Singhiozzo del feto in gravidanza: perché compare e quando preoccuparsi

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 10/09/2025 Aggiornato il 10/09/2025

Indica che l'organismo del bambino nel ventre materno si sta sviluppando regolarmente, con la funzionalità nervosa e la formazione dell'apparato respiratorio e digerente. Se è troppo intenso o non si avverte più bisogna parlarne con il ginecologo.

Singhiozzo del feto in gravidanza: perché compare e quando preoccuparsi

Il singhiozzo del feto in gravidanza è un fenomeno piuttosto comune, che la donna inizia a percepire dal quarto mese in poi. È legato allo sviluppo dell’apparato respiratorio e digerente del bambino nel grembo materno e, se dura solo pochi minuti, non deve destare preoccupazione.

Si tratta infatti di una manifestazione normale del fatto che l’organismo del feto si sta sviluppando. Se però il singhiozzo continua per oltre 15-20 minuti, o se al contrario non si avverte più, è bene parlarne con il ginecologo.

Cosa fare

Quello che può fare la donna in attesa è cercare di capire se i lievi movimenti che avverte nella zona del pancione sono realmente legati al singhiozzo del feto in gravidanza. Questa manifestazione inizia dal quarto mese di gravidanza in poi, si fa più intenso con il procedere delle settimane fino ad essere avvertito nettamente dalla donna dalla 26a settimana.

La sensazione che provoca è molto diversa rispetto ai movimenti del feto, che si avvertono prima come un palpitare, un frullo d’ali o qualche lieve bolla d’aria. Il singhiozzo del feto è una serie di lievi sussulti che si susseguono a intervalli regolari, per qualche minuto.

Quando hanno inizio, la mamma può mettersi in posizione comoda, con una mano sull’addome. In questo modo riesce ad avvertire i leggeri singulti del bambino, i quali divengono più intensi con la crescita stessa del piccolo. Non esiste una regola valida in tutti i casi.

A volte i sussulti sono più intensi e regolari, in altri casi più lievi e discontinui, altre volte perfino impercettibili. Ci possono essere differenze, in questo senso, anche tra una gravidanza e l’altra.

I movimenti legati al singhiozzo del feto in gravidanza possono essere avvertiti in modo diverso anche a seconda della posizione in cui si trova la mamma. Per esempio, possono sembrare più intensi in posizione supina o da sedute, mentre si avvertono meno se ci si sdraia su un fianco.

Le cause del singhiozzo del feto

Il singhiozzo del feto in gravidanza è una manifestazione importante, indicativa del benessere del bambino in crescita. Le cause della sua comparsa sono legate alla formazione degli organi e alla differenziazione dei tessuti durante i nove mesi. A partire dal secondo trimestre, infatti, si sviluppa l’apparato digerente, si formano i polmoni nella minuscola cassa toracica. Si forma anche il diaframma, una membrana muscolare che divide gli organi della cavità toracica da quelli della zona addominale.

Questi organi iniziano a funzionare, anche se in modo diverso e molto primordiale rispetto a quando il piccolo sarà nato. Il sistema nervoso inizia però a svilupparsi e il feto inghiotte il liquido amniotico nel quale è immerso.

L’atto di deglutire e di rigurgitare il liquido amniotico è un riflesso nervoso che ha la funzione di esercitare l’apparato digerente. Il passaggio del liquido nel tubo digerente stimola il nervo frenico, una struttura che percorre il diaframma. Questo è soggetto a una serie di lievi contrazioni, proprio perché è già in funzione e dà luogo al singhiozzo esattamente come nel neonato.

È un segnale che il bambino in formazione sta allenando il riflesso della deglutizione e che il suo sistema digerente sta maturando.

Come farlo passare

Non ci si deve preoccupare e non è nemmeno necessario adottare particolari accorgimenti per farlo passare, nel caso si presenti in modo sporadico e non sia particolarmente intenso.

Se si manifesta spesso e con singulti piuttosto evidenti, è opportuno parlarne con il ginecologo, ma per alleviarlo sul momento ci si può sistemare in una posizione comoda, prendere qualche respiro profondo cercando di rilassarsi, bere un po’ d’acqua a piccoli sorsi, accarezzare il pancione rivolgendo qualche parola al proprio bimbo. È utile fare una breve passeggiata, anche semplicemente in casa, o cambiare posizione.

Spesso è sufficiente modificare in meglio le proprie abitudini quotidiane per ridurne l’intensità e la frequenza. Sembra infatti che il singhiozzo del feto in gravidanza compaia più frequentemente dopo un pasto abbondante o indigesto, con alimenti saporiti, oppure se la mamma ha assunto bevande gassate, troppo fredde o troppo calde. Sarebbe quindi importante per la gestante:

  • nutrirsi in modo leggero, senza esagerare con gli alimenti grassi e speziati
  • preferire cinque piccoli pasti a tre pasti abbondanti
  • bere acqua naturale non troppo fredda
  • non fare movimenti impegnativi soprattutto dopo il pasto.

Anche fumare in gravidanza e assumere alcolici sembrano essere fattori scatenanti per il singhiozzo del feto. È quindi essenziale eliminare del tutto queste cattive abitudini, come spiegano anche le Linee Guida del Ministero per la gravidanza fisiologica.

Oltre al singhiozzo, il fumo può causare problemi all’apparato respiratorio del bambino. L’alcol ha effetti dannosi tra cui problemi neurologici, riproduttivi, cardiaci fino alla pericolosa sindrome feto-alcolica.

Quando preoccuparsi

Il singhiozzo del feto non dovrebbe destare preoccupazione, a meno che non si presenti in modo così intenso da interferire con il sonno e il benessere della donna. È però bene parlarne con il ginecologo se gli episodi di singhiozzo:

  • sono frequenti, ossia sono in numero superiore a tre nell’arco della giornata
  • si prolungano, con una durata superiore ai 20 minuti.

Va avvisato il medico se il singhiozzo, prima avvertito regolarmente, improvvisamente non si sente più. È allora opportuno verificare le condizioni di salute generali del bambino, per capire se sta bene oppure c’è uno stato di sofferenza fetale. Se, per esempio, il singhiozzo del feto è frequente o intenso, ci potrebbe essere un problema al cordone ombelicale che non assicura un apporto sufficiente di ossigeno. Si effettuano quindi:

  • una visita ginecologica completa
  • un’ecografia, per valutare la vitalità e i movimenti del feto, oltre che per misurare la frequenza delle sue pulsazioni cardiache e le condizioni del cordone ombelicale
  • una flussimetria, esame che permette di studiare il flusso di sangue in due arterie della gestante.

In base al risultato di questi controlli, si decide se lasciare andare a casa la gestante oppure se è il caso di trattenerla per un ulteriore periodo di osservazione.

Photo by TC-Torres for pixabay

 
 
 

In breve

Il singhiozzo del feto compare dal quarto mese e, se è regolare e non troppo intenso, è tra gli indicatori del benessere del bambino. Se diventa frequente e intenso o al contrario scompare, meglio avvisare subito il ginecologo.

 

Fonti / Bibliografia

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