Streptococco B: rischioso in gravidanza: allo studio un vaccino

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 16/10/2019 Aggiornato il 16/10/2019

Un congresso fa il punto sui vaccini raccomandati in gravidanza: sì a influenza e pertosse, mentre per lo Streptococco B il vaccino è ancora in fase di studio.

Streptococco B: rischioso in gravidanza: allo studio un vaccino

Streptococco, influenza, pertosse: sono queste le malattie sotto la lente d’ingrandimento degli esperti giunti di recente a un Congresso di immunologia e infettivologia a Bilbao (Spagna). Si tratta di patologie potenzialmente pericolose in gravidanza, ma per alcune di queste è già disponibile il vaccino.

Tanti rischi associati

Per lo Streptococco di gruppo B questa possibilità ancora non c’è: l’infezione, se contratta in gravidanza, può causare aborti spontanei e altre complicanze. Nel mondo oltre 100.000 interruzioni di gravidanza e morti neonati potrebbero essere evitate grazie al vaccino, attualmente in fase di elaborazione. 

Oltre 20 milioni di donne in gravidanza nel mondo sono portatrici di questo batterio, associato al rischio di parto prematuro e asfissia alla nascita. I bebè nati da madri infette possono andare incontro a sepsi (infezione seria, anche letale), polmonite, meningite, ma anche infezioni del sangue, delle vie urinarie e, nei casi più gravi, decesso del bebè. Esiste una profilassi antibiotica che viene effettuata durante il parto per arginare questi rischi: è efficace nel ridurre l’incidenza della malattia a esordio precoce, ma quando l’infezione colpisce la donna in una fase avanzata della gravidanza, l’efficacia si riduce. Ecco perché è importante sviluppare vaccini contro lo Streptococco B nelle donne in gravidanza. 

Le vaccinazioni utili

Gli specialisti riuniti al congresso ricordano l’importanza di sottoporsi ai vaccini consigliati in quanto, così facendo, durante la gravidanza la futura mamma non solo protegge se stessa (l’organismo in gravidanza risulta più vulnerabile) ma garantisce l’immunità al nascituro, in quanto gli anticorpi specifici vengono trasferiti al feto attraverso la placenta, in modo totalmente sicuro. Tuttavia, l’adesione ai vaccini contro l’influenza e la pertosse non risulta ancora sufficiente da parte delle donne in gravidanza. In Europa, sebbene il 90% dei Paesi abbia ricevuto raccomandazioni specifiche, la copertura contro l’influenza è ancora bassa: nel 2014-2015 nella metà dei Paesi la copertura non arriva al 10%.

Sottovalutati i pericoli

Un neonato su 1.000 muore di pertosse nel mondo. Il vaccino può essere somministrato durante tutta la gravidanza, ma se eseguito tra la 27° e la 36° settimana, risulta più efficace. I programmi vaccinali non sono efficaci nel proteggere il bambino durante i primi due mesi di vita, che sono quelli più a rischio. La vaccinazione in gravidanza, dunque, rappresenta l’unico strumento per proteggere il bambino.

 
 
 

Da sapere!

I vaccini contro la pertosse sono combinati con quelli contro la difterite e il tetano.

 

Fonti / Bibliografia

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