A cura di Miriam CestaPubblicato il 11/01/2019Aggiornato il 14/01/2019
La gestosi può creare seri problemi alla sviluppo del bambino. Ecco perché il nuovo test predittivo può avere una rilevanza molto importante
La prevenzione in campo medico può fare la differenza. E questo è particolarmente vero durante la gravidanza con malattie come la gestosi. Messo a punto dal Royal Women’s Hospital di Melbourne, il nuovo test per la gestosi può, infatti, in grado di prevedere le donne che potranno soffrire di questa malattia, condizione correlata all’aumento della pressione sanguigna e delle proteine nelle urine della madre, e potenzialmente letale sia per la futura mamma sia per il nascituro.
Un problema della placenta
La gestosi è un disturbo grave che può interessare le donne in gravidanza: colpisce una donna incinta su 20 e può causare danni a cervello, fegato e reni, oltre a ridurre l’apporto di ossigeno e di nutrimento al nascituro, causando quindi problematiche come ritardo di crescita nell’utero, nascita prematura e, in alcuni casi, aborto. Solitamente compare in modo improvviso, nella seconda parte della gestazione, e per evitare danni è fondamentale diagnosticarla per tempo. Al momento non esiste cura. Ecco perché il nuovo test per la gestosi è particolarmente importante.
L’esame del sangue
Il test funziona mediante la misurazione di due proteine che vengono rilasciate dalla placenta e si trovano a livelli anormali nelle donne che svilupperanno la gestosi. Come ha spiegato Abc Shaun Brennecke, direttore del centro per la gravidanza del Royal Women’s Hospital, “è un ottimo test predittivo per individuare le donne che potranno contrarre la gestosi durante le fasi avanzate della gravidanza. In caso il test per la gestosi risulti positivo si intensifica la vigilanza in modo da avviare in tempo le terapie mediche per evitare problemi alla donna e al bimbo”.
Lo sapevi che?
Il test per la gestosi è preciso al 99% nel predire che la condizione non si svilupperà entro la settimana successiva e al 95% che non si svilupperà nelle seguenti quattro settimane.
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