Allarme Aids: c’è il rischio pandemia

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 27/09/2018 Aggiornato il 27/09/2018

Torna la paura di un allarme Aids e gli esperti lanciano l'appello a non abbassare la guardia. Potrebbe scatenarsi una nuova crisi difficile da tenere sotto controllo

Allarme Aids: c’è il rischio pandemia

È allarme Aids perché la malattia non è sconfitta e abbassare la guardia potrebbe essere molto pericoloso. La preoccupazione è più che giustificata, perché secondo gli esperti internazionali servono almeno 7 miliardi in più l’anno per impedire un aggravarsi dell’epidemia e arginarne la minaccia sulla salute pubblica alla scadenza stabilita del 2030.

A rischio i finanziamenti

“La mancanza di finanziamenti unita al rischio di nuove infezioni in Paesi dalla forte crescita demografica – come in Africa – rappresenterebbe una grave crisi e si potrebbe perdere il controllo sull’epidemia”, ha avvertito Mark Dybul, ricercatore americano, ex dirigente del Fondo mondiale di lotta all’Aids. La comunità dei ricercatori e il mondo delle associazioni temono soprattutto un calo dei finanziamenti Usa, come annunciato dal presidente Donald Trump, anche se per ora non è stato formalizzato dal Congresso.

Poca ricerca sui farmaci

Ma non solo. L’agenzia delle Nazioni Unite contro l’Aids, Unaids, afferma che anche i grandi colossi farmaceutici si disinteressano del problema Aids, tagliando i fondi alla ricerca per nuovi farmaci poiché questi sarebbero destinati soprattutto a Paesi dall’economia problematica e dunque non in grado di acquistarli per i loro malati.

Problema in Africa

È allarme Aids mondiale anche perché in Africa sono diminuiti persino i fondi per la distribuzione gratuita dei profilattici, che rappresentano un mezzo importante ed efficace per impedire la diffusione del virus HIV.

 
 
 

Da sapere!

PER ORA IN CALO

Nel mondo attualmente ci sono 36,9 milioni di sieropositivi che, grazie alle terapie antivirali, riescono a tenere la malattia sotto controllo. Nel 2016 il numero dei morti è sceso per la prima volta sotto il milione di persone, diminuendo ancora nel 2017 (940 mila).

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Perché il bimbo in utero non si vede ancora?

23/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se l'ovulazione avviene più tardi rispetto all'ipotesi può accadere che l'embrione non sia visibile ecograficamente nell'epoca della gravidanza in cui generalmente lo è già.   »

SOS crisi di pianto inconsolabile

23/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Una volta appurato che il lattante piange per via delle "coliche dei tre mesi", non resta che attendere pazientemente che le crisi a poco a poco diminuiscano fino a sparire. Nella ceretzza che le sue urla disperate sono espressione di forza e di salute.   »

Peso: quale aumento a quattro mesi di vita?

19/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'aumento di peso ha un andamento influenzato da alcune variabili, tuttavia intorno al quinto mese di vita dovrebbe essere doppio rispetto a quello presentato alla nascita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti