Cosa provano lei e lui quando scoprono di diventare genitori

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/01/2015 Aggiornato il 23/01/2015

Gioia, incredulità, ma talvolta anche paura per le nuove responsabilità verso cui si va incontro. La notizia che è in arrivo un bebè è accompagnata da un mix di emozioni

Cosa provano lei e lui quando scoprono di diventare genitori

EMOZIONI la scoperta che è in arrivo il bebè

Che cosa prova lei

Le emozioni che si susseguono nella donna dai primi giorni di ritardo delle mestruazioni alla scoperta di essere incinta sono davvero tante. Se la gravidanza era da tempo programmata e desiderata la donna si trova improvvisamente a vivere in uno “stato di grazia”; ma non c’è da stupirsi o sentirsi in colpa se invece, magari perché il bambino è arrivato quando meno ce lo si aspettava, nei primi giorni ci si sente instabili di umore, facilmente irritabili o ansiose. Anche il fatto di condividere la notizia con il partner può comportare diverse sensazioni nella futura mamma, che si trova a domandarsi che effetto farà la notizia sul compagno o a pensare come dirglielo. In ogni caso, sia che il bimbo sia atteso sia che invece il suo arrivo sia una “sorpresa”, è bene coinvolgere il partner per primo. Alcune donne, infatti, specialmente le più giovani, sono tentate di condividere la bella notizia con la mamma o con l’amica del cuore, ma in questo modo il rischio è che il compagno si senta da subito messo da parte ed “estromesso” dalla gravidanza.

Che cosa prova lui

Ogni uomo, quando scopre che presto diventerà papà, rimane sorpreso, sia nel caso in cui la coppia stesse cercando da tempo di avere un bambino sia nel caso in cui invece il bebè sia arrivato inaspettatamente. La notizia provoca, infatti, un vero e proprio mutamento del modo di stare al mondo: fare un figlio è una cosa del tutto diversa da tutto quello che si è costruito finora, in quanto non lascia una “via di ritorno”. La notizia scatena un’esplosione di sentimenti ed emozioni, che saranno presto affiancate da un forte senso di responsabilità: una delle sensazioni più condivise dai futuri papà è quella di lasciare per sempre alle proprie spalle la giovinezza. Si tratta di una reazione comprensibile, con cui si cerca di “dribblare” il problema della responsabilità di diventare genitore. È per questo che, nei mesi successivi alla rivelazione, molti iniziano a pensare a come guadagnare di più e a mettere nel lavoro tutta l’energia che è difficile incanalare in direzione dell’obbiettivo reale. Di fronte alla paura di non essere adeguati e alla difficoltà di non sapere come comportarsi con la compagna, l’uomo tende ad adottare le soluzioni già sperimentate nei secoli, quando la mamma si occupava di crescere i figli e il padre andava a cacciare per procurare il cibo alla famiglia.

EMOZIONI quando dire che si aspetta

Diventare mamma è un’emozione così intensa che la tentazione è di alzare il telefono per comunicare la notizia ai parenti e agli amici più cari. Spesso però ci si trattiene, per il timore che ci possa essere qualche problema e che si debba smentire un annuncio comunicato troppo presto. È per questo che, in genere, si aspetta a dire che è in arrivo un bebè alla conclusione del primo trimestre, in quanto si tratta del periodo più a rischio per la gravidanza. Prima di questo termine la notizia, di norma, viene condivisa solo con i parenti più stretti, come i genitori. Non sempre è facile, però, per la donna vivere serenamente questa fase di passaggio: la futura mamma, specialmente se lavora, può sentirsi a disagio per diversi motivi, per esempio nel caso soffra di nausee ricorrenti, che determinano uno stato continuo di malessere, o se ha la sensazione che qualcuno possa accorgersi del suo stato anzitempo a causa delle forme del corpo modificate, come un seno improvvisamente più voluminoso.

Da sapere
Per legge è obbligatorio comunicare al datore di lavoro il proprio stato di attesa una volta che è stato accertato: anche se non viene indicato un termine preciso, è buona norma dare la notizia non oltre il terzo mese do gravidanza, sia per dare il tempo di organizzare un’eventuale sostituzione sia per poter godere dei permessi retribuiti per esami o visite. Nei nove mesi, inoltre, la donna non può essere adibita al trasporto e al sollevamento di pesi né a lavori pericolosi, faticosi e insalubri: in questo caso, comunicare la notizia è indispensabile per chiedere al datore di lavoro di essere spostata di mansione.

 COPPIA i dubbi sul sesso

Dopo la scoperta che è in arrivo un bebè, spesso affiorano dubbi e paure che coinvolgono anche la vita sessuale: ecco le risposte agli interrogativi più frequenti.

  • è meglio evitare i rapporti?

È diffusa ancora la convinzione che in gravidanza sia necessario astenersi dai rapporti sessuali, in quanto potrebbero essere dannosi per il feto. In realtà, se tutto procede bene, non ci sono controindicazioni, anzi fare l’amore aiuta la coppia a continuare a sentirsi tale prima ancora che futuri genitori. Solo in qualche caso il ginecologo potrà consigliare di evitare i rapporti nel primo trimestre, per esempio se si è già avuto un aborto spontaneo.

  • la penetrazione può essere rischiosa per il bambino?

Anche il timore che il rapporto sessuale possa recare danno al feto è infondata, in quanto esso è immerso nel liquido amniotico e protetto dal sacco amniotico in utero, un organo ben separato dalla vagina, ossia la zona interessata dall’atto sessuale. Il bimbo quindi non percepisce i movimenti legati al rapporto sessuale.

  • può calare il desiderio nella donna?

È un luogo comune diffuso quello secondo cui nella donna incinta scompare il desiderio di fare l’amore. In realtà, le variazioni ormonali cui è sottoposto l’organismo della gestante non interferiscono con il piacere: se il problema si presenta, la causa è semmai di origine psicologica e va ricercata quindi nel modo diverso in cui talvolta la donna vive il nuovo stato.

EMOZIONI le paure della futura mamma

Nei primi mesi di gravidanza, è normale che nella mente della futura mamma si accavallino diversi timori, dalla paura di non riuscire a portare a termine la gravidanza alle preoccupazioni sulla salute del bambino che si sta formando nel pancione. Tuttavia, se una piccola dose di ansia è pressoché inevitabile, bisogna cercare di contenere le preoccupazioni eccessive, quelle cioè che finiscono con l’interferire con lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Condividere queste sensazioni con il partner o chiedere consiglio al proprio ginecologo può essere d’aiuto per eliminare i timori infondati.

COPPIA rendere partecipe il partner

Fin dall’inizio della gravidanza, la futura mamma è sicuramente la più coinvolta dai cambiamenti indotti dal nuovo stato: questo perché, a causa delle modificazioni del corpo e dei piccoli disturbi che possono comparire, non può fare a meno di pensare, giorno dopo giorno, a quello che sta succedendo dentro di lei e al fatto che presto diventerà mamma. Non altrettanto avviene per il compagno, che quindi può sentirsi, talvolta, estromesso dall’evento e in secondo piano rispetto alla coppia mamma-bambino. Perché questo non avvenga, è importante l’atteggiamento di entrambi i partner: da un lato, la futura mamma dovrà cercare di coinvolgerlo fin dall’inizio, evitando di fargli percepire la sensazione di essere solo lei ad aspettare il bambino, ma condividendo con il partner tutte le nuove emozioni. Dall’altro lato, anche il futuro papà dovrà essere più partecipe, per esempio offrendosi, quando possibile, di andare insieme alla propria compagna alle visite periodiche dal ginecologo.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Bimbo di 16 mesi molto vivace: che fare?
16/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

E' normale che a 16 mesi il bambino voglia misurarsi con le sue nuove capacità psicomotorie: quello che gli si deve impedire è di farsi male, ma in generale è meglio non eccedere con i no.  »

Dubbi sulla lunghezza della circonferenza cranica
15/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

La valutazione dell’andamento della crescita del cranio è un dato molto importante nel primo anno di vita e deve essere confrontato con il peso, la lunghezza e più genericamente con lo sviluppo globale del bambino.  »

Quanto peserà il mio bambino?
21/06/2019 Gli Specialisti Rispondono

L'ecografia fornisce una stima del peso del bambino, che va considerata con prudenza in quanto il margine di errore in più o in meno è circa del 10 per cento. Indicare quanto peserà esattamente il bambino alla nascita non è dunque possibile.   »

Fai la tua domanda agli specialisti