Sifilide e gravidanza: una relazione pericolosa

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/09/2017 Aggiornato il 11/09/2017

La sifilide, malattia a trasmissione sessuale, se contratta in gravidanza, può danneggiare irrimediabilmente il bambino

Sifilide e gravidanza: una relazione pericolosa

Negli Stati Uniti, la sifilide, infezione a trasmissione sessuale che negli ultimi 20 anni sembrava sensibilmente diminuita, comincia a far di nuovo paura. Ad affermarlo è la dottoressa Gail Bolan, direttore dell’autorevole ente governativo americano CDC, Centro per il controllo e la prevenzione della malattie sessualmente trasmesse, secondo cui l’infezione si sta diffondendo con rinnovata prepotenza in tutte le fasce sociali, a prescindere dall’etnia e dalle condizioni economiche.

Allerta anche in Europa

Il problema non riguarda comunque solo gli USA ma anche l’Europa, in quanto, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la malattia in calo a partire  dalla Seconda guerra mondiale, dal 1989 è andata incontro a un incremento nel paesi dell’Est. In tutto il mondo, colpisce circa 12 milioni di persone.

Quali rischi nei 9 mesi

Durante la gravidanza la sifilide non curata opportunamente può essere trasmessa al bambino, su cui può avere effetti devastanti, con conseguenze irreversibili. Per questa ragione, tra gli esami che vengono eseguiti di routine alle donne incinte nel primo trimestre di gravidanza c’è il test per la ricerca degli anticorpi anti-Treponema che, se vengono individuati, esprimono la presenza della malattia. In questa eventualità è possibile sia affrontare subito la cura sia tenere monitorato il bambino subito dopo il parto allo scopo di escludere che sia stato contagiato.  Secondo quanto indicato nel portale Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, un neonato va dimesso dall’ospedale solo quando è stato possibile escludere, grazie allo specifico test (meglio se ripetuto in prossimità del parto), che la mamma non è interessata dalla malattia. 

Come si evolve la malattie

La sifilide è causata dal batterio Treponema pallido. Si trasmette per contatto con una persona infetta, attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (orale, anale, vaginale). Dal momento del contagio alla prima manifestazione trascorrono in genere 3-4 settimane. Il sintomo caratteristico è il sifiloma, un nodulo duro di circa un centimetro, contenente siero, che compare nella zona genitale o del retto, più raramente su labbra e gengive. A fronte di questo segno si deve andare subito dal medico perché la guarigione è tanto più rapida quanto prima si assume la penicillina, l’antibiotico di prima scelta per contrastare l’infezione. La penicillina può essere eventualmente impiegata in qualunque epoca della gravidanza. Il partner sessuale abituale deve sottoporsi ai controlli per stabilire se ha subito il contagio.   

 

 

 
 
 

Da sapere!

L’uso del profilattico in caso di rapporti sessuali con partner occasionali rappresenta il modo più efficace di proteggersi dal contagio.

 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Si può cominciare lo svezzamento a quattro mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Le linee guida indicano, come epoca corretta per l'inizio dello svezzamento, i sei mesi. Di conseguenza è meglio non anticipare troppo questa data.   »

Macchie tra i dentini in un bimbo di 15 mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

In caso di discromie dello smalto si può attendere per vedere come evolve la situazione: se peggiora è consigliabile una visita ortodontica.   »

Fai la tua domanda agli specialisti