Vena cava in gravidanza: cos’è e sintomi di compressione

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 14/06/2024 Aggiornato il 14/06/2024

Questa sindrome si può verificare nell'ultima parte della gestazione: ecco cos'è, come riconoscerla e cosa fare.

Vena cava in gravidanza

La sindrome da ipotensione supina, conosciuta anche come sindrome vena cava in gravidanza, è uno dei tanti mutamenti che avvengono durante i nove mesi e che talvolta danno origine a qualche problema. Si tratta in breve di un disturbo circolatorio che si verifica quando, negli ultimi mesi di gravidanza, ci si distende sulla schiena schiacciando la vena cava – un’importante vena che si trova nella cavità addominale – con il peso dell’utero e impedendo così al sangue di fluire liberamente, con un conseguente abbassamento della pressione arteriosa. I sintomi possono essere capogiri, pallore, sudorazione e svenimenti. Per fortuna evitare che questo accada non è difficile, basta assumere una posizione corretta per dormire in gravidanza, ovvero sul fianco sinistro, in modo da permettere un maggior flusso di sangue al condotto venoso.

Dove si trova la vena cava e che ruolo ha

La vena cava è il tronco venoso più ampio del nostro corpo. Si trova nella cavità addominale destra e ha un compito importante: quello di raccogliere il sangue povero di ossigeno da tutte le vene periferiche e di trasportarlo al cuore. Più nel dettaglio, possiamo distinguere la vena cava inferiore, che raccoglie il sangue proveniente dalle gambe e dall’addome, e la vena cava superiore. È la vena cava inferiore che in genere nell’ultimo trimestre di gravidanza può essere compressa dal peso dell’utero durante il riposo. Quando questo accade il sangue fa fatica a circolare e la pressione arteriosa diminuisce, dando luogo ai disturbi tipici della sindrome della vena cava.

Sintomi che c’è compressione della vena cava in gravidanza

La crescita del feto nell’utero provoca numerosi cambiamenti e anche qualche disagio proprio per la sua esigenza di trovare uno spazio sempre maggiore all’interno del corpo della mamma. Basti pensare che l’utero normalmente pesa circa 70 grammi, mentre verso la fine della gravidanza arriva a pesare circa un chilo, a cui aggiungere un litro circa di liquido amniotico e tre chili e oltre di feto. Tra i disturbi a cui si può andare incontro c’è anche una compressione meccanica della vena cava e dell’aorta addominale, che determinano delle variazioni della pressione arteriosa e in particolare della pressione diastolica, cioè il suo valore minimo, che tende a diminuire. Questo provoca una diminuzione del ritorno venoso al cuore e di conseguenza la riduzione della gittata cardiaca; allo stesso tempo si ha un innalzamento della pressione femorale, che può causare un edema gravidico degli arti inferiori.

I sintomi della sindrome della vena cava in gravidanza, che si può manifestare durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza quando la futura mamma è in posizione supina, sono:

  • calo della pressione sanguigna;
  • sudorazione;
  • pallore;
  • nausea;
  • vertigini;
  • tachicardia;
  • difficoltà di respirazione;
  • capogiri;
  • sensazione di svenimento;
  • edema delle gambe.
Vena cava in gravidanza

Foto di Carlos Santiago da Pexels

Ci sono rischi per il feto?

Quando si riposa o si dorme in posizione supina non si rischia solo di accusare i sintomi dovuti alla compressione della vena cava, ma si potrebbe mettere a rischio anche la salute del proprio bimbo. In questa posizione, infatti, i parametri cardiovascolari materni peggiorano, ma anche l’ossigenazione fetale subisce delle alterazioni: alcuni studi sembrerebbero avvalorare una correlazione tra questa posizione e il rischio di morte fetale in utero; si raccomanda quindi di non dormire abitualmente in posizione supina, soprattutto nell’ultimo periodo della gravidanza.

La posizione corretta per dormire

La compressione della vena cava in gravidanza si verifica quando la donna è distesa in posizione supina, cioè sdraiata a pancia in su. Non appena si avvertono i sintomi è quindi meglio cambiare posizione. Ma come dormire comodamente durante la gravidanza? Per evitare la sindrome della vena cava in gravidanza si può ad esempio dormire sul fianco sinistro o su quello destro con le gambe leggermente flesse. In generale si consiglia di dormire sul fianco sinistro, in modo da agevolare maggiormente il flusso sanguigno della vena cava (situata a destra dietro il fegato), magari aiutandosi anche con uno o più cuscini per trovare una posizione davvero comoda, che permetta di riposare al meglio. A questo proposito si possono usare anche alcune tipologie di cuscini studiate appositamente per la gravidanza, anche per evitare il mal di schiena, un altro disturbo molto comune in gravidanza. Si tratta di cuscini tubolari o a forma di mezzaluna, che possono essere posizionati tra le ginocchia oppure per sostenere il pancione e migliorare così la qualità del sonno in gravidanza. In un secondo momento possono essere utilizzati anche come cuscino per l’allattamento.

Foto di copertina di Andrea Piacquadio da Pexels

 

In breve

Molte donne nell’ultima parte della gestazione accusano capogiri e sensazione di svenimento. Potrebbe trattarsi della sindrome della vena cava in gravidanza a cui prestare molta attenzione.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Feto che cresce poco: può avere anomalie?

19/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Non è possibile stabilire se il feto abbia malformazioni o sia interessato da un'alterazione cromosomica semplicemente basandosi sul fatto che la sua crescita è al 3° percentile. Oggi si dispone di indagini di screening che possono dare informazioni sulla sua salute, ma se si decide di non effettuarle...  »

Bimba che dopo l’addio al pannolino si rifiuta di fare la cacca: che fare?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Un piccolo rituale da osservare all'occorrenza, qualche accorgimento per rendere il momento confortevole, uniti a tanta pazienza e a un atteggiamento sereno a poco a poco riescono a indurre il bambino a utilizzare il vasino e, più avanti, la tazza del wc.  »

Dopo un aborto spontaneo quanto tempo ci vuole per cominciare un’altra gravidanza?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Augusto Enrico Semprini

Se un primo concepimento è avvenuto in pochi mesi, ci sono altissime probabilità (addirittura il 100%!) di avviare una nuova gravidanza entro sei mesi dall'aborto spontaneo.   »

Non mangiare frutta e verdura durante la gravidanza può essere pericoloso?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se si teme una carenza di vitamina C perché con l'inizio della gravidanza è nata un'avversione verso la frutta e la verdura, si può correre ai ripari assumendo quotidianamente, per esempio, spremute di agrumi o kiwi, che ne sono ricchissimi.   »

Gambe sollevate in gravidanza: possono aver danneggiato il bambino?

08/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Durante la gravidanza, quando preoccupazioni che oggettivamente non hanno ragione di sussistere non danno tregua, mantenendo la futura mamma in uno stato ansioso costante, può senz'altro essere opportuno ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta. Le continue paure ingiustificate possono, infatti, essere...  »

Si può ridatare la gravidanza una seconda volta?

14/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La ridatazione ecografica può essere eseguita una volta sola nel primo trimestre (quando c'è più di una settimana di differenza tra il calendario ostetrico e le dimensioni effettive del feto), dopodiché se il bambino risulta più piccolo dell'atteso non si può più attribuire il dato a un concepimento...  »

Fai la tua domanda agli specialisti