Hiv: troppi i contagi prenatali

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 28/07/2016 Aggiornato il 28/07/2016

In Italia sono disattese le linee guida per la prevenzione dell’Hiv in gravidanza. Ancora molti i casi di infezione

Hiv: troppi i contagi prenatali

Se si ha intenzione di avere un figlio, è indispensabile sottoporsi al test dell’ Hiv, soprattutto se non si conosce il proprio stato sierologico. La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire complicazioni alla mamma e al bambino. Nel caso in cui si scopra di avere contratto il virus, infatti, si possono approntare gli interventi necessari per ridurre il rischio di trasmissione al piccolo, oltre che al partner. Questo però molto spesso non avviene, come denuncia la Lega italiana per la lotta contro L’aids (Lila).

Previsto un doppio test

“È gravissimo che nel 2016 in Italia una donna in gravidanza non sia sottoposta al test Hiv e che questo possa comportare la trasmissione del virus al figlio. Questo significa che le Linee guida sulla gravidanza sono state disattese”. È la denuncia del presidente della Lega italiana per la lotta contro l’Aids (Lila) Massimo Oldrini. “Le linee guida sulla gravidanza parlano chiaro – prosegue Oldrini -: a tutte le donne in gravidanza bisogna fare due test Hiv, uno nel primo trimestre e uno nell’ultimo trimestre della gestazione. Questi test permettono di escludere l’infezione da Hiv nella madre oppure di assicurarle le terapie che impediscono la trasmissione del virus al bambino”. 

Gli ultimi dati disponibili

Secondo i dati del bollettino del sistema di sorveglianza Hiv/Aids dell’Istituto superiore di sanità, i casi di Hiv pediatrico a causa della trasmissione materno infantile sono addirittura in aumento: nove casi registrati nel 2013-14 rispetto ai quattro del 2007-08. “Questo dato purtroppo conferma che nel nostro Paese non c’è sufficiente attenzione nei confronti dell’Hiv – conclude Oldrini -. Chiediamo alla ministra Beatrice Lorenzin, che si è tanto spesa sul tema della maternità, che garantisca il rispetto delle linee guida sulla gravidanza per quanto riguarda il test Hiv”.

 

 

 

 
 
 

In breve

SOLO LA MAMMA TRASMETTE L’HIV

L’Hiv può essere trasmesso al bimbo ne pancione solo nel caso in cui sia la madre ad averlo. Il termine scientifico che si utilizza in questi casi è “trasmissione verticale” e può avvenire durante la gravidanza, al momento del parto o attraverso l’allattamento al seno. Il rischio di trasmissione dell’Hiv dalla madre al figlio può essere molto ridotto con una terapia idonea durante la gravidanza, con il parto cesareo, con l’allattamento artificiale o con una terapia al neonato. Il padre, se Hiv positivo, non può mai trasmettere il virus direttamente al nascituro, ma è necessario che non lo trasmetta alla futura madre al momento del concepimento.

 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti