Vaccinazioni in gravidanza: quali fare e perché

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Elisabetta Colonese - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 17/02/2026 Aggiornato il 17/02/2026

Ci si può sottoporre con tranquillità ai vaccini contro la pertosse e l’influenza stagionale. L’antinfluenzale previene complicanze nella mamma, l’antipertosse protegge il neonato nei primi mesi.

Vaccinazioni in gravidanza: quali fare e perché

Le vaccinazioni in gravidanza sono essenziali per proteggere la mamma dalle complicazioni di malattie infettive, alle quali è più esposta a causa del normale leggero abbassamento delle difese dell’organismo.

Inoltre sono importanti anche per il feto, perché riducono il rischio che l’infezione lo raggiunga e possa causargli problemi quando il suo organismo è ancora in formazione, oppure in coincidenza del parto.

Le vaccinazioni in gravidanza non sono obbligatorie, ma fortemente consigliate e quindi andrebbero scelte con consapevolezza, dopo aver chiesto il parere del proprio ginecologo.

Perché vaccinarsi in gravidanza

Durante la gravidanza, le difese naturali dell’organismo femminile subiscono un leggero abbassamento. Questo avviene per due ragioni. “In primo luogo, il corpo materno è un po’ più debole perché le energie sono dirottate a favorire la crescita del feto. Infatti, soprattutto nel primo trimestre, la sonnolenza e la stanchezza sono tra i segnali tipici della gravidanza” spiega la dottoressa Elisabetta Colonese, ginecologa a Milano. “Inoltre, le difese immunitarie si riducono anche per effetto ormonale, per evitare che il corpo materno “rigetti” il feto che sta crescendo, percependolo come un corpo estraneo”.

La diminuzione delle difese ha un duplice effetto. In primo luogo, rende il corpo della madre più suscettibile alle infezioni: in altre parole, in gravidanza è più facile entrare in contatto con un virus e ammalarsi. Inoltre, il calo dell’attività immunitaria fa sì che la donna possa andare incontro più facilmente a complicanze di un’infezione e che quindi debba seguire cure più lunghe e impegnative.

Conseguenze sul feto

Il feto stesso può subire le conseguenze dell’infezione, in qualsiasi fase della gravidanza. Alcuni virus infatti possono superare la barriera della placenta a causa della cosiddetta “trasmissione verticale”, quando cioè passa dalla gestante al bambino in crescita nel pancione.

A volte, gli agenti virali provocano solo qualche disturbo lieve, come un po’ di tachicardia, ma in altri casi possono incidere sullo sviluppo corretto del feto, soprattutto se l’infezione avviene nei primi mesi.

Le vaccinazioni in gravidanza, poi, sono importanti anche per difendere il bambino subito dopo la nascita, in modo particolare nei primi tre mesi quando il piccolo non ha ancora iniziato il suo percorso vaccinale. In questa fase alcune infezioni, in modo particolare la pertosse, possono avere conseguenze molto serie sul neonato.

Vaccini possibili in gravidanza

Le vaccinazioni in gravidanza sono essenzialmente due: per l’influenza stagionale e per la pertosse. Sono le uniche in grado di proteggere il feto senza causargli problemi. Altri vaccini fondamentali, per esempio quello contro la rosolia, andrebbero effettuati prima di restare incinta.

Vaccino anti-influenzale in gravidanza

Tra le vaccinazioni in gravidanza è fondamentale effettuare quello contro l’influenza stagionale, che andrebbe scelto nel secondo e nel terzo trimestre dalle donne che sono in questa fase gestazionale durante il periodo dell’influenza.

“Il vaccino antinfluenzale in gravidanza riduce del 50% il rischio di ammalarsi e comunque rende l’eventuale infezione molto più lieve, contrastando il rischio di complicanze come per esempio bronchiti e polmoniti” aggiunge la specialista. “Si tratta di un vaccino sicuro, che contiene virus inattivati. Questi non causano l’infezione attiva ma stimolano le difese a produrre anticorpi mirati”.

Vaccino anti-pertosse in gravidanza

Il vaccino contro la pertosse è contenuto nel dTpa, ossia nella vaccinazione che protegge da difterite, tetano e pertosse. In modo particolare quest’ultima infezione, dovuta a un batterio chiamato Burdetella pertussis, è pericolosa per il neonato perché può provocare seri disturbi respiratori.

Nei primi tre mesi, infatti, il bimbo è suscettibile a infezioni e non ha ancora iniziato il programma vaccinale, che comprende anche il vaccino contro la pertosse. Può quindi contrarla non solo dalla mamma, ma da qualsiasi adulto e anche da eventuali fratellini non vaccinati. La gestante dovrebbe quindi vaccinarsi tra la 27a e la 30a settimana. Tutte le persone che entrano in contatto con un neonato dovrebbero scegliere la vaccinazione dTpa, anche se l’hanno già eseguita in passato oppure se si sono ammalati di pertosse. L’immunità di questa infezione infatti tende a calare nel tempo ed è possibile ammalarsi nuovamente.

Sia il vaccino antinfluenzale sia il vaccino contro la pertosse andrebbero ripetuti a ogni gravidanza.

Quali vaccinazioni fare prima

Se le vaccinazioni in gravidanza sono essenzialmente due, ve ne sono altre che andrebbero effettuate prima della gestazione, con l’obiettivo di proteggere indirettamente la salute del bambino una volta che la donna resta incinta.
“In età fertile sarebbe opportuno effettuare il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella per difendere il feto dalle conseguenze di queste infezioni” suggerisce la dottoressa Colonese. “In modo particolare la rosolia può causare malformazioni e disturbi a vista e udito. Va assolutamente fatta al di fuori di una gravidanza”. Inoltre, la donna dovrebbe proteggersi fin dall’età adolescenziale con il vaccino contro l’Hpv, un virus che può causare tumori al collo dell’utero.

photo by Frank Merino for pexels

 
 
 

In breve

Sono due le vaccinazioni che andrebbero eseguite in gravidanza. Una è quella contro l’influenza stagionale, per prevenire il rischio di aborto ed evitare complicanze alla mamma. L’altra è quella per la pertosse, con l’obiettivo di proteggere soprattutto il neonato privo di difese

 

Fonti / Bibliografia

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