Bambini: ancora troppe le morti prenatali

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 23/02/2016 Aggiornato il 23/02/2016

Numeri sconcertanti quelli relativi ai bambini che per diverse ragioni nascono morti: malattie, stile di vita, parto ritardato. Che cosa si può fare?

Bambini: ancora troppe le morti prenatali

Più di 7mila bambini muoiono nel mondo ogni giorno negli ultimi 3 mesi di gravidanza, nel 50% dei casi durante il parto. Lo afferma la rivista Lancet, secondo cui il problema è prevenibile con una migliore assistenza alle mamme. La causa principale per cui i bambini nascono morti è il parto ritardato rispetto alla data presunta, che contribuisce per il 14%. Il 10% dei casi è dovuto a problemi di salute delle mamme, come malnutrizione, obesità, fumo, malattie come diabete, tumori o problemi cardiovascolari.

Gestosi ed età materna

L’8% delle morti prenatali è causato da infezioni da malaria e circa l’8% da sifilide. Anche l’età della mamma superiore ai 35 anni ha un ruolo nel 6,7% dei casi, mentre nel 5% il problema è la preeclampsia, cioè l’innalzamento eccessivo della pressione sanguigna della futura mamma.

Fondamentale la prevenzione

La maggior parte di queste morti è prevenibile attraverso una migliore qualità delle cure prima e durante la nascita: il ritorno economico derivante dall’adozione di adeguate misure sanitarie atte a ridurre le morti dei nascituri è quadruplo rispetto all’investimento necessario da parte del sistema sanitario. Il 98% delle 2,6 milioni di morti annue avviene nei Paesi a medio e basso reddito, soprattutto Africa, ma i Paesi ricchi non sono immuni. L’Islanda, che ha la cifra più bassa al mondo, vede 1,3 nati morti ogni mille nati, valore che è un terzo rispetto a quello dell’Italia che ne conta 3,3 mentre la Francia ne ha 5. Fanalino di coda il Pakistan, con 43 nati morti ogni mille totali.

Ridurre il rischio complicanze

Il ministero della Salute ricorda l’importanza di uno stile di vita sano per ridurre il rischio di complicanze durante la gestazione e il parto. Tenere sotto controllo il peso, non fumare e prevenire le infezioni sono solo alcune delle misure necessarie.

Niente alcol e meno sale

Da limitare: caffè e tè (la caffeina attraversa la placenta), sale (aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e ipertensione), zuccheri semplici e grassi da condimento. Niente alcolici, a eccezione (se proprio non si riesce a farne a meno) di un bicchiere di vino al pasto. L’alcol giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto, ma questo non può metabolizzarlo perché è privo degli enzimi adatti: di conseguenza l’alcol e i suoi metaboliti si accumulano nel sistema nervoso e in altri organi, danneggiandoli. Questo, insieme al fumo e al sovrappeso, è uno dei motivi per cui più di 7mila bambini muoiono nel mondo ogni giorno negli ultimi 3 mesi di gravidanza. 

 

 

 
 
 

da sapere!

Contro il rischio di preeclampsia, chi è predisposto dovrebbe fare attenzione, controllando spesso la pressione e curando i denti (le infezioni gengivali sono un fattore di rischio). 

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Ragazzina di 12 anni con problemi di comportamento

04/05/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

I 12 anni possono essere un'età complicata, ma la pazienza unita a un ascolto attento e affettuoso possono aiutare a fronteggiarli senza troppi scossoni.   »

Fibromi in gravidanza: sono pericolosi?

02/05/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

I fibromi in sé non costituiscono un pericolo per il bambino in utero, tuttavia è importante tenerli monitorati.  »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Fai la tua domanda agli specialisti