Covid 19 in gravidanza: trasmissione rara, i rischi per il feto?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 04/07/2022 Aggiornato il 04/07/2022

Col Covid-19 in gravidanza ci sono dei rischi per il feto anche se la trasmissione è rara. Andiamo a vedere cosa dice l'esperto

donna con covid 19 in gravidanza


Durante la pandemia di Sars-Cov-2, sia i futuri genitori sia il mondo scientifico si sono domandati spesso se sia possibile la trasmissione del Covid 19 in gravidanza. Dopo un primo momento, in cui sembrava che il passaggio del virus non avvenisse, si è scoperto che invece questa trasmissione si può verificare. Non erano però chiari alcuni aspetti, vale a dire perché in alcuni casi il virus passa dalla mamma al feto e in altri no. Una risposta arriva dagli esperti in Neonatologia dell’Università Paris Saclay.

Le donne in gravidanza possono trasmettere l’infezione al feto?

I ricercatori hanno scoperto che la trasmissione del Covid in gravidanza avviene in alcune situazioni. Questa scoperta è stata possibile analizzando sei donne in gravidanza, complicata da Covid-19 in cui si era verificata trasmissione del virus al feto attraverso la placenta. Le donne sono state confrontate con un gruppo di 14 future mamme in cui la trasmissione transplacentare non si era verificata. L’obiettivo era individuare le ragioni che, in qualche modo, favorivano il passaggio del virus. Si è scoperto che la trasmissione del Coronavirus attraverso la placenta era accompagnata da segnali di sofferenza fetale, denotate da anomalie del tracciato cardiaco. I casi di trasmissione riguardavano neonati con asfissia perinatale e altre condizioni che hanno richiesto manovre di rianimazione e ricovero in Terapia intensiva neonatale. I risultati dello studio sono stati pubblicati sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology.

 

È pericoloso il Covid-19 per il feto?

 

La conclusione alla quale sono giunti i ricercatori francesi concordano con quelli del registro del CDC americano presentati al convegno della Pediatric Academic Society. Questi mostrano che spesso il ricovero in terapia intensiva neonatale è dovuta alla trasmissione del Covid in gravidanza. Il virus provoca complicanze perché l’infezione da Sars-Cov-2 provoca una forte infiammazione della placenta, che risulta danneggiata e quindi riduce l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive al feto. Per questa ragione il bambino viene al mondo in condizioni di sofferenza ed è necessario sottoporlo a manovre di rianimazione. È un evento raro che riguarda solo una piccola parte delle donne in attesa, ma il mondo medico deve essere consapevole di questa possibilità.

Una donna in gravidanza può vaccinarsi contro il Covid-19?

La trasmissione del Covid in gravidanza si verifica più spesso nelle donne che contraggono la malattia in forma seria o  che hanno bisogno di essere ricoverate in terapia intensiva. Di conseguenza il vaccino, che evita di contrarre la malattia in forma seria, è una misura essenziale per preservare anche il benessere del neonato. Quindi gli esperti raccomandano ancora una volta l’importanza di sottoporsi al vaccino. È un modo di prendersi cura non solo di se stesse e del proprio bimbo, ma anche di preoccuparsi della gestione economica della sanità. I posti letto di Terapia intensiva neonatale rari preziosi, oltre che non sempre sufficienti in alcune aree. È quindi giusto lasciare posto ai piccoli che soffrono di malattie che non possono essere prevenute, al contrario di quello che succede difendendo i neonati con il vaccino contro il Covid fatto dalla mamma.

 

 
 
 

In sintesi

Quali complicanze provoca il Covid-19 ai bambini?

Se contratto nei primi anni di vita, la malattia ha un decorso mediamente migliore rispetto a quanto succede negli adulti e negli anziani. I bambini sono spesso asintomatici oppure mostrano sintomi lievi. Sviluppano però meno anticorpi rispetto agli adulti e hanno quindi una maggiore probabilità di ammalarsi nuovamente.

Quanto dura il periodo di incubazione del Covid 19?

 

L’incubazione, ossia il periodo che intercorre tra il contagio e la comparsa dei sintomi, secondo gli esperti varia da uno a 14 giorni.

 

Fonti / Bibliografia

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