Vertigini in gravidanza: cosa prendere, cause e rimedi estate

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 24/06/2022 Aggiornato il 24/06/2022

Giramenti di testa, vista annebbiata, sensazioni di mancamento sono sintomi frequenti in gravidanza e spesso dovuti a un calo di pressione. Nessun allarme, ma è bene sapere come comportarsi in caso di vertigini in gravidanza

donna con vertigini in gravidanza appena sveglia

In generale si parla di pressione bassa, quando il valore pressorio massimo (pressione sistolica) scende al di sotto dei 90 mm Hg (millimetri di mercurio) e il valore minimo al di sotto dei 60 (pressione diastolica). Quando ciò si verifica, gira la testa, non ci si sente perfettamente in forze. E allora non resta che sedersi, o sdraiarsi se si può, e aspettare che passi. Soprattutto se aspetta un bambino, questa eventualità può capitare abbastanza spesso, specie nei primi due trimestri di gestazione, quando la pressione arteriosa tende a scendere, per poi aumentare e riassestarsi sui valori che si avevano prima della gravidanza sul finire della gravidanza, quando di solito i cali pressori sono molto più rari. Semmai può verificarsi il problema opposto, ossia la pressione alta che può determinare altri problemi. Ecco cosa fare in caso di vertigini in gravidanza, uno dei disturbi più comuni del periodo.

Cosa succede se si ha la pressione bassa in gravidanza?

Il meccanismo che porta all’abbassamento della pressione viene innescato dalla richiesta di sangue dell’organismo materno da parte della placenta e dell’utero (e in generale da parte del cosiddetto “circuito feto-placentare”) e questo può determinare un abbassamento, anche importante, della pressione arteriosa. Anche per questo nell’immaginario collettivo, gli svenimenti rappresentano uno dei primissimi segnali che è in arrivo un bebè.

La maggior parte delle donne non avverte cali di pressione: soprattutto nel primo trimestre – che è quello più a rischio – l’ipotensione fisiologica viene, infatti, ben compensata dall’assunzione da parte delle futura mamma di integratori a base di sali minerali, acido folico e ferro, consigliati per un sano sviluppo neonatale. In alcuni casi, però, soprattutto se la futura mamma soffre costituzionalmente di pressione bassa, in gravidanza il disturbo può presentarsi in maniera accentuata con perdita di equilibrio, mal di testa, sudorazione fredda, debolezza, senso di mancamento e vertigini in gravidanza. In ogni caso, quando ci si sente più deboli del normale e si teme un calo pressorio, è consigliabile mettersi sedute o sdraiate con le gambe leggermente sollevate per favorire l’afflusso di sangue al cervello.

Alcuni semplici accorgimenti possono evitare i disturbi legati ai cali pressori improvvisi. Quando si è sdraiate o sedute in posizione semisdraiata, per alzarsi in piedi è meglio farlo gradualmente, dividendo il movimento in due fasi: se si è sdraiate, è sufficiente posizionarsi su un fianco prima di alzarsi e aspettare qualche secondo. È fondamentale comprendere che ogni movimento di adattamento, come alzarsi dalla sedia o dal letto, in una donna in gravidanza deve essere fatto con particolare lentezza per consentire all’organismo di adeguarsi al cambiamento.

Perché con il caldo si abbassa la pressione?

Buona abitudine per evitare malori è evitare i luoghi caldi e affollati (per esempio i mezzi pubblici all’ora di punta). Il caldo, infatti, può accentuare la vasodilatazione, favorendo l’abbassamento della pressione. Anche se si è in vacanza, qualche accorgimento non guasta: è bene, per esempio, evitare di esporsi al sole dalle 10:30 alle 16 e preferire per andare in spiaggia le ore del primo mattino o del tardo pomeriggio, più fresche. Non bisogna poi dimenticare di bere spesso, circa 1 litro e mezzo di acqua al giorno: vanno bene anche bevande arricchite da sali minerali. In ultimo, ma non per importanza, non bisogna stancarsi troppo: la futura mamma deve essere consapevole che la gravidanza è un momento speciale che, per quanto il più delle volte fisiologico e naturale, necessita di alcuni accorgimenti.

Quali integratori per alzare la pressione e contro le vertigini in gravidanza?

Alcuni integratori possono aiutare in caso di pressione bassa ad affrontare a recuperare le forze. Ecco quelli più indicati nei nove mesi:

  • eleuterococco: appartiene alla famiglia del ginseng, ha la capacità di tonificare l’organismo, permettendogli di far fronte a situazioni di stress e superlavoro (in gravidanza 20 gocce 1 o 2 volte al giorno sono sufficienti);
  • macerato glicerico di ribes nigrum (50 gocce al mattino anche per 1 o 2 mesi) ;
  • arnica in granuli (5 granuli 2 volte al giorno).

 Salvo casi molto particolari, che spetta al medico a individuare, non è necessario assumere farmaci per far rialzare la pressione nei nove mesi.

 

 

 
 
 

In sintesi

Cosa mangiare per la pressione bassa e contro le vertigini in gravidanza?

Se una corretta alimentazione è importante in generale per mantenere una buona salute, ancor di più durante la gravidanza è fondamentale mangiare bene, soprattutto in caso di pressione bassa. Prima di tutto non bisogna dimenticare di bere 1,5 litri di acqua al giorno. Poi, piuttosto che assumere più sale a tavola con l’intento di far salire un po’ la pressione, è meglio utilizzare specifici integratori a base di sodio e potassio. Un semplice schema alimentare può poi aiutare le donne in gravidanza ad alimentarsi per il meglio: fare una colazione ricca anche di sali minerali (un frutto, un bicchiere di latte parzialmente scremato con poco zucchero, una fetta biscottata con marmellata); spezzare l’appetito a metà mattina con un succo di frutta; a pranzo consumare un piatto unico a base di carboidrati o proteine con verdure; a metà pomeriggio fare uno spuntino con un frutto; a cena consumare un piatto unico, avendo cura di mangiare l’abbinamento opposto a quello che si è scelto per il pranzo (carboidrati se a pranzo proteine o viceversa). Questo è un esempio di dieta equilibrata che garantisce lo stesso contenuto di proteine e sali minerali nell’arco di tutta la giornata e favorisce una migliore assimilazione dei nutrienti.

 

Fonti / Bibliografia

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