Acidi grassi nel cordone ombelicale responsabili delle allergie nei bambini?

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 05/09/2013 Aggiornato il 05/09/2013

Uno studio ipotizza un legame tra le allergie nei bambini e la presenza di acidi grassi nel cordone ombelicale

Acidi grassi nel cordone ombelicale responsabili delle allergie nei bambini?

In gravidanza, un corretto apporto di acidi grassi omega 3 è fondamentale: come componenti delle membrane cellulari, contribuiscono allo sviluppo del cervello, della vista, del cuore e delle arterie del feto. L’assunzione di acidi grassi è quindi fondamentale per il bambino, che li riceve attraverso la placenta. I cibi che ne sono più ricchi sono le noci, le uova, gli spinaci e i pesci come l’aringa, il salmone, lo sgombro, il tonno e la trota.

Non solo benefici

Tuttavia, uno studio ha messo in risalto il legame tra un’elevata concentrazione di acidi grassi nel sangue del cordone ombelicale alla nascita e il rischio di sviluppare allergie respiratorie e alla pelle nei primi 15 anni di vita dei bambini. La ricerca proviene dalla Svezia, dove sono stati valutati circa 800 bambini nati negli anni 1996-1997, valutando le diagnosi di allergia all’età di 13 anni. I risultati mostrano che i bambini con problemi di allergie avevano una maggiore proporzione di acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) nel sangue del cordone alla nascita e una minor quantità di grassi monoinsaturi, rispetto a quelli non affetti da allergie.

Un problema in costante aumento

In attesa di ulteriori conferme su questa associazione, i dati confermano un preoccupante aumento di casi di allergia nella popolazione infantile. La classifica è stata diffusa dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) ad aprile: in 10 anni, le allergie nei bambini sono raddoppiate e l’incidenza continua a crescere, tanto che si prevede entro il 2020 un interessamento della metà della popolazione. Oggi oltre 2 milioni di bimbi sotto i 14 anni soffrono di una o più allergie, fra cui rinite, congiuntivite e asma, con sensibilizzazione ai pollini, alla polvere della casa e al pelo degli animali domestici.

Importante la diagnosi

Mai sottovalutare sintomi come la tosse, il raffreddore, il naso chiuso e i disturbi simil-influenzali che si susseguono a distanza ravvicinata. Fondamentale anche evitare qualunque forma di fai-da-te o il ricorso a  test non validati scientificamente.

In breve

PRIMA REGOLA: LA PREVENZIONE

Prevenire l’insorgenza di allergie nei bimbi è possibile con semplici accorgimenti: non fumare, allattare al seno almeno fino a 6 mesi di vita, seguire un’alimentazione corretta in gravidanza e ridurre l’esposizione dei bambini all’inquinamento ambientale.

Fonti / Bibliografia

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