Virus Zika: in gravidanza è davvero pericoloso

È dimostrato che il virus Zika, trasmesso da alcune zanzare, è rischioso se contratto in gravidanza perché può causare malformazioni fetali. Ecco come difendersi

Il virus Zika causa microcefalia al feto se contratto dalla donna in gravidanza: è arrivata la conferma scientifica, dopo mesi di ipotesi e supposizioni, anche da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità. La microcefalia è una grave condizione in cui un bambino ha una testa più piccola del normale, dovuta a un anomalo sviluppo del cervello durante la gravidanza o i primi anni di vita: questo determina problemi di sviluppo e apprendimento durante la crescita.

Tante cause alla base

La microcefalia può essere causata da fattori ambientali o genetici (sindrome di Down, uso di droghe o alcol da parte della mamma, esposizione a sostanze tossiche, infezione da rosolia in gravidanza): ora si sa che anche il virus Zika può determinarla.

Con una puntura di zanzara

Si tratta del primo virus trasmesso da artropodi con un’associazione dimostrata tra infezione in gravidanza e microcefalia fetale. Si trasmette tramite la puntura della zanzara Aedes Aegypti: non è possibile il contagio diretto da persona a persona, mentre può avvenire da madre a figlio attraverso la placenta.

Da madre a figlio

Da studi effettuati in Polinesia emerge che almeno “solo” l’1% delle infezioni in gravidanza dia luogo a feti o bambini malformati: secondo l’Istituto superiore di sanità, il rischio è inferiore a quello di un’infezione da rosolia o citomegalovirus. Ma servono altri dati, perché c’è chi dice che sia molto più pericoloso. I sintomi sono lievissimi o moderati: febbre, mal di testa, dolori articolari e muscolari, eruzioni cutanee, congiuntivite. Raramente possono comparire complicanze neurologiche (come la sindromedi Guillain-Barré) anche nell’adulto.

No ai viaggi a rischio

Ora che si ha la certezza che il virus Zika causa microcefalia al feto se contratto dalla donna in gravidanza, gli esperti ricordano l’importanza delle regole di prevenzione. Sconsigliati alle future mamme i viaggi nelle aree a rischio: Colombia, Brasile, Suriname, El Salvador, Guiana Francese, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Venezuela.

Proteggersi dalle punture di zanzare

Nel caso sia indispensabile recarsi in zone endemiche, fondamentali le precauzioni anti punture di zanzare: non esporsi nelle ore più fresche (mattino e tramonto), vivere in ambienti con aria condizionata, coprire braccia e gambe, usare repellenti autorizzati per l’uso in gravidanza.

 

 

 
 
 

DA SAPERE

 

IN ITALIA RISCHIO BASSISSIMO

Il rischio di complicanze sul feto è maggiore nel primo trimestre. In Italia è presente un vettore potenzialmente in grado di trasmettere l’infezione, ma il rischio è basso e comunque limitato solo al periodo estivo, soprattutto se si applicano le precauzioni anti zanzara.

 

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