Virus Zika in gravidanza: non solo microcefalia

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 01/07/2016 Aggiornato il 01/07/2016

Il 20% delle gestanti che contrae il virus Zika in gravidanza rischia di avere figli con altri danni neurologici

Virus Zika in gravidanza: non solo microcefalia

Non solo microcefalia: i bambini nati da mamme che hanno contratto il virus Zika durante i nove mesi di gravidanza potrebbero avere come conseguenze anche altri tipi di disturbi neurologici: una questione da non sottovalutare se si considera che, stando ai dati attualmente a disposizione, una donna brasiliana ogni cinque che aspetta un bambino sarebbe a rischio di contrarre questo virus. A sostenerlo è proprio uno studio condotto in Brasile, uno dei Paesi più colpiti dall’emergenza Zika.  

Altri danni al cervello

Mentre le stime attualmente disponibili hanno messo in evidenza che l’1% delle donne che contrae il virus Zika durante la gravidanza partorisce bambini affetti da microcefalia, secondo alcuni medici il 20% delle gestanti affette rischia di avere figli con altri disturbi neurologici. 

Trasmesso dalla zanzara tigre

Il virus Zika viene trasmesso dalla zanzara Aedes, più comunemente nota col nome di “zanzara tigre”, la stessa che trasmette il virus della febbre gialla, della dengue e della chikungunya. Le manifestazioni cliniche della malattia sono in genere simili a quelle di dengue e chikungunya: si tratta di sintomi lievi come febbre, malessere, eruzioni cutanee, congiuntivite, mal di testa, dolori articolari e muscolari che compaiono generalmente tra i 3 e i 12 giorni dopo la puntura della zanzara e possono durare da 2 a 7 giorni. Se questo virus sembra essere particolarmente pericoloso per le donne in dolce attesa per via delle sequele che l’infezione può avere sul nascituro, nella popolazione sana invece non tutte le persone infette presentano sintomatologia clinica.

 

 
 
 

In breve

VACCINO ANCORA LONTANO

Secondo la comunità scientifica per quanto riguarda il vaccino, difficilmente si potrà avere qualche risultato concreto prima del 2018.

 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti