da sapere!

Non è stato ancora individuato il meccanismo per il quale l’eritromicina e i suoi simili provocano talvolta danni al feto. Le donne non dovrebbero, però, smettere in assoluto di prendere antibiotici in caso di bisogno, poiché le infezioni non curate possono rappresentare un rischio ancora maggiore per il nascituro.

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