Stress in gravidanza: sotto accusa anche il trasloco

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 06/09/2019 Aggiornato il 06/09/2019

Sono comprovati gli effetti negativi dello stress in gravidanza sulla salute di mamma e bebè. Anche un trasloco, faticoso e impegnativo, può scatenarlo. Meglio allora aspettare a cambiare casa

Stress in gravidanza: sotto accusa anche il trasloco

Cambiare casa durante i primi tre mesi di gravidanza, con lo stress che un trasloco può provocare, è tra i motivi di un aumentato rischio di parto prematuro e di basso peso alla nascita, secondo una ricerca della University of Washington School of Public Health di Seattle pubblicata online sul Journal of Epidemiology & Community Health.

Cambiare casa, che stress!

Il trasloco durante l’infanzia era già stato associato a un peggioramento dello stato di salute nei bambini, ma le conseguenze di quando si verifica in gravidanza non erano ancora state indagate. Il team ha selezionato 30.000 donne che avevano cambiato residenza durante il primo trimestre di gravidanza e 120.000 che invece non avevano traslocato. Dopo aver tenuto conto di altri fattori come lo status sociale, il trasloco durante i primi tre mesi di gestazione è stato associato a un aumento del 37% del rischio di basso peso alla nascita (6,4% vs 4,5%) e del 42% di parto prematuro (9,1% vs 6,4%) rispetto alle altre neomamme. Restano da capire le potenziali ragioni, ma le interruzioni nell’assistenza sanitaria, lo stress fisico dei movimenti, l’inevitabile stop anche del supporto sociale possono essere fattori scatenanti, suggeriscono gli autori dell’indagine.

Le conseguenze su mamma e bebè

Indagare questi aspetti è fondamentale perché è dimostrato che una condizione di stress cronico in gravidanza può nuocere sia alla mamma sia al bambino. Fin dai primi mesi di gestazione, infatti, il bebè “assorbe” gli stati d’animo e i cambiamenti psicofisici della madre: negli ultimi anni un numero crescente di studi ha messo in luce un’associazione tra sintomi di stress, ansia e depressione in gravidanza e alterazioni a livello fisiologico e comportamentale nella prole sin dalla prima infanzia (maggior tendenza al pianto, inconsolabilità, disturbi del sonno e dell’alimentazione, temperamento difficile) e più a lungo termine. Tuttavia i meccanismi attraverso i quali lo stress materno viene “comunicato” al feto, influenzandone lo sviluppo, sono ancora da chiarire.

Da sapere!

È essenziale intercettare il prima possibile una situazione di stress eccessivo in gravidanza e cercare di gestirlo al meglio, per il benessere di mamma e bebè.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Dubbio sull’intervallo di somministrazione dei vaccini

11/11/2019 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

Per ogni vaccino, compreso l'anti-meningococco B, è stato individuato l'intervallo tra la somministrazione delle dosi che assicura la migliore risposta del sistema di difesa naturale e, quindi, la migliore protezione.   »

Ovulazione: può verificarsi anche se si prende la pillola?

31/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Ci sono casi in cui, nonostante l'assunzione del contraccettivo orale, la donna continua a essere fertile: accade, per esempio, se è in sovrappeso.   »

Svezzamento: quali regole seguire?

30/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

le linee guida relative allo svezzamento sono molto cambiate rispetto ad alcuni anni fa: oggi vi è molta più libertà d'azione, da usare però secondo i criteri dettati dal buon senso. Ma se si vuole andare "alla vecchia", nulla lo vieta.   »

Fai la tua domanda agli specialisti